Calciomercato, 6,7 miliardi di euro la spesa media annua: i dati dello studio di Banca Ifis

Tra il 2018 e 2024 spesi 47 miliardi di euro, la Serie A seconda dietro alla Premier League

Calciomercato Report Banca Ifis

Calciomercato Report Banca Ifis

Il calciomercato genera una spesa media annua di 6,7 miliardi di euro e movimenta oltre 19.000 trasferimenti internazionali di giocatori a livello globale: sono questi i numeri principali che emergono dal focus dedicato al calciomercato all'interno dell'Osservatorio sullo Sport System Italiano di Banca Ifis.

Tra il 2018 e il 2024, secondo l'analisi di Banca Ifis la spesa cumulata per l'acquisto dei giocatori è stata pari a 47 miliardi di euro, di cui l'86% attribuibile ai campionati UEFA, così come, su un totale di 134 mila giocatori acquistati nel medesimo periodo la UEFA ha un'incidenza del 58%.

Il dettaglio dell'analisi di Banca Ifis

In termini assoluti, questo si traduce in una spesa media annuale per i campionati europei pari a 5,77 miliardi di euro e incassi medi pari a 5,69 miliardi di euro.

Nel dettaglio, la Premier League è il principale motore dei trasferimenti, con una spesa cumulata di 13,2 miliardi di euro e un saldo tra acquisti e cessioni di di 7,5 miliardi, davanti alla Serie A (5,04 miliardi di euro con un saldo pari a +957 milioni di euro) e alla Liga (5,09 miliardi di euro di spesa con un saldo pari a +630 milioni di euro).

"La ricerca del nostro Ufficio Studi evidenzia che il calciomercato è una leva strategica per i club, capace di catalizzare risorse economiche, grazie a un giro d'affari di quasi 7 miliardi di euro l'anno, oltre all'interesse e all'entusiasmo dei fan, su scala internazionale", ha commentato Raffaele Zingone, Condirettore Generale e Chief Commercial Officer di Banca Ifis.

Marotta: "IA importante ma conta ancora l'aspetto umano"

Al convegno "Il Calciomercato: un'opportunità per i club e per la Football Industry" organizzato in collaborazione con Banca Ifis è intervenuto il presidente dell'Inter Beppe Marotta, come sempre mai banale.

"Il buon manager moderno deve adeguarsi a un concetto di innovazione, quindi confrontarsi con il mondo del digitale e degli algoritmi. Sono attività da prendere con grande positività, strumenti da mettere a disposizione del manager che deve poi prendere le decisioni finali, ma l'aspetto umano è ancora determinante nel buon esito di un'operazione che riguarda un giocatore".

"Anche nel mio club lavoriamo sull'Intelligenza Artificiale e che tipo di contributo può dare. A volte è capitato di avere calciatori tecnicamente forti, ma deludenti come persone. Per diventare campione il talento deve essere accompagnato da qualità di testa".

(Photo by Marco Luzzani/GettyImages)

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