Tra affitto e ristrutturazione: quanto costa il Luigi Ferraris a Genoa e Sampdoria

Negli ultimi tempi è tornato in auge il dibattito sul futuro del Luigi Ferraris, dovuto principalmente all’opera di riqualificazione voluta dai due club, presentata al Comune di Genova

Costi Stadio Luigi Ferraris Genoa e Sampdoria

Costi Stadio Luigi Ferraris Genoa e Sampdoria

Per giungere dalla stazione Brignole sino allo stadio Luigi Ferraris, nel quartiere di Marassi, si attraversa uno spazio fatto di case strette, tra quelle vie che nei secoli hanno dipinto la bellezza di Genova, le stesse in cui si respira un malinconico ardore di un attaccamento al calcio sospeso nel tempo, fermo, differente dagli altri luoghi d’Italia.

Il flusso di gente, con le sciarpe, le bandiere, ti accompagna per tutto il percorso fino al momento in cui ognuno prende la strada che porta al proprio ingresso di settore, in quel rituale quasi religioso, ripetuto ciclicamente ad ogni partita. A Genova vi è la necessità di prendere una posizione, bisogna schierarsi, da una parte o dall’altra. 

Nella città in cui questo meraviglioso sport è stato importato per la prima volta dalla Perfida Albione è tutto diviso in due metà, tutto si biforca tra il rossoblù genoano e il blucerchiato sampdoriano. Tuttavia, le due squadre del capoluogo ligure dividono la propria casa ufficialmente dal 1926, epoca in cui la Sampdoria presenta ancora il nome di Andrea Doria e non ha ancora completato la fusione con la Sampierdarenese, avvenuta poi all’alba del secondo dopoguerra, nel 1946. Tuttavia, in questo articolo andremo a parlare dei costi di affitto dell’impianto e del futuro di uno degli stadi più antichi e suggestivi della Penisola.

Genova, una città divisa a metà

Lo stadio posizionato nel quartiere di Marassi viene inaugurato il 22 gennaio 1911 con la partita tra il Genoa e l’Inter, terminata 1-2 in favore dei meneghini, grazie alle reti di Peterly e Aebi, con il gol di Davis per i padroni di casa. Il nome del primo impianto è Campo Genoa Club in Via del Piano. Il nuovo impianto, però, sorge vicino il torrente Bisagno, in maniera adiacente alla Cajenna, centro sportivo dell’altra squadra di Genova, l’Andrea Doria. I campi sono separati solo da uno steccato, e il Genoa chiederà ai cugini un indennizzo di 1.000 lire e di 200 lire annuali di manutenzione per soggiornarvi.

Negli anni ’20, precisamente nel 1926, però, i rossoblù acquistano il terreno accanto, quello appartenuto ai rivali per un prezzo di circa 20.000 lire, e lo fanno grazie alla dichiarazione di inagibilità della Cajenna. I lavori di ingrandimento della struttura portano ad una seconda inaugurazione e l’intitolazione a Luigi Ferraris, ex calciatore del Genoa e ingegnere, morto durante il primo conflitto bellico, avvenuta il primo gennaio 1933. Quel giorno verrà sepolta la Medaglia al Valore Militare ottenuta dal summenzionato precisamente sotto la Gradinata Nord, rimasta sino ad oggi la curva dei sostenitori rossoblù.

Spostiamo l’asticella più avanti e arriviamo al 3 novembre 1946, giorno del primo derby tra la neonata Sampdoria e il Genoa. I blucerchiati riescono ad avere la meglio nel primo storico appuntamento con la nuova stracittadina, imponendosi con un netto 3-0 sui rivali, di fronte a 40.000 presenti sugli spalti. Da quel giorno lo stadio Luigi Ferraris è divenuto teatro dei più epici “Derby della Lanterna”, ripetuti negli anni - sino all’ultimo del turno di Coppa Italia vinto dai blucerchiati in questa stagione - con l’amore e l’infuocata passione delle due tifoserie nei confronti della loro appartenenza ad una delle due metà di Genova. 

Nel mentre, la più importante e corposa opera di rifacimento dello stadio risalente al 1989, anno che precede il grande appuntamento di Italia 1990. Proprio da questo viene l’ammodernamento della struttura che fornisce l’attuale aspetto, analogo ai celebri campi da gioco britannici, teso ad offrire la straordinaria vicinanza tra il pubblico e i calciatori attraverso l’esiguo spazio che intercorre tra le gradinate e il terreno. L’attuale numero di posti a disposizione si deve alla successiva ristrutturazione della tribuna superiore che ha portato la capienza da 36.599 ai 33.205 avvenuta nel 2019.

Tra affitto e ristrutturazione: quanto costa il Ferraris?

Negli ultimi tempi è tornato in auge il dibattito sul futuro del Luigi Ferraris, dovuto principalmente all’opera di riqualificazione voluta dai due club, presentata al Comune di Genova, proprietario della struttura nei mesi scorsi, con costi variabili dagli 80 ai 100 milioni da dividere equamente tra le società. 

Tuttavia, la questione stadio ha fornito spunti anche per polemiche, legate ai costi di affitto dello stadio. Difatti, è del 2021 la notizia riguardante la richiesta da parte del Comune del canone di locazione ammontante alla somma totale di 1,6 milioni di euro per i 5 anni antecedenti, per un totale di circa 320.000 euro a stagione, da dividere tra i club. I costi attuali, verosimilmente, non discosterebbero di molto dalla cifra sopraindicata. 

Il prezzo per gara è dunque variabile anche al tipo di competizione disputata. Infatti, analizzando il caso del Genoa, attualmente militante in Serie A, il costo complessivo gira intorno ai 15.000 euro per partita, a cui si sommano i costi accessori di servizio di sicurezza e quanto necessario per il buon funzionamento della struttura. 

Diversamente, per la Sampdoria, in simil misura, ma con un numero di gare maggiore dovuto alla più cospicua presenza di sfide casalinghe, dovrebbe ammontare intorno ai 12.000 euro per singolo evento, sempre aggiungendo gli altri servizi.

Le presenze allo stadio di Genoa e Samp in questa stagione

Analizzando i dati numerici stagionali delle due genovesi si può dedurre una corposa cornice di pubblico nelle gare interne di entrambe. Naturalmente, come sempre accade, la categoria e l’andamento della squadra restano i margini di condizionamento maggiori per il riempimento più o meno costante della struttura.

Partendo dal Genoa si registra una media di 29.062 sulle 17 gare attualmente disputate in campionato, con il miglior dato fatto registrare nella sfida contro il Napoli, con 33.435 presenti, e il peggiore contro il Cagliari, con 21.070. 

Va segnalata la gara a porte chiuse disputata contro la Juventus a causa degli scontri tra tifoserie nel derby di Coppa Italia. Il numero di abbonati rossoblù in questa stagione si è arrestato alla cifra di 28.093. 

Riguardo la Sampdoria, invece, si attesta una media di 22.641 spettatori per gara – con 19.405 abbonamenti – con il numero di presenti più corposo registrato proprio nell’ultima gara casalinga contro il Cittadella (26.940) e il peggiore contro il Modena (20.413). Anche in questo caso la media è condizionata dalla mancata presenza dei tifosi nella partita del 4 ottobre 2024 contro la Juve Stabia.  L’unico derby della Lanterna della stagione, quello di Coppa Italia, ha presentato un totale di 28.575 spettatori. 

 

Tra Paolo Villaggio e Fabrizio De Andrè

“Io non credo in Dio, ma adesso credo nella Sampdoria.” Paolo Villaggio dopo lo scudetto conquistato dall’indimenticata Sampdoria di Boskov. 

“Al Genoa avrei scritto una canzone d’amore, ma non lo faccio perché per fare canzoni bisogna conservare un certo distacco verso quello che scrivi, invece il Genoa mi coinvolge troppo”. Fabrizio De André sul suo Genoa.

(Photo by Simone Arveda/Getty Images)

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