Dalle partnership con la Lega Serie A all'espansione globale tra Riyadh e Dubai: come il Social Football Summit sta trasformando il calcio in un ecosistema ESG
Gianfilippo Valentini alla chiusura di SFS 25 (Foto Social Football Summit)
Il calcio sta cambiando pelle e al centro di questa trasformazione c’è il Social Football Summit (SFS). In una recente intervista rilasciata a Fortune Italia, il founder Gianfilippo Valentini ha tracciato un bilancio del percorso fatto finora, definendo l’evento non più solo come una fiera di settore, ma come un ecosistema dinamico.
Per Valentini, il futuro del calcio non si gioca solo sul campo, ma su una solida struttura di valori e strumenti all'avanguardia. Al centro della visione del Summit c’è l’idea che la tecnologia non sia un fine, ma il mezzo principale per rendere i processi più efficienti.
Come dichiarato nell'intervista: "L'innovazione tecnologica è lo strumento primario per l'efficienza dei processi e la crescita dei prodotti".
Tuttavia, l'innovazione tecnica da sola non basta: oggi è imprescindibile integrarla con i principi ESG (Environmental, Social, and Governance). La sostenibilità è diventata il filo conduttore che unisce ogni tema trattato: "SFS è un hub professionale capace di unire calcio, innovazione, nuove professioni e obiettivi ESG con l'intenzione di creare valore". In questo contesto, il Summit si pone come il catalizzatore ideale per intercettare e formare quelle nuove competenze necessarie per guidare un'industria sempre più complessa.
Il successo del Social Football Summit è frutto di un ecosistema di relazioni che ha radici profonde. Un pilastro fondamentale di questo percorso è la partnership con la Lega Serie A, un legame attivo fin dalle primissime edizioni.
Valentini sottolinea l'importanza di fare rete: "SFS è una piattaforma di networking" che ha saputo coinvolgere i massimi vertici del settore. Questa collaborazione ha permesso al progetto di crescere costantemente, portando i temi dell'innovazione su palcoscenici prestigiosi.
Passare dal prato dell’Stadio Olimpico di Roma a quello dell’Allianz Stadium di Torino non ha solo un valore simbolico, ma testimonia l'attrattività di un format capace di coinvolgere i top club e i decision maker.
L'ambizione di SFS non si ferma all'Italia. Il modello si è dimostrato scalabile e internazionale, portando il brand in territori strategici: "Il Summit ha vissuto un'evoluzione costante, espandendosi a livello internazionale con eventi verticali in città come Riyadh, Dubai, Bruxelles e Villarreal".
Con lo sguardo già rivolto al futuro e il claim "See you in 2026", il Social Football Summit si conferma l’appuntamento dove il calcio smette di essere "solo" un gioco per diventare un modello di business globale, tecnologico e responsabile.