La crescita del brand azzurro al di là dello psicodramma per Qatar 2022

Nonostante lo psicodramma scatenato dalla mancata qualificazione diretta ai Mondiali, la Nazionale ha beneficiato di una crescita enorme negli ultimi mesi.

Quello che sta vivendo la Nazionale italiana di calcio è un momento paradossale a tutti gli effetti. Dalla vittoria di EURO 2020 al rischio di non partecipare al secondo Mondiale consecutivo.

Quella che è appunto una posizione ingombrante però, non deve sfocare quanto fatto di buono a livello di crescita e di brand negli ultimi anni, dall’arrivo di Roberto Mancini in poi. Come avevamo analizzato qui prima di EURO 2020, l’Italia stava chiudendo un primo ciclo di crescita culminato con un risultato sul campo che è andato oltre le aspettative.

La Nazionale di EURO 2020 era anche la rappresentativa con più accordi commerciali, 31 in tutto, tra i quali spiccano Giorgio Armani, FIAT, TIM, Eni, Alitalia, Frecciarossa, Lidl, Lete, Deliveroo, Team System. Nel 2020 l’Italia è riuscita a chiudere con Ringo, Equilibra, Fonzies, Ali, Danone e Peroni, oltre al rinnovo con Poste Italiane (di cui Mancini è testimonial). Attualmente la nostra Nazionale ha un accordo in essere dal 2003 con Puma come brand tecnico, partnership rinnovata fino al 2022 che garantisce 18,9 milioni di euro.

È cresciuto anche il valore della rosa, un valore che è andato in crescendo nel corso dei 3 anni di gestione di Roberto Mancini. Il valore della rosa degli azzurri, considerando chi ha partecipato a EURO 2020, era pari a € 764 mln secondo la stima di Transfermarkt, un valore cresciuto rispetto ai 684 a mln € del 2017.

La gestione tecnica di Roberto Mancini, nettamente incentrata sulle nuove leve e sui giovani che spesso e volentieri si sono trovati a debuttare in Nazionale grazie alla chiamata del tecnico jesino, ha portato un beneficio diretto anche alle casse dei club italiani, vedendo aumentare il valore dei calciatori in questione.

Tra alcuni di quelli che sotto la gestione di Mancini hanno debuttato per la prima volta con la Nazionale maggiore, troviamo esempi come Giacomo Raspadori, chiamato a sorpresa proprio per EURO 2020,  che grazie a questa considerazione ha visto aumentare il proprio valore dai 4 milioni del 2020 ai 15 di oggi. Una manna dal cielo per il Sassuolo, constatato anche l’interesse dei maggiori club per l’acquisto del giovane attaccante neroverde.

Stesso discorso per giocatori come Manuel Locatelli, anche lui debuttante in maglia azzurra sotto la gestione Mancini, o i vari Barella e Chiesa, gold generation italiana già nel periodo firmato da Luigi Di Biagio, traghettatore post Ventura in attesa del Mancio. Per Federico Chiesa la crescita pre e post europeo è quantificata da Transfermarkt in 10 milioni di euro.

Il Rinascimento azzurro con Roberto Mancini passa anche dalla comunicazione

Il cammino della Nazionale italiana di calcio è stato un Rinascimento in tutto e per tutto. Dalla parte commerciale, come abbiamo appena visto, e dal punto di vista del movimento sportivo che aveva l’onere di ripartire dal momento più buio segnato dalla mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018.

Questa rinascita è stata protagonista della narrazione messa in piedi dal team comunicazione e marketing della Nazionale che ha voluto esaltare la bellezza nel gioco voluta da Mancini, associata alla bellezza e al patrimonio artistico del nostro Paese.

Lo storytelling, che ha ingaggiato centinaia di milioni di tifosi, poggia le basi su due concetti fondamentali: “La forza del gruppo” e “L’azzurro che ci unisce”. Concept presentati con un nuovo impianto grafico in totale rottura col precedente.

Troviamo così sui social illustrazioni in cui il momento con la squadra che alza la coppa viene associato alla Primavera di Sandro Botticelli, l’esultanza dopo la vittoria con la Spagna all’Assunzione della Vergine di Antonio Allegri da Correggio, ma anche l’abilità nel dribling di Marco Verratti associata alla Gioconda di Leonardo da Vinci. Senza dimenticare un’illustrazione dedicata a Roberto Mancini che diventa “il tocco del maestro”.

Il 15 luglio, subito dopo la messa in onda dell’ultima puntata di Sogno Azzurro, la docuserie behind the scenes realizzata da Rai per raccontare tutto il cammino della Nazionale di Roberto Mancini fino alla finale di Wembley, la FIGC ha reso noti anche i dati complessivi dei risultati ottenuti dal team azzurro sulle principali piattaforme di social media.

Oltre il miliardo di impression e, per quanto riguarda l’engagement, tra i soli Instagram e Facebook, sono state superate le 100 milioni di interazioni.

Stupisce molto il dato sull’incremento del numero di follower sulle piattaforme, che è stato di oltre 2,7 milioni: su Instagram si è raggiunta quota 5 milioni (+2 milioni); su Facebook 5,2 milioni (+367k); sul profilo Twitter in lingua italiana 838k (+113k); sul profilo Twitter in lingua inglese 732k (+139k); su YouTube 385k (+81k).

La campagna di comunicazione estiva, “L’Azzurro di unisce”, è stata inoltre premiata nell’edizione 2021 dei Football Summit Awards. Un’attività di comunicazione gestita da FIGC insieme all’agenzia INDACO.

La Nazionale Italiana è uscita dal periodo peggiore della propri storia, è “risorta” sia dal punto di vista sportivo ed economico, senza però dimenticare gli enormi margini id miglioramento a livello di competizione domestica, oltre al fatto che se non dovesse approdare al Mondiale di Qatar 2022 sarebbe un duro colpo che declasserebbe quasi in un colpo solo tutti i fattori analizzati in precedenza.

Spazio allora al campo e quindi al sorteggio per i playoff validi per le qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2022, con un nuovo format che spieghiamo proprio qui.

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