Dalla Feralpisalò al Lecce: quando la maglia è autoprodotta

Non tutti i club di Serie A e B hanno uno sponsor tecnico: le tre eccezioni e un caso dal passato

In Italia la quasi totalità dei club professionistici ha uno sponsor tecnico o, perlomeno, un accordo di fornitura di materiale. La Juventus, per esempio, incassa 51 milioni all’anno da adidas, Inter e Milan 30 da Puma. Via via che si scorre la classifica dei guadagni la forbice si assottiglia, scendendo sempre di più.

Per molte società, addirittura, l’accordo diventa non più con l’ottica di incasso bensì con il pagamento dei kit, delle tute e di tutto il vestiario sportivo all’azienda di turno. C’è, però, anche chi decide di compiere una scelta diversa, autoproducendosi tutto il materiale tecnico: in Italia, fra Serie A e B ci sono tre club che lo fanno.



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Il Lecce e M908

Uno degli esempi più interessanti in tal senso è quanto accade da anni a Lecce. La società salentina nel 2018, per volontà di Corrado Liguori, allora vicepresidente dei giallorossi, creò M908, un marchio di sportswear che veste i Salentini.

M908 (da "1908", anno di fondazione dell'U.S. Lecce), produce tutto il materiale necessario alla Prima squadra e alle giovanili in Cina su opera del solo club salentino. Dopo oltre cinque anni, l’esperimento procede a gonfie vele, complice anche gli ottimi risultati sportivi della squadra, che permette di incrementare gli introiti dal lato del merchandising.

La Feralpisalò

Anche la Feralpisalò, come il Lecce, si autoproduce le maglie da diverse stagioni. Il club, neopromosso in Serie B, ha scelto da diversi anni la via della realizzazione in proprio e quanto più possibile a chilometro zero.

Per esempio le jersey dell’annata 2023/24, la prima in Serie B, è stata realizzata con un tessuto che proviene da un’azienda bresciana che produce materiali tecnici sportivi ed è il ricavato da un filato elastico, anallergico e di rapida asciugatura. 



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La particolarità Armani-Napoli

Diverso è quanto succede fra Napoli ed Emporio Armani. Il marchio della casa di moda milanese appare da due anni sulle maglie dei partenopei. Armani si limita tuttavia a una consulenza sul design, in una collaborazione per certi versi del tutto atipica.

A produrre le maglie è invece la società di Aurelio De Laurentiis, che poi è libera di gestire la quantità e la vendita a proprio piacimento.

I casi passati

Non sono mancati nel nostro calcio casi analoghi a questi tre attuali. La Roma nel 2013-14 fu quasi obbligata ad autoprodursi le divise: la rottura con Kappa fu repentina e non diede alla Nike, sponsor tecnico designato per l’anno successivo, la possibilità di subentrare in corsa. I giallorossi, pertanto, realizzarono da sè tutto il materiale tecnico, privo di alcun brand a causa dei tempi tecnici ristretti.



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