Grazie ai suoi puntuali report consigliò caldamente i possibili innesti di numerosi calciatori per i rossoneri, tra cui il bomber ucraino e l'esterno Donadoni
Italo Galbiati fa rima con intuizione. Un accostamento non casuale, ma giustificato dalle capacità professionali di una figura storica per il Milan e per l'intero calcio italiano. Fedele scudiero di Fabio Capello tra Diavolo, Real Madrid, Roma, Juventus e Nazionale russa. Mente fine capace di studiare al meglio i principi tattici delle squadre avversarie e di scovare talenti in erba futuribili visionando un numero infinito di partite in giro per l'Europa.
Italo Galbiati ha vissuto intensamente per il pallone amandolo alla follia. Un grande professionista, un uomo dai sani valori e un conoscitore vero della disciplina più idolatrata al mondo. Classe 1937, da calciatore buon centrocampista. Ha militato nell'Inter, nella Reggina, nel Lecco e nel Como. Appesi gli scarpini al chiodo ecco la carriera in panchina. Prima da capo allenatore nella Puteolana, successivamente da timoniere del team Primavera del Milan e ancora dopo traghettatore subentrante e vice sempre in rossonero.
Il sodalizio con Fabio Capello è stato senza dubbio il più longevo, dentro e fuori dal campo. Colleghi e fraterni amici. Galbiati era la spalla perfetta del capo mister. Il grande Milan granitico in difesa e letale in attacco, il Real Madrid pragmatico e vincente, la Roma scudettata di inizio 2000. Insomma, avventure e vittorie senza soluzione di continuità in Italia e in ambito internazionale.
Questo e tanto altro è stato il compianto Italo. Collaboratore in panchina ma anche, e soprattutto, osservatore e talent scout in giro per il globo. Perfette e precise le sue relazioni sui talenti pronti a sbocciare scoperti macinando chilometri in ogni dove. Il 5 novembre 1997 al Camp Nou si gioca Barcellona-Dinamo Kiev valevole per la Champions League. In tribuna c'è Galbiati che si gusta il match e predispone un minuzioso report dedicato al rampante enfant prodige ucraino Andriy Schevchenko. Minuzioso, ma al contempo incredibilmente breve. Pochi fronzoli, tanta ciccia nel contenuto. “Giocatore fortissimo fisicamente, veloce, rapido nel dribbling. E' in possesso di fantasia, calcia bene con entrambi i piedi, fa gol, forte nel gioco di testa. Gioca su tutto il fronte d'attacco, sa chiamare la profondità come pochi giocatori. Considerando la sua giovane età sono rimasto impressionato per la sua facilità di gioco. E' un giocatore emergente”. Nell'intestazione dell'elaborato i dati essenziali: “Giocatore: Schevchenko; classe: 1976; ruolo: punta; società: Dinamo Kiev; altezza: cm. 181-182”. Chapeau.