La Serie A sonda il mercato per il prossimo accordo sui diritti TV

Come la Bundesliga, anche la Serie A inizia a sondare il mercato per la prossima vendita dei diritti TV. Il campionato italiano punta a colmare il gap con Premier League e LaLiga. L’obiettivo è quello di incassare 4,3 miliardi per il triennio 2024/27.

Il mercato dei diritti TV nel calcio è già in fermento.

Uno degli introiti più importanti per leghe e club sono i diritti di trasmissione televisiva delle varie gare dei campionati nazionali.

Anche la Serie A, come altri campionati di calcio europei, si prepara per concludere in fretta nuovi accordi, più remunerativi degli attuali, sui diritti di trasmissione TV a partire dalla stagione 2024/25.

Secondo alcuni media, già ci sono state le prime mosse con il massimo campionato di calcio italiano che sta valutando diverse opzioni nel tentativo di aumentare le entrate rispetto all'attuale accordo con DAZN che vale circa 2,5 miliardi di euro per il triennio 2021/24. Tra gli acquirenti, per un pacchetto differente nello stesso triennio, c’è anche Sky Italia che ha investito circa 263 milioni di euro, con un raggio d’azione limitato.



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Cifre comunque ben diverse da quelle fatte registrare dalla Premier League che con i soli diritti TV nazionali, cioè all’interno del Regno Unito, incassa circa 5,8 miliardi di euro.

La volontà del management della lega italiana è quello di diminuire il margine con gli altri campionati.

Tra gli accordi da migliorare ci sono sicuramente quelli relativi al mercato esterno all’Italia, dove per il triennio 2021/24 la Serie A incassa poco più di circa 670 milioni di euro (6,4 miliardi di euro la Premier League per il 2022/25).



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Proprio questo asset, il mercato estero, sarà il punto di partenza per la lega guidata da Luigi De Siervo che sta spingendo per portare le entrate generate dalla vendita dei diritti TV internazionali del campionato a circa 1,1 miliardi di euro per il 2024/2027 e 1,9 miliardi di euro per il triennio successivo (2027/30). Proprio per questo al Serie A si sta muovendo in alcune regioni per cercare di guadagnare un vantaggio importante sul mercato, vedi l’apertura di altre sedi negli Stati Uniti e nella regione MENA.

A livello nazionale, l’obiettivo della Serie A è quello di incassare 3,2 miliardi di euro per il triennio 24/27 e 3,4 miliardi di euro per quello successivo.

Le strategie

Incassare il doppio rispetto al triennio attuale è un’impresa molto ardua per il management della lega.

Una delle opzioni più plausibili per arrivare a questo obiettivo è sicuramente quella di attingere a investimenti esterni. Goldman Sachs e JPMorgan, sono alcune delle aziende che secondo Sports Pro Media si sono interessate ai diritti TV della Serie A.

JP Morgan sembrerebbe disposto a versare 700 milioni di euro e 1 miliardo di euro in finanziamenti bancari, con i diritti che fungono da garanzia dell'investimento.



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Sul tavolo di De Siervo potrebbe tornare anche un vecchio accordo saltato nel 2021 per il blocco imposto da alcuni club.

Si tratta dell’offerta da 1,7 miliardi di euro da parte di un consorzio guidato da CVC Capital Partners, che comprende anche Advent International e FSI. Più recentemente, anche Apollo Global Management e Searchlight Capital, insieme a un gruppo di fondi guidati da Carlyle Group Inc, hanno espresso interesse ad acquistare i diritti TV della Serie A.

Un nuovo regolamento

La Serie A sta pensando, visto l’interesse di più parti, di togliere l’esclusività a tutti gli accordi che riguardano i diritti TV, stesso sistema adottato dalla Serie BKT, che è riuscita a triplicare i suoi ricavi televisivi per il 2021/24 attraverso accordi con DAZN, Sky e Helbiz.

Se si dovesse seguire questa strada, secondo quanto riferito, sarà sostenuta dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).



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Le linee guida per il prossimo ciclo di diritti specificano che le partite del campionato dovrebbero essere trasmesse dal maggior numero di operatori possibile, ciò potrebbe servire a ridurre, parzialmente, il prezzo medio per i consumatori e ad aumentare le entrate per la lega.

Inoltre, è stato depositato un emendamento per estendere da tre a cinque anni la durata massima degli accordi che riguardano la vendita dei diritti TV nazionali per tutte le leghe sportive professionistiche.



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