EA Sports vs Fifa: una sfida che vale 150 milioni di utenti

La conclusione del sodalizio tra la Electronic Arts e la FIFA ha portato all'arrivo di un nuovo competitor, segnando uno stravolgimento del settore del gaming.

La notizia dell’ultimo periodo è sicuramente la fine del rapporto tra la FIFA e la Electronic Arts, portando alla fisiologica fine del gioco più celebre del mondo del gaming.

Questo cambiamento, oltre a tracciare un solco col passato e l’infanzia di milioni di appassionati, segna anche un cambiamento del mercato davvero rilevante, considerando l’avvento di un nuovo competitor.

La FIFA, infatti, ha dichiarato di voler comunque lanciarsi nell’esport con un proprio gioco, aggiungendosi, quindi, al neonato EA Sports Fc e a eFootball. Una decisione che segna una vera è propria rivoluzione nel settore del gaming.

Questo stravolgimento toccherà un bacino davvero ricco, dato da 150 milioni di account registrati e un business annuale di oltre 1 miliardo di euro.

Il che vuol dire che avere la meglio sul proprio antagonista vorrà dire godere della pressoché egemonia di un mercato molto florido e in costante escalation.



UFFICIALE: IL VIDEOGIOCO FIFA CAMBIA NOME



I principali stakeholder del settore hanno valutato l’attuale situazione. Tra questi, DUX Gaming che, attraverso il proprio CEO Mario Fernández ha dichiarato: "La comunità di Fifa sa che il gioco sarà sviluppato da EA Sports e la campagna che hanno già fatto con i grandi club di tutto il mondo è stata molto intelligente, il che rende chiaro che in termini di licenze rimarrà lo stesso".

Per Luis Filgueria Resett, direttore sportivo di Movistar Riders: "il problema più grande è che si può diversificare così tanto a livello agonistico che nessun singolo formato è abbastanza forte da soddisfare i requisiti di un club per investire denaro in una sezione Fifa. Tuttavia, l'esperienza dimostra che una delle proposte, quella più seguita dalla comunità, finisce sempre per essere imposta e i club saranno lì, come sempre, per rispondere alla domanda del pubblico".

LaLiga, Premier League, Bundesliga, Uefa, Conmebol, Real Madrid e PSG sono solo alcune delle 700 squadre, dei 30 campionati e dei 100 stadi che hanno accettato la nuova realtà della EA Sports.

Una prova di forza che mette in discussione il valore del marchio Fifa e che segnerà una dura battuta d'arresto per il business commerciale della federazione presieduta da Gianni Infantino.

Questo è quello che sembra pensare anche Pedro Zarzalejos, direttore associato della strategia di Interbrand, secondo il quale: "Il mancato rinnovo dell'accordo avrà senza dubbio un impatto su entrambe le organizzazioni. Trovare un nuovo partner nel settore dei giochi con queste credenziali e capacità è difficile, mentre EA continuerà ad avere un prodotto con cui milioni di giocatori interagiscono attivamente da decenni e che l'ha reso uno dei franchise più redditizi".

Il tutto è alimentato e giustificato dal fatto che la EA Sports è stata capace di introdurre delle novità di gaming davvero apprezzate e redditizie, portandosi così diversi passi avanti rispetto agli altri leader del settore.

Nello specifico, l’azienda americana ha fatto trapelare come Ultimate Team, la modalità di gioco online, contribuisca al 29% delle vendite totali, attestatosi intorno ai 5,3 miliardi di euro nel 2021. Numeri figli quasi esclusivamente proprio di FIFA.

In questo modo, il gruppo è passato dalla vendita di giochi in formato tradizionale al gioco online come principale fonte di guadagno.

E questa rappresenta una questione fondamentale, in quanto diluisce il ruolo della Fifa come marchio e come attore necessario per lo sviluppo del suo business.

Queste le dichiarazioni dell’azienda: "Il nostro servizio più popolare è ora il contenuto extra acquistato attraverso Ultimate Team associato alle franchigie sportive, con un valore di 1,538 miliardi di euro, principalmente derivato da Fifa, e che consente ai giocatori di costruire e modificare le proprie squadre." 

Questa linea di business è passata da 556 milioni di euro nel 2015 a 1,538 miliardi nel 2021.

Si delinea quindi un binomio che non pare poter partire dalle stesse basi e con la FIFA nettamente indietro per visibilità ed esperienza.



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