Dagli 8 secondi per i rinvii alla "quarantena" per i finti infortuni: ecco come l’IFAB dichiara guerra ai perditempo per aumentare il tempo effettivo di gioco
Immobile protagonista della famosa simulazione in Italia-Belgio del 2021 (Foto x.com/gazzetta)
Il calcio sta per cambiare pelle. Non si tratta di filosofia o di massimi sistemi sul fuorigioco, ma di una questione molto più pragmatica e, per certi certi versi, attesa da tempo: la caccia spietata ai perditempo.
L’IFAB, nella sua 140ª assemblea generale, si appresta a varare una serie di norme che promettono di trasformare il campo in una zona "tolleranza zero" per chiunque cerchi di scippare secondi preziosi al cronometro.
La rivoluzione parte dalle mani dei portieri e dai piedi di chi batte le rimesse. L’esperimento del countdown di 8 secondi per il rinvio ha dato buoni frutti, mettendo fine a quelle scene surreali in cui il pallone restava bloccato tra i guantoni per mezzo minuto.
Ora questa disciplina ferrea si estende: i furbetti che temporeggiano sul rinvio dal fondo o che trasformano una rimessa laterale in un’odissea avranno solo otto secondi per agire.
Chi sgarra pagherà caro con un calcio d’angolo regalato agli avversari nel primo caso, o l’inversione della rimessa nel secondo. Sono sanzioni drastiche, pensate per colpire direttamente il risultato sportivo e annullare ogni vantaggio tattico derivante dal non gioco.
Anche il cinema dei finti infortuni è destinato a finire sotto la scure del regolamento. Quante volte abbiamo visto calciatori stramazzare al suolo per i crampi solo quando la loro squadra è in vantaggio?
Per contrastare queste simulazioni strategiche, l'IFAB introduce una sorta di quarantena: se un giocatore richiede l'intervento medico per più di otto secondi, sarà obbligato a restare fuori dal rettangolo verde per almeno un minuto intero.
Questo lascerà la sua squadra temporaneamente in inferiorità numerica, a meno che l'intervento non sia scaturito da un fallo da sanzionare con il giallo o il rosso. L’unica eccezione inevitabile riguarda i portieri, il che solleva già il dubbio di possibili epidemie improvvise tra i numeri uno per aggirare il blocco.
La stessa logica della rapidità verrà applicata alle sostituzioni, eliminando le passerelle interminabili, gli abbracci ai compagni e i saluti al pubblico. Dal momento in cui il quarto uomo alza il tabellone, il calciatore avrà solo dieci secondi per varcare la linea laterale.
Oltre quel limite, la squadra sarà costretta a giocare in dieci uomini fino al successivo stop del gioco. È un colpo secco al romanticismo del cambio, forse, ma un enorme passo avanti verso la giustizia sportiva che mette al centro il rispetto per il pubblico e per l'avversario.
Infine, la tecnologia VAR estenderà il suo raggio d'azione per sanare piccole ma decisive ingiustizie. Pierluigi Collina preme da tempo per la revisione dei calci d'angolo assegnati erroneamente: basteranno pochi secondi per correggere una decisione sbagliata prima che si trasformi in un gol beffardo.
Allo stesso modo, il VAR potrà intervenire sui secondi cartellini gialli, evitando espulsioni che spesso condizionano l'esito di una partita sulla base di una svista arbitrale. In attesa che il dibattito sul fuorigioco a luce di Wenger giunga a una conclusione, il calcio si prepara alla sua battaglia più urgente: quella contro il tempo sprecato.