Sassuolo, Carnevali in ESCLUSIVA: "Generazione S e il futuro di Berardi"

Giovanni Carnevali: l'uomo in più del club neroverde. Nel contesto emiliano ha saputo conquistare un ruolo sempre più rilevante e centrale dal punto di vista gestionale

Carnevali e Berardi

Carnevali e Berardi

L'amministratore delegato e direttore generale dell'U.S. Sassuolo ha illustrato i progetti del club scendendo nei dettagli.

Una figura, quella di Carnevali, che funge da esemplare collante tra squadra e dirigenza. Classe 1960, ha operato dietro le scrivanie del pallone italiano in svariate piazze. Da Monza a Pavia passando per Ravenna e Como.

Nel 2014 l'approdo nell'organigramma del Sassuolo, sodalizio che grazie alla lungimiranza del compianto patron Giorgio Squinzi ha saputo creare una realtà solida e virtuosa.

In 10 anni tante gioie, come il sesto posto della stagione 2015-2016 e l'accesso ai preliminari di Europa League, e l'unica nota stonata della retrocessione della scorsa annata.

Niente drammi, il mondo neroverde ha saputo rimboccarsi le maniche architettando l'immediato ritorno in A che, pian piano, si sta tramutando in una dolce realtà.

L'intervista a Giovanni Carnevali

Giovanni Carnevali ha rilasciato un'intervista esclusiva proprio ai microfoni di Social Media Soccer prima del doppio convegno di Generazione S "Settore Giovanile: educhiamoli nella crescita" e "La figura dell'arbitro"

Partiamo dall'ambito CSR, quali sono le principali iniziative di responsabilità sociale che il club ha sviluppato negli ultimi anni anche in relazione al territorio e all’organizzazione sociale? Ci riferiamo in particolare a iniziative come ‘Un gol a quattro zampe’, ‘Generazione S’ o ‘Segni visibili’. Adottate una linea comunicativa specifica nella promozione di tali attività? E qual è la risposta in termini di indici di gradimento?

"Da diversi anni portiamo avanti progetti mirati su temi socialmente di spessore. Siamo partiti coinvolgendo le scuole, gli oratori, per poi ampliare il raggio d'azione dialogando anche con contesti che esulano un po' dal discorso calcistico. Una delle nostre mission è sempre quella di portare avanti sempre iniziative dedicate al sociale, che coinvolgono direttamente il nostro club. Abbiamo trovato una ampia disponibilità da parte delle componenti della prima squadra e del nostro vivaio, maschile e femminile, nel promuovere tali attività. Per un club di calcio credo sia una delle cose più importanti. Può capitare a volte, quando si entra in ambiti delicati come quelli medici ad esempio, che certe iniziative vengano meno pubblicizzate. Ciononostante come Sassuolo siamo sempre attivi su vari ambiti. Generazione S in breve è diventato un progetto nazionale e addirittura internazionale, con l'inserimento anche di una società canadese".

Ospite d'eccezione del convegno l'ex arbitro Orsato. Come si sta muovendo il Sassuolo nel rapporto con la classe dei direttori di gara al fine di imbastire un dialogo sempre più costruttivo?

"Per noi è stato un onore e un piacere ospitare l'ex arbitro Orsato, considerando qualche anno fa il direttore di gara più importante al mondo. A livello di presenze è stato il secondo arbitro in Serie A. Il convegno sulla figura dell'arbitro è stato particolarmente importante perché Orsato ha dialogato direttamente con staff e dirigente delle squadre affiliate al Sassuolo. Tutti noi dobbiamo contribuire a migliorare il sistema calcio e, nello specifico, il sistema arbitrale. Soprattutto teniamo molto ad aiutare la crescita dei giovani direttori di gara. Troppo spesso assistiamo ad episodi spiacevoli che con il calcio non hanno nulla a che fare".
 

In termini di marketing, il Sassuolo ha adottato strategie per espandere internazionalmente il
proprio brand?

"Questi progetti da noi ideati non vanno solo a toccare i club affiliati al Sassuolo Calcio ma anche tutto il mondo giovanile. Tali iniziative sono state considerate importantissime anche dalla FIFA. Questo ci permette di avere una ottima visibilità all'estero. Abbiamo un gruppo di lavoro che gira in Italia e negli altri paesi. E' un motiva di grande soddisfazione, perché vuol dire che il marchio Sassuolo si espande sempre più con maggiore visibilità".

La figura di Domenico Berardi è ormai entrata nell’immaginario collettivo di qualsiasi tifoso o
appassionato di serie A, al punto che è oggi impensabile immaginare un allontanamento o la cessione del rapporto. Avete in mente di includerlo nell’organico societario in futuro? Potrebbe diventare un ambassador dei neroverdi - utile a esportare il brand “Sassuolo” in Italia e all’estero - come ha fatto la Juventus con Giorgio Chiellini?


"Questo è un pensiero che affronteremo un po' più avanti. Domenico è un giocatore importantissimo e di grandissima qualità. Il futuro post carriera agonistica lo decideremo insieme, come abbiamo sempre fatto anche con altri ragazzi che negli anni hanno giocato per il nostro club. Basti pensare al nostro grande capitano Magnanelli, a cui subito abbiamo dato l'opportunità di entrare a far dello staff tecnico".

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