Il giovane esterno cresciuto nel vivaio granata nella scorsa stagione ha brillato in prestito tra le file della Juve Stabia in Serie B
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Il Torino e Alessio Cacciamani si giurano amore eterno. Il club granata ha blindato il gioiellino del vivaio con un prolungamento contrattuale valido fino al 2031. In un colpo solo il patron Urbano Cairo, ovviamente in totale sinergia con il direttore sportivo Petrachi, ha respinto al mittente le ripetute lusinghe della Roma e l'interesse di altre squadre anche estere.
I giallorossi avevano addirittura offerto sul piatto 15 milioni di euro per il cartellino del talento nato a Jesi il 29 giugno 2007. Le precoci qualità di Cacciamani sono balzate immediatamente agli occhi attenti degli addetti ai lavori. Dalle giovanili del Fano a quelle dell'Ancona il passo è stato breve. Nel 2024 ecco il passaggio in Piemonte alla corte del Torino.
Nella cantera granata gol, assist e prestazioni superlative hanno posto il buon Alessio in una dimensione altolocata fin dal principio. Nella scorsa annata agonistica il Torino ha saggiamente deciso di trasferire in prestito il ragazzo in Serie B nella Juve Stabia. In terra campana Cacciamani ha trovato nel direttore sportivo Lovisa e nel mister rampante Ignazio Abate, quest'ultimo approdato proprio in granata di recente, due punti di riferimento essenziali per un razionale percorso di maturazione.
A Castellammare Alessio trova la dimensione ideale per esprimere al meglio le qualità possedute. Tra campionato cadetto e Coppa Italia per lui 37 gettoni con 2 gol e 2 assist. In estate il Torino lo riporta subito a casa per coltivarne il talento direttamente tra le mura amiche. Al momento nell'annata 2026-2027 Cacciamani ha inanellato 5 presenze fornendo pure un assist ad un compagno.
Alto 1 metro e 75, baricentro medio, corporatura normolinea, struttura fisica ottimamente sviluppata negli arti superiore e inferiori. Sul piano tattico agisce in prevalenza da esterno sul binario sinistro inserito in un assetto di centrocampo a cinque o a quattro (considerando una difesa a tre dietro la linea mediana). Efficace però nel caso anche da ala offensiva in un tridente d'attacco, sempre sul versante mancino. Destro naturale, fa della rapidità nello scatto in profondità e nella capacità di superare il diretto avversario in dribbling le sue doti più marcate. Roberto Mancini lo ha già visionato e, senza ombra di dubbio, lo farà ancora a pochi giorni dell'imminente pausa per la Nazionale italiana pronta ad inaugurare l'ennesimo ciclo di rifondazione.