Tutti i loghi della Nazionale italiana dal 1898 ad oggi

Nel corso degli anni gli Azzurri hanno spesso cambiato e ammodernato il proprio logo ufficiale, creando un parallelismo tra squadra e FIGC. Dal 2021, invece, le due entità hanno assunto uno stemma differente.

Oggi quando si parla della Nazionale italiana il discorso non può che incombere in un fatalismo e in una negatività risultato delle cocenti delusioni degli ultimi 10 anni.

Un periodo storico tutt’altro che positivo avente nella vittoria del Mondiale 2006 il proprio punto di riferimento, considerando come dalla finale di Berlino contro la Francia in poi si sia materializzato un vero e proprio baratro.

Avente nelle figuracce a Sudafrica 2010 e Brasile 2014 e nelle mancate qualificazioni nel 2018 e nel 2022 le proprie espressioni più dolorose e concrete.

Un solco profondissimo tra gli Azzurri che furono e quelli che siamo oggi, con una connotazione volutamente inclusiva di tutto il Paese, considerando il legame affettivo che lega la popolazione a questa squadra.

Volendo però analizzare a 360° il mondo della Nazionale Italiana e della FIGC senza sfumature legate a percezioni emotive e soggettive, un aspetto assolutamente interessante di squadra e Federazione è quello riguardante la scelta, nel corso degli anni, di ammodernare e modificare sempre il logo di rappresentanza, plasmandolo alle evoluzioni dell’attualità e alle esigenze di design applicate al calcio.

Decisioni strategiche e di marketing che per più di un secolo, da inizio ‘900 al 2021, si sono sempre incentrate su di un parallelismo tra il simbolo presente sulla classica casacca Azzurra della squadra e quello della Federcalcio intesa come istituzione, fatta eccezione per il 1974.



LEGGI ANCHE:

LA NAZIONALE POTREBBE CAMBIARE LOGO



Per poi cambiare vision e decidere di optare per stemmi differenti, distinguendo le due falangi degli Azzurri e dando una propria identità distinta ad entrambe.

Tutti i loghi della Nazionale Italiana

Uno dei tratti in assoluto più distintivi della Nazionale è sicuramente la casacca azzurra, eredità cromatica della Famiglia Reale dei Savoia e scelto dall’allora presidente della FIGC Felice Radice come colore primario del kit.

I primi anni e l’avvento del Fascismo

Monarchia che, oltretutto, è stata capace di incidere profondamente anche sul primo logo in assoluto della squadra e, con essa, della Federazione, con uno stemma dato da uno scudo rosso con una croce bianca su sfondo azzurro, palesemente legato ai sovrani e alla loro casata.

Simbolismo e scelte cromatiche che aprono i battenti nel 1910 e che in pieno ventennio fascista vedono l’aggiunta del fascio littorio accanto al logo. Modifica che accompagnerà gli Azzurri alla vittoria dei Mondiali nel 1934 e nel 1938 sotto la guida dell’allenatore Vittorio Pozzo.

Il dopoguerra

Il passaggio dal conflitto mondiale alla pace ha rappresentato un punto di svolta epocale per l’umanità, toccando qualsiasi settore e contesto, calcio ovviamente compreso.

In questo periodo storico così segnante, la versione antesignana dell’Italia che conosciamo noi oggi decide di prendere definitivamente le distanze dalla monarchia, sostituendo lo stemma sabaudo con un più identitario tricolore, poi impreziosito, nel 1952, con la scritta “Italia”.

Con questo nuovo simbolo cucito sul petto arriveranno la vittoria dell’Europeo del 1968 e il secondo posto al Mondiale di Messico ’70 a seguito dell’iconica semifinale vinta per 4-3 contro i rivali di sempre della Germania.

Gli anni ‘70

Dagli arbori agli anni ’70 sembra che nessun logo della Nazionale possa sopravvivere per più di vent’anni. Nel 1974, infatti, viene modificato quello prescelto nel ’52. Ma, in questo caso, solamente quello della FIGC e non della squadra.

Si passa ad una fantasia e ad un design completamente diversi, incentrati sul passaggio dallo stemma ad una figura circolare, poi arricchita con un rombo all’interno e le iniziali della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Il Mundial 1982

I Mondiali di Spagna del 1982 rappresentano una delle cartoline più iconiche della grandezza del movimento calcistico italiano. Torneo vinto sulle spalle dell’indimenticato ed indimenticabile Pablito Rossi e valevole la terza stella su di un logo modificato proprio per l’occasione.

Per questa edizione della Coppa del Mondo, infatti, lo stemma tricolore già in uso dal ’74 viene modificato con l’aggiunta delle iniziali della Federcalcio.

Due anni più tardi, invece, viene completamente stravolto, optando per una forma circolare, la bandiera italiana e, per la prima volta, l’aggiunta delle stelle, simbolo delle tre vittorie del 1934, 1938 e 1982.

Gli anni ‘90

Ad inizio degli anni ’90, più specificatamente nel 1982, la FIGC decise di indurre un vero e proprio concorso per scegliere il nuovo logo degli Azzurri.

Furono avanzate diverse proposte e a vincere fu quella di Patrizia Pattacini, grazie ad un’idea piuttosto originale.

Divenuto un vero e proprio simbolo nostalgico di anni che, in realtà, hanno regalato più delusioni che gioie se si considera il Mondiale perso in finale nel 1994, era costituito da una forma avente come obbiettivo quello di rappresentare una lettera “I” stilizzata, data da un rettangolo contenente le tre stelle, il tricolore e il nome della Federcalcio scritto per esteso. In aggiunta anche un puntino azzurro in alto a sinistra, tratto mai più rivisto nelle versioni successive.

Nuovo millennio, vecchio logo

Nonostante tutte le evoluzioni e le idee innovative apprezzate nei vent’anni precedenti, nel 2000 è troppo forte il legame con il classico scudetto tricolore per non decidere di inaugurare il nuovo millennio con un ritorno al passato.

Per la quarta volta dal 1950, infatti, si opta per una delle forme più classiche in assoluto, attualmente presente sulla casacca azzurra, seppur con tutte le modifiche del caso.

Dal 2006 al 2017

Dopo il 1982, un altro anno assolutamente fondamentale è il 2006 grazie alla vittoria dei Mondiali di Germania da parte di Cannavaro, Buffon e compagni. Evento macroscopico per tutto il movimento e, ovviamente, incidente sul logo.

L’inizio della spedizione azzurra è caratterizzato infatti da un ammodernamento dello scudetto tricolore, con una forma più squadrata, il logo circolare della FIGC e le tre stelle.

Ma, dopo la vittoria contro la Francia in quell’indimenticabile finale del 9 luglio a Berlino, fu necessario mobilitarsi per applicare la più bella delle modifiche: l’aggiunta della stella.

Nel 2017 viene ancora una volta cambiata completamente la fantasia dello stemma. Rimane l’idea dello scudetto, ma si opta, in occasione del match contro la Macedonia del Nord allo Stadio Olimpico di Torino, per una versione più moderna con linee più tondeggianti e le 4 stelle non più all’interno del logo, ma sopra.

 

Partita con la Macedonia che, qualche anno più tardi, non porterà rinnovamento, ma la più grande delusione sportiva dopo il 2018.

Ci sarà un nuovo logo?

Nel 2021 la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deciso di scindere il proprio stemma da quello della squadra, adottandone uno ispirato, nella sua forma tondeggiante, all’estetica dei vecchi palloni. Volendo così creare un nesso tra evoluzione e passato.

Decisione che, da qualche mese, porta a chiedersi se vi saranno novità anche per quello cucito sul petto di Chiesa e compagni.

Quesito alimentato dalla pubblicazione di un rendering da parte della pagina Footy Headlines.

Credit immagini @FIGC



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER di socialmediasoccer.com

Ranking UEFA, i numeri e le cause del rendimento delle squadre italiane in Europa

Il bilancio stagionale del calcio italiano: il settimo stop ai quarti dal 2003, la situazione del Ranking UEFA e i dati CIES sulla programmazione dei club

Il calcio femminile è la nuova frontiera del Private Equity: il piano da un miliardo di euro di Ariel Investments

Dalla Women’s Champions League alla NWSL: Ariel Investments punta 1.000 milioni di dollari per trasformare i club di calcio femminile in veri giganti commerciali

UEFA e Gruppo Schwarz insieme fino al 2030: una partnership strategica oltre la semplice sponsorizzazione

UEFA e Gruppo Schwarz (Lidl e PreZero) firmano un accordo storico fino al 2030: una partnership tra calcio, sostenibilità e attivazione sociale

Serie A, le nuove cifre del valore delle rose: Inter in vetta, balzo del Como

Marotta punta al miliardo: Inter regina del valore con 743 mln. Esplode il caso Como (+60 mln), mentre la Juve cala nonostante il record di Yildiz a 91 mln

Bologna-Roma: una sfida da 25 milioni tra sogni europei e manovre patrimoniali

Non è solo Europa League: in palio 2,5 mln per i quarti di finale e il sogno Istanbul. Intanto i Friedkin riscattano Trigoria. L'analisi del match finanziario

Como, il sogno europeo passa per il nodo del Sinigaglia: regole, scadenze e costi

La scalata all'Europa e la sfida contro il tempo per adeguare lo stadio sul Lago di Como agli standard UEFA

Milan e il "Modello RedBird": così i rossoneri scalano la vetta tra record commerciali e visione NBA

Dal balzo dei ricavi a +66% alla forza di un brand da 200 milioni di follower: la strategia di Cardinale proietta il Milan nell’élite dell’entertainment

Roma, il "vuoto" è finito: Eurobet.live si prende la maglia giallorossa. Cifre, durata e confronti con le altre Big

Dalla sfida del 15 marzo contro il Como, l’AS Roma accoglie Eurobet.live come nuovo Main Sponsor, puntando su infotainment e dati per stabilizzare i propri ricavi

Milano Capitale d'Europa: Il primato di San Siro tra passione e futuro

Milano domina l'Europa del tifo: San Siro supera Madrid e Londra per presenze medie, mentre Inter e Milan accelerano sul nuovo stadio da 1,5 miliardi per il 2031

Como 1907, Il "Modello Lago" che sta riscrivendo le regole della Football Industry

Mirwan Suwarso svela al Business of Football Summit di Londra la strategia del Como 1907: un modello tra lifestyle, data-analytics e turismo di lusso per trasformare il club in un brand globale unico

Stadio della Roma a Pietralata, cosa succede adesso: iter burocratico, tempi e costi

Ok della Giunta Gualtieri al progetto da 1 miliardo di euro: tra il 10 e il 12 marzo 2026 il voto in Campidoglio. Obiettivo posa della prima pietra nel 2027 per inaugurare l'impianto nel 2032

Champions League, Juventus sfuma il tesoro da 100 milioni. L’Atalanta passa e incassa: Dea regina del business

Mentre i bianconeri si fermano a quota 64 milioni, i bergamaschi volano agli ottavi e puntano il muro dei 100 milioni di euro: ecco come l'uscita della Juventus cambia la geografia dei ricavi italiani

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi