Fabrizio Romano è il giornalista più sottovalutato d'Italia

Perchè in Italia non diamo la giusta rilevanza a Fabrizio Romano e al suo impero social da 13 milioni di followers?

Più che un paradosso, la storia di Fabrizio Romano fotografa la realtà di chi prima di tutti ha capito che il giornalismo sportivo, e il racconto del calcio, si sarebbero spostati sui social. Con nuovi linguaggi, nuovi tempi e un mindset in totale rottura col passato per quanto riguarda le collaborazioni personali.

Questo è il sunto di ciò che ci raccontano le tappe della carriera di Fabrizio Romano: nel 2011 si trasferisce da Napoli a Milano (stesso periodo in cui apre l’account Twitter) e due anni dopo inizia a lavorare con Sky Sport Italia (redazione calciomercato). Prima e nel mentre un po’ di palestra con Gianlucadimarzio.com, piattaforma e progetto che in quegli anni poneva le basi del nuovo giornalismo sportivo online.

Fin qui tutto nella norma, fino al 2015, quando le tante ore da inviato per Sky Sport e l'uso attento dei social, proiettano Romano in una nuova dimensione. Quell’anno inizia la collaborazione con The Guardian, ancora in essere come possiamo leggere in questo speciale sul pazzo calciomercato di agosto 2021, ma anche la creazione del progetto SOS Fanta, realtà tra le più importanti in Italia per consigli e conversazioni sul fantasy game più famoso nel nostro Paese.

Tra il 2015 e il 2019 il giornalista Fabrizio Romano cresce e diventa un volto noto dell’estate per gli abbonati Sky ma anche per i followers della prima ora. Ecco, anche il 2019 è una tappa fondamentale perché quando il conteggio follower segnava “solo” 45K su Instagram, i grandi media internazionali di calciomercato (e calcio più in generale) continuano a dare considerazione ad un ragazzo che parla benissimo in inglese e sfrutta questa skill per iniziare a comunicare in doppia lingua sui suoi canali.

Una svolta, e come spesso capita la mossa vincente è quella più evidente e sotto gli occhi di tutti. Sfruttando l’inglese, la comunicazione non ha limiti, soprattutto in un giornalismo come quello dedicato al calciomercato dal linguaggio semplice e immediato.     

Nell’estate del 2019 B/R Football dedica un’inchiesta video a Romano che così riesce a portare i fan dietro le quinte di una giornata da reporter di calciomercato.

L’importanza delle community per il nuovo giornalista sportivo

Paradossalmente i fan su Instagram quel periodo calano di qualche migliaia ma crescono quelli su Twitter e lo stampo internazionale di Romano inizia giustamente a prendere il sopravvento su quello locale. La frase che Romano associa ad ogni trattativa chiusa, l’ormai celebre “Here we go”, inizia a diventare un cult e, di conseguenza, il personal brand di Fabrizio esplode.

Arriva anche una collaborazione col videogioco Football Manager ma è nel gennaio 2020 che il cerchio si chiude, o meglio si allarga e di molto: arriva la collaborazione con 433, la pagina Instagram di calcio più influente al mondo (con cui mesi fa l’Inter ha realizzato un takeover su IG Stories, tra le altre cose).

Nella settimana finale di agosto 2020 Fabrizio Romano raggiunge il primo milione di follower su Instagram, risultato clamoroso se paragonato ai 5 milioni raggiunti solo un anno dopo, ovvero nei giorni in cui questo articolo è stato scritto (tutti i suoi picchi sono stati raggiunti d’estate ovviamente, ma da maggio a settembre 2021 ha praticamente raddoppiato i follower con un +2.5M).

La lezione che ci resta in eredità è chiara.

Collaborare con altri media e community oggi è di vitale importanza per intercettare persone con "diete mediatiche" sempre più personalizzate e impegnate a seguire i loro punti di riferimento che spesso non combaciano nemmeno in cluster di persone apparentemente simili.

L’importanza dei “nuovi” media

Se un giornalista con in mano un giornale incontra un giornalista con uno smartphone, il giornalista col giornale è un giornalista morto.

È questo quello che ci racconta la realtà degli ultimi 6 (e anche più) anni. È anche quello che ci racconta la storia personale e professionale di Fabrizio Romano che dopo un percorso cominciato in maniera abbastanza tradizionale sterza verso i nuovi media e piattaforme che non hanno limiti editoriali e strutturali. 

Fabrizio Romano e tutta la nuova generazione di media e community dedicate al calcio, oltre anche a tanti altri giornalisti, hanno visto nelle ultimissime piattaforme social come TikTok e soprattutto Twitch una manna dal cielo.

In particolare, la piattaforma di video streaming live di proprietà di Amazon ha dato possibilità a molti di ricrearsi un nuovo spazio tv e monetizzare la fedeltà della community con un tornaconto che nessuna piattaforma social ha mai garantito con una certa immediatezza.

Sul suo canale Twitch inaugurato quest’estate e che oggi conta 400K follower, Fabrizio Romano ha tenuto diverse live, rigorosamente in inglese culminate poi il giorno del transfer deadline day, ovvero l’ultimo giorno di calciomercato, con una live durata 12 ore consecutive.

Se pensate sia folle solo immaginarla, considerate che la media italiana di uno streamer di successo è di circa 6-7 ore in live ogni giorno. Il risultato è stato più di 3 milioni di visualizzazioni. Per fare un esempio che dia contezza dei numeri, nello stesso periodo la Bobo TV, di cui abbiamo ampiamente parlato qui, ha totalizzato quasi 200K visualizzazioni.

Durante la live è anche intervenuto per uno sketch il secondo tiktoker più famoso sulla piattaforma cinese, Khaby Lame.  

Fabrizio Romano è il giornalista sportivo italiano più seguito sui social con cifre enormi destinate a crescere costantemente. Il suo paradosso potrebbe essere quello di non essere un volto centrale del palinsesto sportivo italiano, ma i social gli hanno restituito una dimensione parecchio più grande, decisamente più universale, che ci racconta di una realtà lapalissiana ma che fatica a convincere il boomerismo (l’Accademia della Crusca ci perdonerà) tele-giornalistico italiano.

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