"La Saudi Pro League è meglio della MLS". Ma CR7 stavolta ha torto

Il portoghese ha parlato della scelta di andare in Arabia, lanciando una frecciatina all'eterno rivale Messi, volato in America. Ma quanto detto dal lusitano, al di là del discorso tecnico, non regge

Il dualismo fra Messi e Cristiano Ronaldo è uno dei temi calcistici più importanti della storia di questo gioco. Un’epoca intera si è snodata intorno a chi fosse più forte dei due, capaci di dominare la scena e vincere praticamente ogni trofeo esistente. Adesso, al calar del sole, entrambi sverneranno lontano dall’Europa.

O almeno così potrebbe sembrare: la scelta di andare rispettivamente in America e Arabia Saudita un tempo sarebbe sembrata tale. Oggi, invece, MLS e Saudi Pro League sono il nuovo che avanza. Quantomeno si prefiggono di esserlo.



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Cos'ha detto Cristiano Ronaldo?

CR7 in un’intervista ha poi sottolineato d’esser stato il pioniere della Saudi Pro League, torneo che sta fagocitando i campioni a livello mondiale. Non solo giocatori in dirittura d’arrivo di carriera ma anche elementi nel pieno della propria maturità calcistica, come Sergej Milinkovic-Savic. Il portoghese ha poi sottolineato: “La Saudi Pro League è meglio della MLS”. Ma è davvero così?



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Dimensioni

Al netto delle questioni tecniche, andiamo ad analizzare le dimensioni dei massimi tornei del calcio saudita e statunitense. La Pro League è balzata fortemente agli onori delle cronache solamente negli ultimi dodici mesi. Merito, innegabile, dello sbarco di Cristiano Ronaldo. Sin da subito CR7 è sembrato essere oggetto (luccicante, senz’altro) di un piano più grande: la preparazione della candidatura al Mondiale 2030.

L’Arabia Saudita vuole (o meglio, voleva) ottenere l’assegnazione della Coppa del Mondo e per corroborare la sua posizione, gli arabi stanno cercando di costruire un torneo domestico che sia credibile, evitando l'errore commesso dal Qatar, protagonista di una magra figura (a livello calcistico) nella kermesse di novembre 2022. Tuttavia, almeno su determinati temi, la Saudi Pro League è anni luce dietro la MLS, competizione decisamente più matura in almeno tre aspetti. Primo fra questi i diritti tv.

I diritti tv

La lega americana da anni è visibile in tutto il mondo (in Italia veniva trasmessa da Dazn e dallo scorso anno da Apple TV). La lega saudita, invece, è agli albori di una commercializzazione vera e propria dei diritti televisivi: basti pensare che la stagione 2022/23, nel nostro paese, è andata in onda su Sportitalia, che ha ottenuto gratuitamente i diritti di trasmissione.

Anche in termini di comunicazione e marketing, la MLS vince oggettivamente sulla Saudi Pro League. Basti pensare solamente a quanto sta succedendo a Miami per l’arrivo di Leo Messi, ma non solo: il gap sui social è enorme. La MLS, considerando Facebook, Twitter e Instagram, vanta una fan base da 10,8 milioni di utenti, mentre la Saudi Pro League si ferma a poco meno di 2,5 milioni. Un rapporto di 4:1 che non può non essere considerato nello sviluppo dei due tornei.

Allargando gli orizzonti, poi, emerge anche l'aspetto che riguarda la commercializzazione delle varie squadre: in Arabia Saudita, a oggi, l'80% dei partner tecnici del club sono di matrice locale. Solo l'Al-Nassr, recentemente, è passato a Nike, insieme all'Al-Ittihad, anch'esso vestito col baffo. Un deciso contraltrare di una MLS tutta griffata da uno dei top brand del pianeta (adidas), che commercializza in tutto il mondo le maglie delle franchigie a stelle e strisce.

Work in progress

Vero è che gli arabi si stanno attrezzando con un’attenta pianificazione social e televisiva, ma a oggi negli Stati Uniti si è avanti su tanti aspetti. Che poi l’arrivo di gente come Cristiano Ronaldo, Benzema e Brozovic possa aiutare è in dubbio, ma è evidente che la Pro League prima di diventare un campionato più strutturato della MLS, al di là del punto di vista tecnico (che non è l’unica cosa che importa) deve ancora fare dei passi in avanti.



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