La crescita della MLS è certificata dai numeri

La MLS 2023 si preannuncia essere una delle edizioni del campionato a stelle e strisce (considerando però anche la presenza di squadre canadesi) più importanti di una storia breve ma che ha visto negli ultimi anni una rapida crescita certificata anche dai numeri.

La nuova stagione della Major League Soccer sarà la ventottesima edizione della storia dopo la nascita del torneo nel 1993 e il primo torneo giocato nell’anno solare 1996.

Un torneo nato dalle ceneri della NASL, campionato di cui negli anni ’70 fu per quattro volte capocannoniere anche l’ex bandiera della Lazio Giorgio Chinaglia in maglia New York Cosmos.

La nascita della lega fu fortemente connessa alla promozione del Mondiale 1994 giocato proprio negli USA, un momento che rappresenta un punto di svolta per tutto il movimento del soccer del nordamerica.



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Una stagione che, nel 1996, vedeva ai nastri di partenza soltanto 10 squadre ed escludeva la presenza di team canadesi.

I Toronto FC, oggi squadra dei “nostri” Insigne e Bernardeschi, vengono integrati solo nel 2007 ma negli ultimi 15 anni, anche grazie all’immagine di David Beckham e al suo arrivo ai Los Angeles Galaxy, la MLS ha visto crescere di tanto la sua popolarità a livello mondiale.

Proprio al glorioso numero 7 del Manchester United è legata una regola sulla composizione dei roster delle squadre.

Quella che nel gergo popolare viene definita come “regola Beckham” e nel regolamento della MLS è denominata come “Designated Player Rule” è diventata nel decennio precedente fondamentale per attrare talenti e grandi star che hanno permesso un’impennata nella crescita del campionato americano.

Dalle regole per la composizione dei roster fino al salary cap, passando per un meccanismo che non prevedere retrocessioni: tutte caratteristiche tipiche dello sport a stelle e strisce e che richiamano fortemente a NHL e NBA.



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La MLS ha una struttura organizzativa diversa da quella delle principali leghe calcistiche europee non essendo l’associazione dei diversi club ma una struttura unificata che centralizza la gestione dei contratti dei giocatori e rilascia le licenze dei club seguendo il classico sistema delle franchigie americane.

Un altro aspetto fondamentale da considerare è che i proprietari dei club non hanno interesse solo sul singolo club ma sulla lega nel complesso.

Un sistema, denominato “single entity”, che è eredità dei primi anni di vita della lega quanto alcuni proprietari detenevano anche più di un club.

La struttura della “single entity” resta però un dibattito aperto considerato che se da un lato garantisce un’elevata competitività del torneo e una centralizzazione nella contrattazione di accordi economici importanti, vedi quelli sottoscritti con Apple o adidas, dall’altra determina una difficoltà nel colmare il divario del movimento calcistico statunitense rispetto a quello europeo o sudamericano.

Una crescita certificata dai numeri

La crescita della MLS è certificata sia dai recenti accordi con adidas, contratto negoziato in maniera centralizzata dalla stessa Lega per tutti i club, e con Apple che stanno portando il campionato ad un next level.

La MLS è una lega che negli ultimi anni ha sviluppato una crescita importante che è sospinta dalla volontà della Lega di far rispettare determinati parametri alle franchigie sia sotto il punto di vista commerciale che per quanto riguarda caratteristiche degli stadi.

Impianti moderni in grado di avere un grande appeal e di attrarre così un numero più consistente di tifosi. Preferibilmente stadi di proprietà così da abbattere eventuali costi e aumentare l'esperienza di gioco per i tifosi.

Oltretutto questo permette alle frachigie di garantirsi anche tutti i ricavi extra campo per massimizzare i profitti.

Una crescita certificata anche dai numeri, come da classifica dei ricavi 2021 pubblicata da Sportico.

Classifica dei ricavi 2021

  1. Atlanta Utd - Eastern Conference - $87.000.000
  2. LA Galaxy - Western Conference - $75.000.000
  3. Austin FC - Western Conference - $71.000.000
  4. Los Angeles FC - Western Conference - $71.000.000
  5. Portland Timbers - Western Conference - $60.000.000
  6. FC Cincinnati - Eastern Conference - $57.000.000
  7. Sporting K.C. - Western Conference - $54.000.000
  8. Seattle Sounders - Western Conference - $51.000.000
  9. D.C. United - Eastern Conference - $50.000.000
  10. Columbus Crew - Eastern Conference - $47.000.000
  11. Inter Miami - Eastern Conference - $45.000.000
  12. New York City - Eastern Conference - $45.000.000
  13. Minnesota Utd - Western Conference - $45.000.000
  14. Philadelphia Union - Eastern Conference - $43.000.000
  15. FC Dallas - Western Conference - $42.000.000
  16. N.Y. Red Bulls - Eastern Conference - $40.000.000
  17. N.E. Revolution - Eastern Conference - $39.000.000
  18. Orlando City - Eastern Conference - $36.000.000
  19. Toronto FC - Eastern Conference - $36.000.000
  20. Real Salt Lake - Western Conference - $35.000.000
  21. S.J. Earthquakes - Western Conference - $35.000.000
  22. Houston Dynamo - Western Conference - $28.000.000
  23. Colorado Rapids - Western Conference - $27.000.000
  24. Nashville - Eastern Conference - $25.000.000
  25. Vancouver Whitecaps - Western Conference - $24.000.000
  26. Chicago Fire - Eastern Conference - $23.000.000
  27. CF Montréal - Eastern Conference - $19.000.000
  28. St. Louis City - Western Conference - N/D (ingresso nel 2023)
  29. Charlotte FC - Eastern Conference - N/D (ingresso nel 2022)

Anche la valutazione dei club, da fonte Forbes, fa percepire la crescita dei club della MLS con Los Angeles FC che ha raggiunto una valutazione di 1 miliardo. La stessa Charlotte FC, che ha fatto il suo ingresso nella MLS solo la scorsa stagione, vale più di 600 milioni di dollari.

Quando nel 2008 Forbes pubblicò per la prima volta la classifica il valore medio delle franchigie era di 48 milioni di dollari.

Oggi le valutazioni sono decisamente maggiori con i Colorado Rapids, ultimi in classifica, che valgono “solo” 350 milioni di dollari.

Quanto valgono i club di MLS

  1. Los Angeles FC: 1 miliardo
  2. LA Galaxy: 925 milioni
  3. Atlanta United: 850 milioni
  4. New York City FC: 800 milioni
  5. D.C. United: 700 milioni
  6. Toronto FC: 690 milioni
  7. Austin FC: 680 milioni
  8. Seattle Sounders: 660 milioni
  9. Portland Timbers: 650 milioni
  10. Charlotte FC: 625 milioni
  11. Inter Miami CF: 600 milioni
  12. Sporting Kansas City: 590 milioni
  13. Philadelphia Union: 575 milioni
  14. FC Cincinnati: 560 milioni
  15. Columbus Crew: 550 milioni
  16. Minnesota United FC: 540 milioni
  17. New York Red Bulls: 525 milioni
  18. Nashville SC: 500 milioni
  19. New England Revolution: 475 milioni
  20. San José Earthquakes: 450 milioni
  21. Real Salt Lake: 440 milioni
  22. Houston Dynamo FC: 435 milioni
  23. Chicago Fire: 425 milioni
  24. Orlando City SC: 420 milioni
  25. Vancouver Whitecaps: 410 milioni
  26. FC Dallas: 400 milioni
  27. CF Montreal: 375 milioni
  28. Colorado Rapids: 350 milioni
  29. St Louis: non disponibile (ingresso nel 2023)

Valori in dollari

Quanto costa entrare nella MLS?

Le franchigie delle squadre che vogliono entrare nel sistema chiuso dell'MLS devono rispettare diversi parametri di qualità oltre a pagare una fee di ingresso, expansion fee, che va divisa per metà all’MLS e per l’altra metà equamente distribuita tra le altre parteicpanti al torneo.

Una fee che nel corso degli anni è variata. Infatti, nel 2015 il New York City FC pagò 100 milioni di dollari mentre FC Cincinnati (2019), Nashville SC (2020) e Austin FC (2021) hanno pagato 150 milioni per entrare nella MLS.



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Nel 2022, invece, Charlotte FC ha dovuto pagare una cifra di 325 milioni di dollari e, in questa stagione, l’ingresso nella MLS è costato al Saint Louis City SC 200 milioni di dollari.

Un campionato che sta diventando sempre più riconoscibile a livello internazionale e che nel prossimo futuro vuole continuare a prendersi la scena con il Mondiale 2030, che sarà disputato in USA, Messico e Canada, che sarà un crocevia importante per permettere alla MLS di fare un salto di qualità definitivo. A 36 da quel Mondiale del 1994.



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