Dalla Lazio a Barcellona e Real Madrid, passando Grecia e Turchia: le polisportive d’Europa

Nel Vecchio Continente, specie nei paesi meridionali, va molto di moda il concetto di club multidisciplinare. E i risultati sono ottimi

Uno dei concetti organizzativi più affascinanti del mondo dello sport è, senza dubbio, la polisportiva. Tanto complessa da mettere in atto quanto, se proficua, in grado di crescere in maniera organica, si tratta di un agglomerato di formazioni impegnate in più discipline, sotto una stessa organizzazione.

La polisportiva è, insomma, la volontà di riunire sotto un simbolo, colori e mentalità un gruppo di atleti che si occupano di sport diversi. In Europa, dove il concetto, è nato e tutt’ora molto diffuso, va molto di moda, specie nei paesi meridionali come Spagna, Portogallo e Grecia. Gli esempi sono svariati e variegati e presentano diverse modalità.



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Le potenze iberiche

Le operazioni più virtuose, in tal senso, arrivano dalla penisola iberica. In Spagna, ovviamente, dominano Barcellona e Real Madrid. I blaugrana sono il team in assoluto più vincente a livello di polisportiva del mondo: dalla pallacanestro al calcio a 5, passando per pallamano, hockey su pista, football americano e rugby. I catalani spesso si trovano a primeggiare, come nel 2019, quando arrivarono tutte ai quarti di finale delle rispettive competizioni europee.

Da Barcellona a Madrid il passo della rivalità è sempre breve. Anche la Casa Blanca non si limita al calcio: basti pensare che nella passata stagione, il Real Madrid Baloncesto salì dove la squadra di Ancelotti non è riuscita ad arrivare, sul tetto d’Europa, vincendo l’Eurolega. In passato, inoltre, i madrileni avevano anche squadre di pallavolo, pallamano, baseball, atletica leggera, rugby, tennis, calcio a 5 e nuoto.

Più a ovest, invece, c’è il Portogallo dove sono sempre tre le regine: Porto, Benfica e Sporting. Quelle che sono le tre grandi del calcio lo sono anche nella pallacanestro, pallamano, hockey e atletica. I Dragoes hanno vinto 29 titoli internazionali: 11 nel calcio, 8 nell’hockey, 10 nell’atletica.

Il portafogli di discipline più ricco lo ha il Benfica: oltre al calcio, al basket e alla pallamano risultano attive anche selezioni di hockey su pista, pallavolo, atletica leggera, arti marziali, biliardo, canoa, ginnastica, pugilato, golf, karting, kickboxing, judo, Arti marziali miste, muay thai, nuoto, pattinaggio di figura, pesca sportiva, rugby, tennis tavolo, vela, triathlon, scacchi.

Gli esempi greci e turchi

Anche nel sud-est europeo ci sono esempi floridi. Il binomio calcio-basket è sempre trainante: sono due degli sport più importanti (se non i più importanti) del continente. Ecco perchè brillano Olympiakos (finalista dell’ultima Eurolega) e Panathinaikos in Grecia, mentre in Turchia primeggiano Fenerbahce, Galatasaray e Besiktas. Sono proprio i gialloblu una delle realtà turche più importanti, al punto che la selezione cestistica è più titolata di quella calcistica, sia in ambito nazionale che internazionale.



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Il Bayern negli scacchi, il Psg con gli eSports

Dall’Europa del Sud ci spostiamo un po’ più su e troviamo Bayern Monaco e PSG. I bavaresi sono capaci di dominare la scena non solo in ambito calcistico, bensì negli ultimi anni sono molto cresciti anche nel basket, vincendo diversi campionati nazionali e risultando presenza ormai stabile in Eurolega.

Ma il Bayern ha anche una sezione di calcio femminile, pallamano, tennistavolo e addirittura bowling e scacchi, con nove campionati vinti e una coppa europea nel 1992 a livello maschile.

Il PSG, invece, oltre che nel calcio, è molto attivo nella pallamano e nel judo e soprattutto negli eSports. Il club ha una sezione lanciata nel 2016 con l’associazione Webedia: i videogamer in organico sono impegnati in Fifa (ora EA Sports FC), League of Legends, Dota 2 e Brawl Stars.

La Lazio in Italia

Arriviamo, poi, in Italia. Qui le polisportive sono, in realtà, poco diffuse, ma vi è la più antica e grande d’Europa: la Società Sportiva Lazio.

Attiva dal 1900, vanta 80 sezioni: dal calcio, ovviamente, all’equitazione, passando per Ippica, Scacchi, Lotta, calcio a 5, pallanuoto e basket. Nel 2002 ha ricevuto il collare d’oro al merito sportivo per i cento anni di attività: i titoli italiani vinti attualmente dalla Polisportiva sono più di 80, mentre quelli individuali conquistati sono oltre 600, mentre nelle categorie minori e nei settori giovanili sono circa 1000.

Ci provò il Milan

In Italia ci provò, in passato, anche il Milan, all’inizio dell’epoca Berlusconi. Nel 1989, proprio l’imprenditore meneghino volle racchiudere in un unico club tutte le squadre più importanti di Milano: dal baseball all’hockey su ghiaccio, passando per pallavolo e rugby. Fu anche un’operazione commerciale, con lo sponsor Mediolanum facente parte dell’orbita Fininvest.

Berlusconi investì molto in tutte le discipline e mise a capo di tuto Fabio Capello. L’esperimento durò cinque anni: nel 1994 il Cavaliere si rese conto degli scarsi risultati economici portati dalla maggior parte delle sezioni, incapaci di far fronte ai massicci investimenti sostenuti. Si salvò la squadra di rugby, ma solo fino al 1998.



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