Dall'utile record dell'Inter di Marotta alla resilienza del Milan di RedBird senza Champions League: ecco come i due club milanesi hanno riscritto le regole del calcio
San Siro visto dall'alto (Foto x.com/futbolmundialsp)
Il panorama calcistico all'ombra della Madonnina sta vivendo una metamorfosi storica: l'era dei mecenati nostalgici, pronti a ripianare ogni deficit con patrimoni personali, ha ceduto definitivamente il passo a una gestione manageriale guidata dai grandi fondi d'investimento americani.
In questo nuovo scenario, il successo non si misura più soltanto attraverso il palmarès, ma tramite la capacità di coniugare la competitività sportiva con una rigorosa disciplina di bilancio.
Milan e Inter si sfidano oggi in un "derby della sostenibilità" dove RedBird e Oaktree puntano a trasformare i due club in asset globali capaci di generare profitti, dimostrando che l'equilibrio finanziario non è un limite alle ambizioni, ma il presupposto fondamentale per una crescita solida e duratura nel tempo
Nonostante l'attuale stagione veda i rossoneri lontani dal palcoscenico della Champions League, la struttura societaria costruita da RedBird dimostra una solidità invidiabile.
Il club, come spiega un'inchiesta della Gazzetta dello Sport oggi in edicola, ha saputo capitalizzare tre esercizi consecutivi in utile, creando un cuscinetto finanziario che permette di assorbire una perdita stimata di 30 milioni per il 2025-26 senza intaccare la competitività.
Questa sostenibilità poggia su un patrimonio netto robusto di 199 milioni e su un indebitamento finanziario contenuto a 93 milioni, cifre che garantiscono autonomia senza dover ricorrere a nuove iniezioni di capitale dall'azionista.
La strategia sul mercato rimane l'asse portante della gestione Furlani: il club ha generato oltre 100 milioni dal player trading grazie alle plusvalenze di profili come Theo Hernandez e Thiaw, riuscendo contemporaneamente ad abbassare il monte ingaggi di circa 10 milioni attraverso uno sfoltimento mirato della rosa.
Anche sul fronte infrastrutturale, l'impegno resta alto, come dimostrano i 55 milioni versati da RedBird per i costi legati al progetto del nuovo stadio.
Sull'altra sponda del Naviglio, la gestione Oaktree ha inaugurato il suo corso con un risultato storico: un utile di 35 milioni al 30 giugno 2025, il primo nella storia nerazzurra.
Sotto la presidenza di Beppe Marotta, l'Inter sta cercando di rendere strutturale questo equilibrio, bilanciando le ambizioni sportive con una rigorosa disciplina economica.
Nonostante l'uscita anticipata dall'Europa per mano del Bodo Glimt, il club punta a chiudere in pareggio o con un leggero utile anche il prossimo bilancio, grazie a una gestione oculata dei costi operativi.
Il management ha lavorato intensamente sulla riduzione degli oneri finanziari, sostituendo il precedente bond con uno nuovo a tassi più vantaggiosi (4,5% contro 6,75%), risparmiando così circa 20 milioni annui.
Parallelamente, il taglio dei costi è passato per l'uscita di ingaggi pesanti come quelli di Pavard e Correa, mentre i ricavi organici continuano a crescere del 15% nei segmenti stadio e commerciale.
Oaktree guarda al futuro anche attraverso il potenziamento delle strutture, con un piano da 100 milioni già approvato per l'ammodernamento dei centri di allenamento.
Il successo di queste politiche è certificato dalla crescita esponenziale dell'Enterprise Value: dal 2016 a oggi, il Milan ha visto il proprio valore aziendale schizzare a 1.808 milioni (+232%), tallonato dall'Inter a 1.715 milioni (+330%).
Sebbene i nerazzurri vantino una base di tifosi più ampia in Italia con 4,2 milioni di sostenitori, il Milan risponde dominando l'affluenza a San Siro con una media di 72.800 spettatori a partita.
Entrambi i club, pur con sfumature diverse, rappresentano oggi l'eccellenza della "sostenibilità" applicata al calcio d'élite.