Sarà sfida scudetto? Presto per dirlo, ma certamente le chiavi tattiche sono molte e stimolano specifiche riflessioni. Due sistemi similari che seguono principi in buona parte differenti. Andiamo nel dettaglio
Photo by Marco Luzzani/Getty Images
Roma-Napoli vuol dire Gasperini contro Conte. Una sfida nella sfida tra filosofie di gioco complementari ma, al tempo stesso, ben distinte. All'Olimpico vedremo con ogni probabilità una gara tesa, combattuta in mediana e che potrebbe risolversi con singoli episodi. Perché? Semplice, sul piano squisitamente tattico le contendenti dovrebbero schierarsi con il medesimo sistema.
Da un lato il 3-4-1-2 giallorosso, dall'altro il 3-4-2-1 partenopeo. Muta qualcosa all'altezza della trequarti, ma per il resto la disposizione sarà praticamente a specchio. Questo comporta la concretizzazione sul terreno di gioco di numerosi duelli uno contro uno tutti da gustare. Chi cade al tappeto per primo, al 90% rischia di avere la peggio sul manto dell'impianto capitolino. Mancini, Ndicka ed Hermoso dovranno vigilare sul trio Hojlund-Neres-Lang, cercando di giocare sovente la carta dell'anticipo in pieno stile gasperiniano. Sull'altra sponda Beukema, Rrahmani e Buongiorno saranno chiamati a fronteggiare la fluidità continua assicurata da Dybala, Soulé e Pellegrini. La Roma volutamente non dovrebbe disporre in partenza di una punta boa come Ferguson.
Poi ci sono le corsie laterali. I famigerati “quinti” scriveranno buona parte della storia della contesa tra giallorossi e azzurri. Il Napoli vedrà titolari molto probabilmente capitan Di Lorenzo a destra e Olivera a sinistra. I due interpreti azzurri dovranno vedersela con gli illustri colleghi romanisti Celik e Wesley. Il brasiliano posizionato a piede invertito sul settore mancino sta offrendo una interessante opzione alle sortite offensive capitoline. Le catene esterne, chiamate “terziglie” un tempo dal boemo Zeman, presentano retroscena da non sottovalutare. Sappiamo che la Roma sa coinvolgere attivamente nelle manovre d'attacco del binario destro anche il “braccetto” arretrato Mancini, il quale forma triangoli minacciosi con Celik e Soulé. Tendenzialmente, invece, Hermoso rimane bloccato in copertura sulla sinistra lasciando ampio spazio a Wesley e a Dybala che dialogano con brillantezza.
Occhio in aggiunta alle mini-partite che si formeranno a centrocampo. In mediana ci sarà molto traffico. Per la Roma Cristante e Koné offrono il mix perfetto di quantità-qualità, con Pellegrini a far da pendolo tra zona nevralgica e trequarti. D'altro canto il duo Lobotka-McTominay dovrà gestire al millimetro movimenti e scelte nelle due fasi di gioco al cospetto del medesimo reparto avversario potenzialmente in superiorità numerica.
Il Napoli potrebbe sfruttare un'arma segreta in grado, forse, di sorprendere la Roma. Parliamo delle azioni in contropiede che, numeri alla mano e in relazione anche al match perso di misura contro il Milan a San Siro qualche settimana fa, i giallorossi soffrono per naturali caratteristiche tattiche. I ragazzi di Gasperini tendono infatti a conservare una netta supremazia territoriale mediante una ramificata manovra, con il rischio in parte calcolato di prendere acqua sui capovolgimenti. Esiste, infine, una remota possibilità che Antonio Conte possa optare per una disposizione a 4 in difesa. Il tecnico pugliese nelle recenti uscite ha trovato un equilibrio quasi perfetto con un modulo a 3 in trincea e non dovrebbe abbandonare la nuova strada tracciata.