La Kings League di Piqué sta regalando spettacolo e giocatori mascherati

Tra le tante attività imprenditoriali dell’ex storico difensore del Barcellona, spicca un torneo di calcio a sette assolutamente inedito e coinvolgente anche Aguero e Casillas.

Il lavoro del calciatore non è uguale a tutti gli altri. Pur non negando lo sforzo e l’abnegazione che questo richiede, la differenza è segnata da, non nascondiamoci, i guadagni faraonici, gli orari completamente differenti e dal fatto che essere pagati per giocare verrà sempre visto come un privilegio.

Ma soprattutto finisce relativamente presto, con una “pensione” raggiunta solitamente verso i 35 anni, tralasciando i casi estremi rappresentati dai vari Maldini, Zanetti e Totti. Per un addio che assume sempre i canoni della tristezza, essendo spesso un distacco doloroso da uno sport così tanto amato e da una tifoseria, nel caso delle bandiere, capace di cullarsi nell’affetto reciproco con il giocatore.

Quello che viene dopo, invece, dipende sempre dalla soggettività del calciatore. C’è chi diventa opinionista, chi si ritira a vita privata, chi dirigente. E poi c’è Gerard Piqué.



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L’ormai ex difensore spagnolo, simbolo all time del Barcellona, infatti, rappresenta un caso davvero inedito dimostrando uno spirito d’iniziativa imprenditoriale fuori dal comune.

Se con gli scarpini ai piedi è riuscito a vincere, tra le altre cose, 8 campionati spagnoli, 1 Premier League, 4 Champions League, 1 Mondiale e 1 Europeo, infatti, in veste di businessman non si sta dimostrando davvero da meno.

Il suo parco attività già estremamente variegato, comprendente l’azienda Kosmos, la presidenza dell’FC Andorra, la realtà KOI nell’universo esport e i campionati del mondo di palloncino, si è ora allargato grazie ad un torneo che sta letteralmente spopolando in Spagna anche grazie alla trasmissione su Twitch e YouTube: la Kings League.

Cos’è la Kings League

Questa altro non è che un torneo di calcio a 7. Nulla di particolarmente innovativo o rivoluzionario, se non fosse che ad organizzarlo siano due figure come Piqué e il carissimo amico Ibai Llanos, fautori di progetti mai banali o visti prima.

Il format pensato e apprezzatissimo da tutto il Paese è stato incentrato sul dar vita ad un evento che potesse coinvolgere streamer ed ex giocatori, per una competizione a 12 squadre. Il tutto organizzato su di una fase playoff iniziale di 11 partite disputate tutte nello stesso giorno.

Le società iscritte vantano come presidenti anche figure assolutamente illustri come Iker Casillas e Sergio Agüero, cui potrebbe aggiungersi presto Gareth Bale, e il tutto sta decisamente superando i canoni cui siamo abituati pensando al calcio, per colpi di scena a dir poco spiazzanti, ma molto in linea con la verve degli organizzatori.

Nei giorni scorsi, per esempio, in una delle partite previste, un calciatore ha deciso di giocare con addosso una maschera, simile a quelle tramandate dalla cultura messicana e capace di indurre in tutti il ricordo del wrestler Oscar Gutierrez, in arte Rey Mysterio.

Ma perché? Secondo quanto riportato dai media spagnoli, la motivazione di un gesto così eccentrico sarebbe data dal fatto che il protagonista in questione sia un attuale giocatore de LaLiga, non autorizzato dalla società tesserante a partecipare, ma incapace di resistere alla tentazione di giocare per Piqué. Il tutto sotto le mentite spoglie del nome “Enigma”. Una situazione surreale e divertente, perfettamente adatta al contesto.

Copertina credit to @KingsLeague



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