Real Sociedad e Friburgo hanno fatto ciò che dovremmo fare in Italia

Gli stadi delle avversarie di Roma e Juve sono un esempio: gli spagnoli hanno costruito la Reale Arena all'interno del vecchio Anoeta, mentre i tedeschi hanno forgiato il nuovo Europa-Park Stadion da zero

Friburgo e Real Sociedad sono due società con poco (anzi, praticamente niente) in comune, se non l’essere opposte a due italiane, Roma e Juventus, in quest’edizione dell’Europa League.

I due club sono, però, virtuosi, sopratutto a livello d’impiantistica: le città di San Sebastián e Friburgo, infatti, negli ultimi anni si sono dotate di due stadi all’avanguardia, seppur seguendo due traiettorie di progettazione e ideazione completamente diverse.

Hanno fatto, sostanzialmente, quel che bisognerebbe fare in Italia: nuove arene funzionali e moderne, nel rispetto del contesto urbano e della propria storia.

La Reale Arena di San Sebastián

La Real Sociedad ha letteralmente ricostruito quello che era il vecchio Estadio Municipal de Anoeta.

Un impianto anche abbastanza recente, inaugurato nel 1993 ma che, come tanti stadi costruiti in quell’epoca fra Italia e Spagna, si è dimostratro negli anni inadatto al calcio moderno.

Esagerato nelle dimensioni ma, sopratutto, scomodo in quanto dotato di una pista d’atletica extra large.

Per tale motivo, nel 2017, la Real Sociedad ha dato il via alla ristrutturazione dell’impianto.

Il club basco ha investito ben 47 milioni di euro, con un piano di lavoro biennale (2017-2019), che ha visto l’eliminazione della pista e l’aumento della capienza (dai 32.000 posti originari ai quasi 40.000 attuali), con l’avvicinamento delle gradinate al campo e adeguando la struttura a tutte le normative d’uso contemporanee, oltre a migliorarne anche l’accessibilità.



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER di socialmediasoccer.com



Durante la ristrutturazione, che si è svolta in due fasi, la squadra ha continuato a giocare allAnoeta, in modo analogo a quanto fatto in Italia da Atalanta e Udinese.

La nuova casa dei bianco-blu è uno stadio categoria UEFA 3, dotato anche di spazi commerciali da destinare ad attività chiaramente extracalcistiche.

L’Europa-Park Stadion

L'Europa-Park Stadion, noto anche come Stadion am Wolfswinkel o più semplicemente Mooswaldstadion, è dal 2021 la nuova casa del Friburgo.

Il club tedesco ha abbandonato in quell’anno lo storico Schwarzwald-Stadion, ormai troppo vecchio e incapace di rispondere alle necessità di un club di Bundesliga, anche in virtù di dimensioni del campo troppo piccole.

La società teutonica, dunque, ha deciso di progettarsi una nuova casa, i cui lavori sono partiti nel 2018.

Dopo tre anni e 76 milioni di euro spesi, il 27 ottobre 2021 veniva ultimato l’Europa-Park Stadion, firmato da HPP Architekten.

Visivamente semplice all’esterno, con l’ormai classica pianta rettangolare, l’impianto può contenere 34.700 posti, di cui oltre 12mila in piedi, come spesso avviene in Germania.

Il Friburgo ha puntato molto sulla funzionalità, costruendo oltre 5mila parcheggi (2mila per le auto, oltre 3mila per le biciclette).

Uno stadio contenuto nelle dimensioni (appena 25 metri di altezza, a causa della vicinanza con l’aeroporto), ma che strizza l’occhio all’aspetto ecologico, vista l’installazione di pannelli solari sul tetto: del resto Friburgo è fra le città più futuribili e green in Europa e anche l’impianto si è adeguato ad elevati standard di rispetto per l’ambiente.

I costi degli impianti

Come abbiamo sottolineato, gli stadi sono costati entrambi relativamente poco: meno di 50 milioni la Reale Arena, poco più che 75 milioni invece l’Europa-Park Stadion.

Cifre contenute, in grado di non gravare sulle casse di club importanti ma non certo paragonabili a Psg o City in termini di giro d’affari e fatturato.

Le spese hanno portato beneficio e stabilità oltre che nuove arene funzionali, moderne e biglietto da visita di grande impatto per investitori, tifosi e amanti del calcio.

Le strategie dei due club

Due progetti che hanno avuto in comune l'attuazione di due diversi modi di approcciarsi al nuovo impianto.

Da un lato la Real Sociedad ha deciso di non traslocare dall’Anoeta, ma di eliminarne le criticità attraverso la ristrutturazione.



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER di socialmediasoccer.com



Un rebuild che è stato un modello nel mondo per quanto riguarda la trasformazione di un impianto a pianta ovale in un’arena moderna per il gioco del calcio.

Dall'altro lato, il Friburgo ha deciso di rinnovarsi ancor più radicalmente, realizzando un impianto nuovo di zecca ma continuando a utilizzare anche il vecchio Schwarzwald-Stadion, che oggi è la casa della seconda formazione bianconera oltre che della formazione femminile.

Per modalità (una legata alla ristrutturazione radicale, l’altra alla costruzione ex-novo), Real Sociedad e Friburgo sono due modelli da seguire, sopratutto guardando a quello che in Italia succede quando ci si trova a ragionare su come, quando e in che modo (ri)costruire.

Esempi con cui ci si va, poi, a confrontare in Europa e che, si spera, spingano il nostro calcio e i nostri club a trarre spunto dall'osservazione di arene moderne e funzionali al calcio di questa epoca.



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER di socialmediasoccer.com

Fifa, la rivoluzione prossima ventura: Under obbligatori ed espulsioni più facili

FIFA e IFAB cambiano il calcio: dal 2027 club obbligati a schierare giovani del vivaio, mentre dal Mondiale 2026 chi copre il labiale per insultare rischia il rosso

Arezzo in Serie B: come sarà il nuovo stadio dei toscani

Il nuovo gioiello strutturale dovrebbe sorgere entro il 2030. Nei giorni scorsi Comune toscano e vertici societari hanno sottoscritto la convenzione per avviare ufficialmente l'iter

Europa batte Italia: la rivoluzione degli arbitri-manager tra stipendi d'oro e autonomia

Dalla Premier League che blinda i fischietti con 300mila euro l'anno, alla Germania dove la Bundesliga è socia dei direttori di gara: ecco come funzionano gli arbitri in Europa.

Il Como riscrive le regole del merchandising: nasce RHUDE 4 FANS (R4F), la piattaforma che unisce lusso e tifo globale

Il club lariano lancia con Rhuigi Villaseñor un hub di lifestyle che unisce Tottenham, Everton e Al-Ittihad, trasformando il fanwear in un business scalabile.

Leicester, il dramma della retrocessione tra perdite e futuro: i numeri del disastro delle Foxes

Appena 10 anni fa il mondo guardava con ammirazione la grande impresa del Leicester di Claudio Ranieri. A 10 anni da quel giorno, le Foxes sono tornate, per la seconda volta nella propria storia, in League One, con tutti le conseguenze del caso sotto il piano economico

La Lazio ha un nuovo Main Sponsor: è Polymarket. Chi è l'azienda che rivoluziona il marketing della Serie A

Accordo da 22 milioni con il colosso dei mercati previsionali: la Lazio vola nel Web3 con Polymarket. Analisi del nuovo Sponsor di maglia del club di Lotito tra innovazione e ricavi

Lo Shakhtar oltre la guerra: quanto vale la rosa del club ucraino semifinalista in Conference

La compagine di mister Arda Turan ha eliminato l'AZ Alkmaar e in semifinale se la vedrà con i britannici del Crystal Palace

Si può replicare il modello francese di finanziamento del dilettantismo per migliorare i settori giovanili calcistici?

Lo scarso investimento e fiducia nei settori giovanili in Italia è testimoniata dal minutaggio concesso ai giocatori formati nei propri vivai: questi raggiungono in media solo il 5,58% dei minuti giocati

Serie A-IMG: Verso la transazione da 300 milioni di euro. Finisce una disputa decennale

I club accettano l'accordo extra-giudiziale per i danni sui diritti TV internazionali 2008-2018: un risarcimento milionario che premia la storicità delle società

Quarta maglia: Tra marketing, lifestyle e il fascino del vintage

Dalle divise storiche ai fourth kit lifestyle: come il marketing e la moda trasformano le maglie da calcio in oggetti di culto tra innovazione e nostalgia

Serie A, non è solo esterofilia: se comprare in Italia non conviene, la riforma è l'unica via

La Serie A tocca il record del 69% di stranieri: tra lacci burocratici e costi delle fideiussioni, il mercato interno è bloccato

Artemio Franchi: l'uomo che rivitalizzò il calcio italiano dopo la debacle del 1966

Il dirigente toscano rimase sul trono principale della FIGC per 11 lunghi anni avviando una serie di importanti riforme finalizzate alla rinascita del movimento nello stivale

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi