Il Mondiale delle complicazioni: quanto sarà difficile alloggiare in Qatar

La FIFA World Cup 2022 continua a raccogliere critiche e a manifestare problematiche organizzative a danno dei tifosi. L’alloggio nel Paese, infatti, sarà tutt’altro che semplice.

Passano le settimane, si riducono i giorni prima dell’inizio del Mondiale, aumentano le polemiche. Queste le fattezze dell’attesa di un’edizione della FIFA World Cup che non ne è mai riuscita a raccogliere il consenso internazionale.

A causa di prese di posizione poco ortodosse, a decisioni in netta controtendenza con le regole non scritte di una Coppa del Mondo e voltando le spalle ad ogni qualsivoglia possibilità di aiutare i tifosi ad assistervi.

Senza incentivarne entusiasmo e capacità infrastrutturali per accedere in Qatar.

Un Mondiale che sta tradendo la propria essenza, il calcio, portando a parlare di tutt’altro. Spingendo media, ex professionisti e tifosi a concentrarsi su tutto quello che umanamente e organizzativamente non va piuttosto che del sogno calcistico per le 32 Nazionali qualificate di vincere un posto indelebile nella storia.

Un leitmotiv in voga dalla designazione del Paese qatariota come ospitante e che non si placa di una virgola man mano che il torneo si avvicina. Ma che, anzi, scopre il fianco ad ulteriori lamentele.

L’accesso in Qatar

L’ultima notizia riguardante la FIFA World Cup 2022 riguarda specificatamente i tifosi e la loro possibilità di accedere in Qatar per assistere alla competizione.

Una situazione che parte da un presupposto davvero non da poco: il Paese della penisola arabica vanta 2.350.000 abitanti e per l’occasione sono attesi tra i 2 e i 3 milioni di fan.

Aspetto a cui forse non abbiamo mai assistito e che vede pareggiato o addirittura superato il numero della popolazione locale con turisti provenienti dall’estero.



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Dati sicuramente positivi per i padroni di casa e per l’implementazione del turismo qatariota, ma che rivelano dei disagi infrastrutturali non da poco. Accompagnati da un’organizzazione locale che, probabilmente, non sta aiutando.

Per disciplinare l’enorme flusso di fan, infatti, le autorità locali hanno deciso di porre una regolamentazione specifica per l’accesso nel Paese.

L’Hayya Card

Il primo passo, essenziale, per potere assistere al torneo è dotarsi della cosiddetta Hayya Card, ovvero una sorta di documento d’identità del tifoso che consente a quest’ultimo di accedere nel Paese e negli stadi. Oltre che di usufruire di tutti i mezzi di trasporto. Come una sorta di Green Pass, ma qatariota e legato all’evento.

Tessera obbligatoria per qualsiasi persona intenda metter piede in Qatar, bambini compresi, e che sostituisce il visto. Consente inoltre di rimanervi fino al 23 gennaio 2023.

Gli alloggi

Gli alloggi rappresentano, ad oggi, una delle grane organizzative peggiori. Dal 1° novembre, infatti, sarà possibile entrare all’interno dei confini nazionali solo se in possesso di un biglietto per una camera d’albergo e d’appartamento della zona. Vietando a qualsiasi persona, dalla data indicata, di farsi ospitare. Sia l’ospite un amico o un famigliare.

Decisione che sta ovviamente indispettendo moltissimi fan al punto da spingerli a rinunciare e a portare la FIFA a restituire molti degli alloggi che aveva bloccato.

Infatti, oltre alla spiacevole imposizione di dover pagar per forza un albergatore locale senza poter, qualora ve ne sia la possibilità, farsi ospitare, si aggiungono i prezzi esosi degli hotel. Aspetto che sta rendendo la vita difficile anche alle famiglie dei calciatori con costi che possono aggirarsi intorno ai 6000 euro al giorno.



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