Guida al Gewiss Stadium, lo stadio dell'Atalanta

L’Atalanta è il club italiano che con investimenti e programmazione è riuscito a raggiungere risultati importanti nell'ultimo decennio. A partire dalla sua casa, uno stadio di Bergamo, costruito da Bergamo, e soprattutto, per Bergamo.

L’Atalanta è il club che ha compiuto l’upgrade più luminoso e completo nel panorama italiano nell’ultimo decennio. La squadra nerazzurra era in passato nota come regina della Provincia, per la contrapposizione fra il rappresentare una città non capoluogo di regione e i risultati ottenuti in Serie A.

Risultati che solamente in passato si limitavano all’ambito sportivo. La dirigenza odierna non solo ha portato Bergamo in Champions League ma le ha addirittura regalato uno stadio moderno e di proprietà, costruendo una filosofia totalmente nuova ed europea per il club.

Alle origini della Dea

Una filosofia incarnata dal nome stesso della squadra: Atalanta è una Dea della mitologia greca. Figlia di Climene e Iaso, fu abbandonata dal padre, deluso di non aver realizzato il proprio sogno di aver un figlio maschio. Atalanta fu allevata prima da un’orsa e poi da un gruppo di cacciatori, diventando bella, forte, vigorosa ed un autentico portento per la caccia.

Ecco, è così che si può descrivere la parabola dei nerazzurri dal 2010 in poi. Affidati a Gian Piero Gasperini, i bergamaschi sono tramutati in una delle organizzazioni migliori della Serie A e d’Europa. In un upgrade che non ha coinvolto solo l’aspetto squisitamente sportivo, ma è stato costruito passando dal vero asset che fa della Dea una delle società più complete del nostro Paese: il Gewiss Stadium.

Lo stadio di proprietà

Un impianto di proprietà, fortemente voluto dalla famiglia Percassi che nel maggio del 2017 partecipò e vinse il bando, aggiudicandosi l’allora “Atleti Azzurri d’Italia”, con una maggiorazione del dieci per cento sulla base d’asta di 7 milioni 826 mila euro iva esclusa. Un bando che però non vide l’Atalanta come unico soggetto interessato: anche l’AlbinoLeffe aveva presentato un’offerta per l’acquisto dell’impianto di Viale Giulio Cesare, arrendendosi solamente alla sentenza definitiva del TAR di Brescia.

Nei progetti dei blucelesti, l’Atleti Azzurri d’Italia avrebbe dovuto subire un restyling con un conseguente ridimensionamento della capienza a 10mila spettatori. In ogni caso, la proposta vincente fu quella dell’Atalanta, con il club seriano che comunque è poi riuscito a realizzare un proprio impianto di proprietà, l’Albinoleffe Stadium: ma questa è un’altra storia, che racconteremo nelle prossime settimane.

L'inizio dei lavori

Poco dopo l’acquisizione, fu presentato il piano di ristrutturazione dello impianto, con una pianificazione non troppo dissimile a quello della Dacia Arena di Udine. Si è partiti il 6 maggio del 2019 con l’abbattimento e la ricostruzione della curva Pisani, passando poi alla Tribuna Giulio Cesare - quello che volgarmente è il settore distinti - e si chiuderà con la curva Sud Morosini.

In realtà, gli interventi partirono già nel 2015, con la società che volle intervenire sulla Tribuna Centrale, con una profonda trasformazione del settore. Venne creato un parterre moderno, il “Pitch View”, con 400 posti e l’integrazione delle panchine sugli spalti, seguendo il canonico modello inglese.

Sono inoltre stati eliminati circa tremila posti a sedere, riducendo la capienza dello stadio a circa 21.300 spettatori a partire da settembre 2015. Il restyling sarà completato nell’estate del 2023: al termine di questo campionato verrà abbattuto l’ultimo settore su cui si lavorerà - la Curva Morosini - con i temi per lavori di ricostruzione stimati in dodici mesi, comprensivi della realizzazione del parcheggio sotterraneo da 275 posti auto sotto il settore.

L’obiettivo dato dalla famiglia Percassi era quello di rendere la struttura idonea sia allo sport che allo spettacolo, come accade in ogni arena contemporanea, con una fruizione totale, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la realizzazione di Sky Box e, fra gli aspetti più interessanti della riqualificazione, il mantenimento di alcune componenti architettoniche proprie della struttura originaria, come ad esempio la facciata storica dello stadio.

Naming rights e spazi commerciali

Come tutti gli impianti di proprietà, quello dell’Atalanta ha portato al club, pur in tempi pandemici, un ottimo incremento in termini di introiti.

Non si parla meramente degli incassi al botteghino, elemento non così impattante per un club delle dimensioni dell’Atalanta, specie in tempi di pandemia e restrizioni. L’arrivo di Gewiss come naming sponsor dell’ormai ex Atleti Azzurri d’Italia permette alla Dea di incassare 750mila euro a stagione, con un contratto che scadrà nel 2025, per una durata totale di sei anni ed un totale incasso di quattro milioni e mezzo di euro. 

Va sottolineato, poi, come l’azienda che opera nel settore elettrotecnico sia anche presente sulla maglia dell’Atalanta - esattamente come fa Dacia con l’Udinese - in qualità di back sponsor.

Una considerazione la meritano anche gli spazi commerciali pensati e realizzati dal club: 4.000 metri che verranno dedicati anche alla ristorazione, con Burger King in veste di primo brand a insediarsi nel Gewiss Stadium. La rinomata catena di fast food ha aperto un locale sotto la Curva Nord, attivo sette giorni su sette. Ha trovato spazio, naturalmente, anche lo store ufficiale del club orobico.

Il movimento economico generato dallo stadio di Bergamo, però, non ha dato beneficio solo al club calcistico.

La quasi totalità dei materiali utilizzati durante i lavori, infatti, sono stati prodotti nella provincia della città lombarda, come Antonio Percassi ha più volte orgogliosamente ribadito: è stata infatti l’azienda Italcementi a fornire la calce necessaria ai lavori apportati alla struttura. Uno stadio di Bergamo, da Bergamo e per Bergamo.

Evoluzioni dello stadio di Bergamo

Stadio Mario Brumana, Stadio Comunale, Stadio Atleti Azzurri d’Italia, Gewiss Stadium. Quattro diverse denominazioni, ben novantaquattro anni di gloriosa storia, tre squadre ospitate al suo interno. Le storie di Atalanta, Albinoleffe e anche della fu Virescit si sono intrecciate con quella dello storico stadio bergamasco, uno dei più antichi e allo stesso modo contemporanei del nostro paese.

La data precisa dell’inaugurazione dell’arena di Bergamo, in realtà, è oggetto di dibattito.

La prima, non ufficiale, in forma di prova generale, si tenne il 1° novembre del 1928, in occasione della partita tra Atalanta e Triestina, con i padroni di casa ad imporsi per 4-1. La seconda inaugurazione si tenne con tutti i crismi dell'ufficialità, il 23 dicembre. In uno stadio stracolmo, gli orobici ebbero la meglio sulla Dominante, l’antenata della Sampdoria, per 2-0.

Siamo nel cuore del periodo fascista italiano. L’allora unica tribuna coperta, quella che sorgeva ad ovest, era un elemento avanguardistico, che apparì sulle più autorevoli riviste d’architettura dell’epoca. La capienza era di 12mila spettatori, spalmati sui due settori centrali.

La sua importanza architettonica ne costituì elemento di salvezza quando, a cinquant’anni dall’open day, in città se ne discusse l’abbattimento per costruire un nuovo stadio, più decentrato rispetto al centro cittadino. 

Le curve Pisani e Morosini sorsero solo a partire dagli anni ’50, con il record di capienza massimo che è detenuto da un Atalanta-Inter del 16 settembre 1984: 43mila persone furono ospiti del già ribattezzato stadio Comunale. Nel 1994 arrivò il successivo cambiamento in “Atleti Azzurri d’Italia”, penultima denominazione prima della variazione odierna, la numero uno per ragioni commerciali, in Gewiss Stadium.

Esempio per più epoche

L’impianto originale, come detto, ebbe un impatto notevole non solo sulla città di Bergamo ma sull’intero panorama sportivo nazionale.

All’inaugurazione parteciparono diverse personalità dell’epoca, con l’allora stadio Brumana che, fra le partite contro Triestina e Dominante, ospitò anche una sfida di rugby dell’Ambrosiana Milano, la prima in assoluto mai disputata sul territorio bergamasco, con il pubblico dell’epoca decisamente stupito nell’osservare una disciplina del tutto nuova.

Le quattro ristrutturazioni, datate 1949, 1984, 2015 e 2019, lo hanno progressivamente adattato alle esigenze storico-sportive dell’epoca, donandogli modernità e freschezza pur confermando l’impostazione originaria che tutt’oggi vive e vivrà anche al termine dei lavori in essere.

La controprova di quanto stiamo dicendo è la scelta di mantenere le facciate storiche - sottoposte a vincolo monumentale - che saranno un elemento decisamente in contrasto con l’aspetto moderno delle due curve, sia dentro che fuori dalla struttura.

Bergamo, dunque, e l’Atalanta, hanno voluto fondere vecchio e nuovo, in un connubio dal forte sapore territoriale che consegnerà alla realtà lombarda, ed in parte lo ha già fatto, una delle strutture sportive più belle, innovative e funzionali, del panorama nazionale con un occhio di riguardo ad un nucleo originario che permarrà sempre vivo.

Uno stadio di Bergamo, costruito da Bergamo, e soprattutto, per Bergamo.

Scheda

  • Nome stadio: Gewiss Stadium
  • Proprietario: Atalanta Bergamasca Calcio
  • Inaugurazione: 1° novembre 1928
  • Ristrutturazione/i: 1949, 1984, 2015, in corso
  • Capienza: 21.300 attuale (24.000 nel 2023)
  • Beneficiari: Atalanta (1928-oggi), AlbinoLeffe (2003-2019), Virescit (1984-2000)

 

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