Catania e Torre del Grifo, un fallimento che fa male due volte

Il Calcio Catania è fallito. Dopo anni di enormi difficoltà, il Tribunale ha decretato la fine dello storico club rossazzurro, gettando nel dramma sportivo un’intera città e ponendo il punto interrogativo su uno dei centri sportivi più all'avanguardia d'Italia.

Sotto l’Etna si vivono ore complicatissime perché, sì, il destino era annunciato ma non per questo facilmente digeribile.

Si ripartirà, con ogni probabilità, dalla Serie D, così come capitato negli ultimi anni a quasi tutte le big del Sud: dal Bari all’Avellino, dal Palermo alla Reggina.

La mannaia di situazioni economiche complicate sta, di anno in anno, mietendo vittime illustri e stavolta è toccato alla società nata nel 1946.

Il capolinea economico era stato decretato il 22 dicembre scorso, con la dichiarazione del fallimento e la contemporanea concessione dell’esercizio provvisorio, nella speranza che qualcuno potesse giungere in soccorso del club etneo.

Troppo grande, però, lo stato di insolvenza del club - per un importo complessivo di 56 milioni di euro tra debiti con l’erario (53 milioni, di cui metà con l’Istituto di Credito Sportivo) e debiti sportivi (3 milioni) - che ha portato il tribunale a dichiararne il fallimento su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Fabio Regolo per conto della Procura della Repubblica.

Il Tribunale aveva anche nominato tre curatori fallimentari: l'avvocato Giuseppe Basile e i commercialisti Enrico Maria Giucastro e Daniela D’Arrigo. Il compito era quello di individuare le disponibilità economiche necessarie per portare a termine la stagione sportiva 2021/22.

Una missione riuscita fino al 9 aprile quando anche le ultime, minime, risorse si sono esaurite. E, allora, addio al campionato di Serie C, con conseguente riscrittura della classifica, svincolo dei tesserati, revoca dell’affiliazione.

Un iter che, come detto prima, ormai tanti tifosi purtroppo conoscono.

La gestione dei beni dei curatori fallimentari, adesso, riguarderà tutti gli asset del club, compreso quello forse più importante che il Calcio Catania possedeva: il Torre del Grifo Village.

Torre del Grifo

Il fiore all’occhiello della Sicilia sportiva

Il Centro Sportivo che fu del Calcio Catania è situato nel comune di Mascalucia.

Fu un’idea dell’allora management etneo, a partire dal presidente Angelo Pulvirenti e dall’Amministratore Delegato Pietro Lo Monaco.

Con gli etnei in Serie A, infatti, il club voleva donarsi una struttura adeguata, che non fungesse da solo centro di allenamento ma anche come un vero e proprio quartier generale di categoria superiore.

I tempi di realizzazione furono brevissimi: circa due anni servirono per la presentazione del progetto e la sua realizzazione, con l’inaugurazione in pompa magna tenutasi il 18 maggio 2011.

Situato nel comune di Mascalucia, Torre del Grifo Village si estende su una superficie di 130mila metri quadri.

Al suo interno, oltre ai quattro campi di calcio pensati per la Prima Squadra e il settore giovanile, trovano posto due piscine, una semi-olimpionica a otto corsie ed una da 17 metri, nelle quali vengono svolte le diverse attività sportive legate al nuoto: dall’apprendimento e il perfezionamento delle tecniche di nuoto, ad acquafitness e hydrobike.

Spazio anche per campi da calcio a 8, un bar e lo store e la sede del club, un centro benessere dotato di Spa, palestre e un centro di riabilitazione, affiliato alla Casa di Cura “Villa Stuart”, che non assiste solo gli atleti, ma anche pazienti che hanno bisogno di svolgere delle terapie riabilitative, trattamenti rieducativi o soggetti a patologie degenerative osteo-articolari.

Dulcis in fundo, lo Sport Resort: un albergo da 32 stanze e circa 150 posti letto, dedicato agli atleti, non solo del Catania, che negli anni ha ospitato anche Sampdoria e Crotone a Bologna e Tianjin Quanjian.

Vi è anche un sito web dedicato alla struttura che ne racconta le caratteristiche e permetteva di prenotare alcune attività.

 Torre del Grifo

Il paradosso del Credito Sportivo

In realtà, non sono in pochi a pensare che la struttura sia stata, suo malgrado, decisiva nel causare il default del Catania.

La metà dei debiti del club, infatti, erano maturati nei confronti dell’Istituto di Credito Sportivo.

Il mutuo concesso dall’ICS non venne mai estinto dal club che, già nel 2017, dopo una trattativa durata mesi, raggiunse l’accordo per una sua rimodulazione.

I circa venti milioni pendenti, però, hanno continuato ad essere insoluti, trascinando una situazione che, alla fine, ha causato il fallimento del Catania.

Il costo della struttura è stimato in 57 milioni di euro, fra quella che è stata la spesa reale per i fabbricati (48 milioni) e il valore degli impianti e dei macchinari al suo interno (9 milioni).

A pesare, in realtà, oltre al mutuo sono state le spese di gestione. La doppia retrocessione dalla A alla C fra il 2013 e il 2015 è stata un bagno di sangue per il club, sia a livello sportivo che economico.

È chiaro che gestire una vera e propria cittadella sportiva è compito agevole - oltre che proficuo - per una squadra che milita in Serie A, discorso diametralmente opposto per una che vive in Lega Pro, con incassi e volume di affari infinitamente inferiori.

Il futuro del centro sportivo

Il grossissimo punto di domanda, adesso, riguarda il futuro di Torre del Grifo.

Se la ripartenza del Catania in Serie D non dovrebbe essere un problema, il Centro Sportivo adesso diventa oggetto d’interesse del Tribunale e del Credito Sportivo, proprietario dell’immobile.

Certamente, potrebbe essere lasciata in mano alla curatela affinchè questa la possa vendere a soggetti terzi dando il ricavato al Credito Sportivo.

La soluzione però più probabile è che possa essere lo stesso ICS a stabilire il da farsi. Si potrebbe cedere in affitto la struttura ad un’eventuale nuova proprietà, magari a quello che sarà il nuovo Catania.

Sarebbe, di certo, la soluzione più logica e naturale, che permetterebbe al Centro Sportivo di non diventare una cattedrale nel deserto.

Il discorso, comunque, verrà approfondito più avanti, con città e tifoseria che nel frattempo continuano a leccarsi le ferite di un default che ha mandato in fumo non solo la storia del club glorioso ma anche una gestione economica che un tempo aveva portato alla costruzione di uno dei centri sportivi più belli e funzionali d’Italia.

Coinvolto, suo malgrado, nel buco nero di un fallimento che ha ingoiato i rossazzurri d’Etna.

Torre del Grifo

Scheda

  • Nome struttura: Torre del Grifo Village;
  • Proprietario: Calcio Catania (2011-oggi);
  • Inaugurazione: 18 maggio 2011;
  • Costo: 57 milioni di euro;
  • Sito web: www.torredelgrifovillage.com;
  • Beneficiari: Calcio Catania.

 

Credit foto Calcio Catania SpA

Mondiali 2026, come la FIFA ha trasformato la World Cup in un bancomat da 15 miliardi

Tra biglietti a 4mila euro, zolle di campo da 2.200 e sogni a 64 squadre: la FIFA raddoppia i ricavi, ma a che prezzo per i tifosi e l'anima del calcio?

Mondiali 2026, affluenza da record: 6,8 milioni di spettatori e riempimento superiore al 99%

Un Mondiale da record, anche per quanto riguarda le presenze negli stadi. Affluenza raddoppiata rispetto alle recenti edizioni di Russia e Qatar

Napoli, obiettivo nuovo stadio: l'ex area Q8 a San Giovanni a Teduccio e il piano da 70mila posti di De Laurentiis

Pronto l'accordo per l'ex raffineria da 60 milioni: il club azzurro sfida le big del Nord e attacca la UEFA per riscrivere il proprio futuro finanziario

Maldini e Leonardo al Club Italia: la rivoluzione aziendale che cambia gli Azzurri

Il modello Milan sbarca a Coverciano: Giovanni Malagò affida la gestione tecnica delle Nazionali a due manager internazionali per ritrovare la rotta Mondiale.

Report annuale Deloitte 2026: luci e ombre del calcio europeo, tra ricavi record, disparità e nuova sostenibilità

Il calcio europeo non è mai stato così in salute sotto il piano dei ricavi. Eppure, dietro questo incremento, si nascondono alcune ombre. Il rapporto Deloitte ha tracciato un ritratto di un sistema in continua crescita, ma immerso in una serie di fragilità

La Serie B 2026-2027 tra svolta tv in chiaro, governance e rilancio ESG

Dal raddoppio di LaB Channel al pacchetto free-to-air, l'Assemblea di Milano ridisegna il business del campionato cadetto puntando su media e sostenibilità.

Mondiale 2026, l'attesa dei quarti e spese esorbitanti: quanto costa assistere ad una delle quattro sfide

Il Mondiale giunge al momento cruciale. Da domani si scenderà in campo per i quarti di finale. Tanti i tifosi al seguito, come dimostrano i numeri; ma quanto costa assistere ad una delle quattro gare?

Ad ogni Superman la propria kryptonite: il rapporto conflittuale tra Cristiano Ronaldo e la Coppa del Mondo

Il rapporto tra Cristiano Ronaldo e il Mondiale è sempre stato complesso, anche quando le cose sarebbero dovute andare diversamente. Nella notte di Dallas si è chiuso il sipario del palcoscenico più importante su uno dei più grandi calciatori della storia di questo sport. In questo articolo andremo a ripercorrere le sue sei competizioni iridate, tra numeri, sogni e delusioni

L’asse Trump-Infantino sotto la lente: quando il calcio sposa la geopolitica

Dagli uffici nella Trump Tower ai biglietti VIP per la Casa Bianca: il legame tra il Presidente USA e il numero uno della FIFA riaccende il dibattito sull'articolo 15 del Codice Etico e sui confini commerciali dello sport system.

Make the Difference, la campagna Juventus Membership 2026-2027: tra Card Wallet digitale e il mito di Zidane

Il club bianconero lancia la nuova campagna di fan engagement unendo digitalizzazione dei servizi, l'effetto amarcord e le iniziative di solidarietà con ELA.

Dai campi di calcio al ghiaccio della NHL: il piano da 3,5 miliardi del Gruppo Friedkin

L’impero dei Friedkin si allarga: dopo Roma, Everton e Cannes, la holding texana investe 3,5 miliardi per portare una nuova franchigia di hockey in NHL.

Il trionfo commerciale della FIFA World Cup: un brand da 5,2 miliardi di dollari

Tra sponsor e tv, la Coppa del Mondo in Nord America segna dei record assoluti: ++244% dal 2010

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi