Il Tribunale di Barcellona ha ribaltato l'accusa nei confronti del club blaugrana nel caso Negreira

Il tribunale ha respinto anche la sentenza contro gli altri dirigenti, tra cui Sandro Rosell e Josep Maria Bartomeu.

Respinta la richiesta del club di assumere il ruolo di accusa privata nel procedimento

 L'Alta Corte di Barcellona ha ritirato le accuse contro il FC Barcelona per corruzione nel caso Negreira, così come contro Joan Laporta, gli ex presidenti Josep Maria Bartomeu e Sandro Rosell, e il resto dei dirigenti indagati nel caso.

La 21ª Sezione del Tribunale di Barcellona ha accolto i ricorsi presentati dagli avvocati dei dirigenti e ha revocato l'ordinanza che attribuiva il reato di corruzione agli indagati.

Quando il magistrato Joaquín Aguirre ha accusato la dirigenza blaugrana, ha sostenuto che la Reale Federazione Calcistica Spagnola (Rfef) esercita funzioni di natura pubblica e che l'ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri (CTA), Enríquez Negreira, deve essere considerato un pubblico ufficiale.

La situazione

Ora, l'Audiencia conclude che Negreira non lo era. Infatti, "è stato nominato da un'autorità competente", inoltre le sue funzioni non possono essere classificate come "di interesse generale, per quanto interesse possano avere per i tifosi di calcio".

I magistrati hanno rimproverato ad Aguirre di essere incorso in una certa contraddizione nell'ordinanza dello scorso settembre, dato che imputava un reato di corruzione al direttore, ma allo stesso tempo manteneva una qualifica alternativa nel caso in cui la sua tesi principale fosse stata scartata. "Tutte le motivazioni della delibera sono esclusivamente e apparentemente finalizzate a giustificare lo status di pubblico ufficiale di Negreira".

Secondo i calcoli della Procura, Negreira avrebbe intascato più di 7,3 milioni di euro, per cui si cerca di capire perché il club abbia versato ingenti somme di denaro all'allora vicepresidente del Comitato tecnico degli arbitri (CTA).

L'indagine ha accreditato pagamenti a partire dal 2001, anche se tutto fa pensare che l'operazione sia iniziata negli anni '90, durante la presidenza del defunto Josep Lluís Núñez.

La Procura ritiene che vi siano indizi di un reato di corruzione commerciale commesso dal club.

La richiesta del Barcellona

A maggio, lo stesso FC Barcelona ha chiesto di essere ammesso come accusa privata (in Spagna è la posizione procedurale con la quale la vittima o la persona lesa accusa penalmente l'autore del fatto criminoso) nel caso Negreira e quindi di avere il doppio status, oltre a quello di indagato.

Tuttavia, a giugno, la Procura si è opposta alla partecipazione della squadra blaugrana al caso, sostenendo che, nel caso dell'ente presieduto da Joan Laporta, era incompatibile esercitare l'accusa contemporaneamente allo status di indagato.



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