Il milionario valzer d’Europa: l'impatto a bilancio del miracolo Como-Roma e dello stop di Milan e Juventus

Il verdetto della Serie A 2025-2026 sposta oltre 150 milioni di euro: esplode il bilancio di Roma e Como, spending review forzata per Milan e Juventus

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Logo UCL (Foto Uefa)

La Serie A 2025-2026 ha emesso i suoi verdetti definitivi, ma è sui bilanci societari che si consumerà la vera scossa tellurica dei prossimi mesi. La clamorosa qualificazione di Roma e Como alla UEFA Champions League 2026-2027, a discapito di corazzate come Milan e Juventus che scivolano in Europa League, riscrive gli equilibri geopolitici ed economici del calcio italiano. Questo incrocio di destini sposta una torta finanziaria stimata in oltre 150 milioni di euro complessivi, modificando, in modo radicale, i piani industriali per la prossima sessione di calciomercato.

Il ritorno della Roma, la favola del Como 

Per la Roma dei Friedkin e, soprattutto, per l'incredibile favola del Como 1907 guidato dalla proprietà più ricca d'Italia della famiglia Hartono, l’approdo al massimo palcoscenico continentale rappresenta un boost finanziario senza precedenti. 

Con il nuovo formato a girone unico a 36 squadre introdotto dall’UEFA, l'accesso alla fase campionato garantisce introiti vertiginosi già prima di scendere in campo. 

Solo il gettone di presenza per la League Phase assicura infatti a ciascun club un fisso di 18,62 milioni di euro. A questo si aggiungono le due macro-voci del sistema di distribuzione, ovvero la quota Value Pillar – che unisce market pool e ranking storico – e i premi legati ai risultati e al piazzamento finale nel girone unico. 

Nel dettaglio, per la Roma si profila un'entrata minima di partenza stimata attorno ai 55 milioni di euro, un incremento netto di circa 20 milioni rispetto al budget previsto per via dell'ottimo ranking storico-europeo costruito dai giallorossi negli ultimi anni. Per il Como, al debutto assoluto nella competizione, la cifra di partenza supererà comunque i 38 milioni di euro, garantendo un surplus di ben 30 milioni rispetto alle stime iniziali della vigilia. A questi favolosi premi UEFA andranno poi sommati i ricavi da botteghino, derivanti da almeno quattro grandi match interni di cartello, e l'impennata inevitabile del valore del brand in termini di sponsorizzazioni globali. 

Spending rewview per Milan e Juventus

Dall'altro lato della medaglia, il verdetto assume i contorni di un autentico disastro economico per Milan e Juventus. Entrambe le dirigenze avevano tarato il proprio piano industriale e i relativi costi strutturali, tra cui spiccano il monte ingaggi e gli ammortamenti dei cartellini, sull'assunto consolidato della partecipazione alla Champions League. Scivolare in Europa League significa passare da una competizione che distribuisce ben 2,467 miliardi di euro a una che ne mette a disposizione complessivamente solo 565 milioni. Il gettone di presenza fisso per l'Europa League crolla infatti a soli 4,31 milioni di euro. 

Questo squilibrio si riflette pesantemente sulle proiezioni dei club, con una stima minima dei premi UEFA che si ferma a circa 15 milioni di euro per il Milan e a circa 18 milioni per la Juventus. Anche ipotizzando un cammino europeo di altissimo livello, vincendo molte partite nella prima fase e andando avanti nei turni a eliminazione diretta, i premi complessivi difficilmente coprirebbero le perdite. Rispetto alle attese di budget, il Milan si trova a fare i conti con un differenziale negativo di 40 milioni di euro, mentre per la Juventus la voragine tocca i 45 milioni di euro di soli mancati introiti continentali. 

Oltre al danno europeo, la classifica finale impatta direttamente anche sulla distribuzione delle risorse della Lega Serie A legate ai diritti televisivi nazionali. Secondo il sistema dettato dalla Legge Melandri e revisionata dalla Riforma Lotti, il 12% del montepremi complessivo viene ripartito in base alla precisa posizione in classifica della stagione corrente, mentre il 3% è legato ai punti effettivi conquistati. Il ribaltamento delle posizioni comporta che Roma e Como incasseranno le ricche quote destinate alla top-4, mentre Juventus e Milan vedranno contrarsi anche questa linea di ricavo domestico, scendendo ai gradini inferiori della ripartizione meritocratica con una perdita secca che varia dai 3 ai 5 milioni di euro rispetto alle posizioni storiche di vertice. 

La prossima sessione di calciomercato

In ottica calciomercato, questo inedito verdetto economico imporrà strategie diametralmente opposte. Il Como potrà accelerare i propri investimenti sulla rosa e sulle infrastrutture, come l'adeguamento dello stadio, supportato da questa improvvisa iniezione di liquidità internazionale, posizionandosi come una nuova realtà stabilmente competitiva nel calcio italiano. La Roma, dal canto suo, troverà l'ossigeno puro necessario per rispettare i severi vincoli del settlement agreement con la UEFA senza dover per forza smantellare lo scacchiere tecnico della squadra. 

Al contrario, Milan e Juventus saranno costrette a una severa e rigorosa spending review. Senza il salvagente dei ricavi della massima competizione europea, la via del mercato passerà obbligatoriamente dalla necessità di generare plusvalenze repentine. Le due storiche big dovranno probabilmente sacrificare alcuni dei loro top player per compensare il pesante "minus" finanziario derivante dalla notte nera che le ha relegate all'Europa League, ridisegnando al ribasso le ambizioni tecniche immediate. 

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