Capienza ridotta per la storica prima di Champions League. Il presidente dei lariani rinuncia al biglietto per premiare le bandiere storiche del club.
Mirwan Suwarso (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
La prima volta non si scorda mai, ma quella del Como in Champions League rischia di trasformarsi in una vera e propria lezione di stile e appartenenza calcistica. Il Giuseppe Sinigaglia è pronto a vestirsi da sera per una notte che rimarrà impressa a fuoco nella storia della società e dell'intera città. L'attesa è viscerale, il clima è quello delle grandissime occasioni: la favola biancoblù tocca il suo punto più alto nell'élite del calcio europeo.
A rovinare parzialmente la festa d'inizio gara c'è stata però la complessa questione legata ai biglietti. A causa dei rigidi parametri imposti dall'UEFA, la capienza dello stadio comasco ha subito un taglio di circa 2.000 posti rispetto alle gare di campionato, rendendo inagibili le strutture in tubolari non omologate per le competizioni europee. Con poco più di 10.000 seggiolini a disposizione per i sostenitori lariani e 700 biglietti riservati agli ospiti tedeschi, la caccia al prezioso tagliando si è trasformata in un "sold-out" lampo che ha lasciato amareggiati centinaia di appassionati.
In un'epoca in cui il calcio moderno viene spesso additato come freddo, cinico e distante dalle proprie radici, il presidente Mirwan Suwarso ha scelto di tracciare una rotta opposta. Con un messaggio diffuso sui propri canali social, il numero uno del club e alcuni dirigenti hanno annunciato la decisione di rinunciare alle rispettive poltrone in tribuna d'onore. Un gesto spontaneo e tutt'altro che formale, nato dal desiderio profondo di non tagliare fuori chi ha radici viscerali con questi colori.
L'indicazione della proprietà è chiarissima: i posti ceduti dalla dirigenza dovranno essere assegnati prioritariamente ai tifosi storici, nati nel 1950 o negli anni precedenti. L'obiettivo è premiare chi ha sostenuto il Como in ogni categoria, compresi i campi polverosi e dimenticati della Serie D e le stagioni più buie della storia recente. Attraverso l'indirizzo e-mail community@comofootball.com, il club ha invitato l'intera tifoseria a segnalare le "leggende" degli spalti che meritano di vivere dal vivo la magia della prima notte europea.
Nonostante lo sforzo logistico profuso in questi mesi — che ha visto la ricostruzione a tempo di record della Curva di casa per ottenere la licenza europea — i tempi tecnici non hanno consentito ulteriori interventi sugli altri settori dell'impianto, in attesa del progetto definitivo per la costruzione del nuovo stadio. L'imperativo categorico era però uno solo: giocare questa partita storica a casa propria, di fronte al proprio lago e alla propria gente. Il Como si affaccia sul palcoscenico dei giganti con un'eleganza d'altri tempi, ricordando a tutto il movimento sportivo che la vera grandezza di una società risiede nel rispetto assoluto per le proprie radici.