Elezioni FIGC, betting, stadi e fisco: ecco cosa serve alla Serie A

Dalla tassa sull'1% del betting alla riforma totale dei vivai. Cosa chiedono i club al prossimo Presidente per rilanciare il sistema.

Elezioni FIGC 2026

Il Centro FIGC di Coverciano (Foto x.com/FIGC)

La Serie A ha deciso di smettere i panni della vittima sacrificale del sistema calcio. Dopo lo shock della terza esclusione mondiale della Nazionale, i club hanno capito che la crisi azzurra non è che il riflesso di un’industria frenata da norme anacronistiche. 

Per questo, l’appuntamento con le elezioni federali non sarà una semplice conta di voti, ma un banco di prova su un manifesto programmatico chiaro e senza sconti.

Quello che la Gazzetta dello Sport definisce “Manifesto Simonelli” non è una semplice lista della spesa, ma una strategia complessa per rimettere la Serie A al centro del villaggio, trasformandola ufficialmente nella locomotiva politica ed economica del Paese.

La ricetta per il rilancio: una strategia integrata

Le cinque macroaree individuate dai club rappresentano una visione d'insieme che punta a modernizzare il prodotto calcio sotto ogni profilo. Non si parla solo di soldi, ma di una ristrutturazione profonda dello sport giocato e delle sue fondamenta.

L’obiettivo è creare un circolo virtuoso che parta dalla sostenibilità economico-finanziaria per arrivare a una vera rivoluzione dei talenti

I club chiedono di riscrivere le regole dei settori giovanili: meno tatticismo esasperato e più spazio alla qualità. L'idea di un campionato Primavera senza retrocessioni e slegato dalle classifiche punta proprio a questo: proteggere il talento italiano dalla paura del risultato immediato.

A questo si affianca la necessità di provvedimenti politico-strutturali che permettano di sbloccare l'impasse degli stadi attraverso iter burocratici agevolati che trasformino le arene da costi a generatori di ricchezza.

Il tesoretto del Betting e il ritorno dei Campioni

Il punto più discusso e ambizioso riguarda però il rapporto con il settore delle scommesse. Sotto la spinta di Urbano Cairo, la Serie A chiede la fine del Decreto Dignità e l'introduzione di una percentuale dell'1% sulla raccolta del betting calcistico da destinare al sistema.

I numeri sono impressionanti: su una raccolta di quasi 23 miliardi di euro nel 2024, ben 16,1 miliardi derivano dal calcio. Quel prelievo dell'1% garantirebbe circa 160 milioni di euro annui, ossigeno puro da reinvestire in impianti e vivai.

Non è un caso che nel manifesto si parli anche di misure fiscali, come il ripristino del Decreto Crescita o strumenti simili. L'obiettivo è chiaro: rendere l'Italia nuovamente una destinazione appetibile per i top player mondiali. 

Più campioni significa più appeal internazionale, più diritti TV e, in ultima analisi, più risorse per tutto il movimento, dalle grandi alle piccole realtà.

Il peso politico: un investimento, non un sussidio

Il messaggio rivolto a Giovanni Malagò, che la Serie A ha deciso di sostenere nella corsa alla presidenza (si sono schierati a favore 19 club su 20), ma in generale ai futuri vertici FIGC è netto: il calcio non chiede elemosina, ma strumenti per produrre valore

I dati confermano la centralità del settore: per ogni euro "investito" dallo Stato, il ritorno in termini fiscali e previdenziali è di 20,5 euro.

In sostanza il nuovo presidente federale dovrà essere il promotore e il garante al tempo stesso di questo patto industriale. Come auspicato da più direzioni servono "competenza ed eccellenza" per cancellare le figuracce internazionali e ridare dignità politica a una Lega che non vuole più limitarsi a finanziare il sistema, ma intende guidarlo.

CT della Nazionale, il costo delle scelte di Malagò: ecco quanto guadagnano quelli degli altri

Tra sponsor federali, deroghe e ingaggi milionari, l’Italia cerca la svolta in panchina confrontandosi con i modelli delle grandi potenze

Tempesta Perfetta su Infantino: lo strappo Uefa, l'ombra di Al Khelaifi e la resa dei conti di Platini

Dalla controversa gestione di USA 2026 alle doppie cause nei tribunali francesi, il mandato del presidente FIFA incontra la sua crisi più profonda in vista del Congresso di Rabat del 2027.

Kevin Keegan: il pioniere che ha trasformato il calciatore in un'icona pop

Dalle miniere dello Yorkshire ai due Palloni d’Oro: la storia di "King Kev", il primo calciatore a fondere sport, musica, moda e costume globale.

Il Mondiale dello Show-Business e la vittoria del Calcio: la Spagna sul trono di un football all'americana

Tra lo show dell'intervallo e il record di incassi, il torneo 2026 segna il passaggio definitivo del pallone alla geopolitica e all'intrattenimento americano

Giustizia sportiva, la CGUE sul caso Andrea Agnelli è una nuova sentenza Bosman?

La Corte UE dà ragione ad Agnelli e Arrivabene: le sanzioni limitano la libera circolazione e devono poter essere annullate da un giudice indipendente.

Spagna-Argentina, la Finale delle Dinastie: la prima di Yamal e l'ultima di Messi nel nome di Cruyff e Maradona

La Roja e la Seleccion si sfidano nella finale dei Due Mondi: un incrocio inedito tra la filosofia geometrica di Cruyff e l'anima infinita di Maradona

Semifinali Mondiali 2026 da 5,3 Miliardi: algoritmi d'Europa vs il cuore Albiceleste

Francia, Spagna e Inghilterra dominano i valori di mercato spinti da prodigi come Lamine Yamal, Mbappè e Bellingham mentre l'Argentina di Messi smentisce i dati con la storia

FIFA verso il Mondiale a 64 squadre: la geopolitica economica di Infantino per il 2030

Analisi delle strategie di marketing e dei risvolti commerciali dietro la potenziale rivoluzione geopolitica del calcio globale in vista del Centenario

Rivoluzione AIA: l'era Orsato parte tra rebranding cromatico, riforme e la "cura" Malagò

Tra il rebranding Givova, la fiducia di Malagò e il debutto di Orsato e Messina, i direttori di gara inaugurano una stagione di riforme e meno VAR.

L’asse Trump-Infantino sotto la lente: quando il calcio sposa la geopolitica

Dagli uffici nella Trump Tower ai biglietti VIP per la Casa Bianca: il legame tra il Presidente USA e il numero uno della FIFA riaccende il dibattito sull'articolo 15 del Codice Etico e sui confini commerciali dello sport system.

Serie A 51° Stato USA: Il Frosinone e la svolta americana firmata Clara Vista

Analisi strategica sulla cessione dell’80% del club giallazzurro: cifre, governance, infrastrutture e l'approccio data-driven del fondo statunitense

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi