La Germania si candida - in possibile partnership con la Francia - per ospitare un Mondiale tra il 2038 e il 2042. L'annuncio è arrivato da Axel Hellmann, membro del consiglio di amministrazione della federazione tedesca, in un'intervista
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La Germania punta alla Coppa del Mondo. No, non solo nel mero senso sportivo - viste anche le ultime prestazioni iridate che hanno portato uno dei pilastri del movimento nazionale, Jürgen Klopp, sulla panchina della Mannschaft - , ma puntando ad ospitare l’edizione 2038 o 2042 del torneo iridato. Ad annunciato è stato il CEO dell'Eintracht Francoforte e membro del consiglio direttivo della DFB, Axel Hellmann in un'intervista rilasciata a Foot Mercato.
L’ostacolo concreto per un ritorno della Coppa del Mondo in Germania - dopo l’ultima volta avvenuta nel 2006, piacevole ricordo per l’Italia - sopraggiungerebbe dalle attuali regole FIFA sulla rotazione dei continenti.
Al momento, Europa e Africa - con Spagna, Portogallo e Marocco - saranno teatro dell’edizione 2030 della manifestazione, insieme al Sud America che ospiterà - in Argentina, Paraguay e Uruguay - le gare d’esordio per celebrare il Centenario del torneo. Tale combinazione complica la strada alle ambizioni tedesche, destinati, con ogni probabilità, a miglior fortuna per l’appuntamento del 2042.
Difatti, con l’assegnazione all’Asia per il 2034 - in Arabia Saudita - , il Mondiale 2038 andrebbe a giocarsi o, nuovamente, in Nord America - con Stati Uniti, Canada e Messico - o in Oceania. Tuttavia, con l’Australia iscritta alla Confederazione asiatica, gli States sembrano essere i candidati più forti. Di fatto, solo una modifica del regolamento da parte della FIFA riaprirebbe le speranze della Germania, che a quel punto potrebbe cogliere l’opportunità presentando una candidatura congiunta con la Francia.
La questione delle infrastrutture dovrebbe giocare un ruolo chiave, ambito in cui la Germania è già all’avanguardia, come dimostrato dal recente Europeo del 2024. Pur sottolineando la necessità di ammodernare alcuni impianti, Hellmann evidenzia come un Mondiale possa fare da propulsore per una campagna di investimenti analoga a quella del 2006.
Secondo il dirigente tedesco, tuttavia, la politica dei prezzi adottata per la kermesse nordamericana andrebbe rivista. Un ridimensionamento dei costi dei tagliandi garantirebbe infatti una maggiore accessibilità ai tifosi e, in particolare, ai giovani. 'Il calcio è lo sport del popolo e, in un certo senso, appartiene al popolo', ha sottolineato sulla questione.