Una taglia contro il pezzotto: LaLiga lancia la campagna "Protezione del Calcio Legale", offrendo ricompense in denaro a chi denuncia trasmissioni illecite nei locali pubblici
Il calcio spagnolo alza l'asticella nella lotta contro la pirateria audiovisiva. L'ente guidato da Javier Tebas ha presentato ufficialmente una nuova iniziativa strategica, inserita nel quadro della campagna "Protezione del Calcio Legale", per contrastare la diffusione non autorizzata delle partite. La novità principale? Il coinvolgimento diretto dei tifosi, che potranno ricevere una ricompensa di 50 euro per ogni segnalazione che porti all'accertamento di un'infrazione.
Il progetto punta a scovare bar, ristoranti, hotel e strutture commerciali che trasmettono le sfide de LaLiga senza possedere le licenze necessarie. Per ottenere il premio, il cittadino deve fornire informazioni precise e verificabili.
Il processo si articola in tre fasi:
Non si tratta solo di segnalazioni umane. Da anni LaLiga investe in software di monitoraggio avanzato capaci di individuare flussi illegali in tempo reale. Grazie a collaborazioni strette con i provider internet (ISP) e le piattaforme digitali, l'organizzazione riesce a bloccare tempestivamente siti web e applicazioni pirata. Dal punto di vista giudiziario, la linea è durissima: l'obiettivo è ottenere pene più severe per chi gestisce queste reti criminali, poiché la pirateria sottrae centinaia di milioni di euro all'anno al sistema calcio, danneggiando club, sponsor e la competitività del campionato stesso.
"Le trasmissioni illegali rappresentano una minaccia esistenziale per l'industria del calcio europeo," ha ribadito il presidente Javier Tebas, sottolineando come la protezione dei diritti mediatici sia il pilastro su cui poggia il futuro finanziario dei club spagnoli.
Oltre al danno economico per lo sport, LaLiga mira a sensibilizzare il pubblico sui pericoli che corrono gli spettatori "pirata". Utilizzare piattaforme non ufficiali espone infatti gli utenti a:
Con questa mossa, LaLiga non solo rafforza il proprio modello di business, ma trasforma il tifoso in un alleato attivo per garantire che le risorse del calcio rimangano all'interno del circuito legale, a beneficio di tutto il movimento sportivo.