L’Inter è la squadra italiana che incassa di più dai diritti tv

Secondo uno studio pubblicato da La Gazzetta dello Sport basato sull’analisi dei dati della stagione 2021-2022, i nerazzurri sono il club che guadagna di più dalla vendita dei diritti televisivi.

La stagione 2021-2022 si è conclusa ormai da un mese abbondante, lasciando spazio alla possibilità di analizzare tutti i dati che l’hanno contraddistinta.

Quelli sportivi sono chiari a tutti e hanno come vertice la vittoria del Milan del proprio 19° Scudetto, ma ve ne sono degli altri davvero interessanti e che forniscono un quadro completo dello stato di salute delle società e sulla ripartizione dei proventi.

Tra queste voci brilla per importanza quella riguardante i diritti tv, liquidità davvero rilevante per quanto concerne i bilanci dei club di Serie A.

Secondo i dati raccolti dalla Rosea, la ripartizione dei proventi televisivi è valsa, infatti, un totale di 939 milioni, con un montepremi netto previsto per tutte le società.

E qui si innesca il dato più interessante, ovvero il fatto che la classifica sotto questa voce non rappresenti quella sportiva, con il Diavolo relegato alla terza posizione.

Dietro, nell’ordine, a Inter prima e Juventus seconda e davanti al Napoli quarto.

Queste sono le 4 realtà ad aver incassato di più dai diritti TV, con la squadra di Simone Inzaghi che, nonostante il secondo posto in campionato, si dimostra essere la migliore sotto questo punto di vista.



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Come viene calcolata la ripartizione

Il meccanismo di suddivisione dei diritti televisivi nel massimo campionato italiano ha come punto di riferimento normativo fondamentale la Legge Melandri del 2008, riformata nel 2018 dal Ministro dello Sport Lotti.

Secondo quanto disposto ex lege, dall’incasso complessivo annuo della Lega bisogna togliere:

  • il contributo ad Agcom,
  • la mutualità verso le categorie inferiori e il movimento di base
  • il paracadute per le retrocesse

ottenendo così il montepremi netto da ripartire tra tutte e 20 le partecipanti al torneo. Il tutto seguendo questi criteri:

  • 50% in parti uguali;
  • 30% in funzione dei risultati sportivi: di cui il 15% in base alla classifica (12%) e ai punti (3%) dell’ultimo campionato, il 10% in base ai risultati degli ultimi 5 campionati e il restante 5% secondo i risultati storici a partire dalla stagione 1946-47;
  • 20% figlio di quello che viene definito “radicamento sociale”, dato per il 12% dagli spettatori paganti certificati Siae e per l’8% dall’audience televisiva.

Fatta questa fondamentale premessa, necessaria per capire da dove parte tutta l’organizzazione di ripartizione, va aggiunto come quella appena conclusasi sia stata la prima stagione del ciclo commerciale 2021-2024 e del fatto che, per la prima volta, la Lega Calcio abbia ufficialmente rinunciato alla figura intermediaria di Infront, riuscendo così a registrare un risparmio pari a 56 milioni annui di commissione.

Nonostante questo, però, i diritti TV hanno subito una riduzione a livello nazionale, ma soprattutto estero, perdendo i 112 milioni per l’area MENA (Medio Oriente Nord Africa) garantiti da beIN Sports.

Rosso che è stato poi ulteriormente peggiorato dal fatto che, come riportato dalla Gazzetta, gli importi corrisposti dai licenziatari siano progressivi, rendendo più profonda la perdita tra la fine del vecchio ciclo commerciale (2020-21) e la prima di quello attuale (2021-22).

Determinando così un passaggio dai 1,123 miliardi di euro dello scorso anno ai 939 milioni attuali.



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La classifica degli incassi da diritti TV

  1. Inter: 84,2 milioni;
  2. Juventus: 77,9 milioni;
  3. Milan: 77,8 milioni;
  4. Napoli: 68,5 milioni;
  5. Roma: 64,1 milioni;
  6. Lazio: 58,9 milioni;
  7. Fiorentina: 51,2 milioni;
  8. Atalanta: 48,8 milioni;
  9. Torino: 43,5 milioni;
  10. Sampdoria: 38,6 milioni;
  11. Bologna: 38,4 milioni;
  12. Sassuolo: 37,8 milioni;
  13. Verona: 37,2 milioni;
  14. Genoa: 35,4 milioni;
  15. Udinese: 34,5 milioni;
  16. Cagliari: 30,7 milioni;
  17. Empoli: 29,7 milioni;
  18. Salernitana: 28,4 milioni;
  19. Spezia: 27,6 milioni;
  20. Venezia: 26 milioni.


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