La Bundesliga si allinea alle regole delle competizioni continentali messe in piedi dall'UEFA e applica una limitazione di spesa pari al 70% dei ricavi per singolo club
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Un nuovo capitolo per l’economia della Bundesliga. L’assemblea, comprende i due massimi livelli del calcio professionistica, ha approvato una nuova norma tesa a limitare la spesa sportiva al 70% dei ricavi per ogni singolo club. La proposta si allinea alle misure UEFA sulla sostenibilità e punta a promuovere una maggiore concorrenza interna.
Le tempistiche parlano di un regolamento introdotto a partire dalla stagione 2026/2027, con obiettivo di piena attuazione entro l’annata sportiva 2028/2029. Il modello, ispirato ai modelli di sostenibilità finanziaria applicate alle squadre partecipanti alle competizioni europee, apre ad una serie di multe e sanzioni, che vanno dalla detrazione di punti alle limitazioni sui tesseramenti di nuovi calciatori, in caso di mancata applicazione delle regole.
La promozione della competitività, accennata in apertura, è sancita da una distinzione tra i club partecipanti ai tornei continentali e non. A questi ultimi, infatti, verrà garantita un margine maggiore di manovra d’azione per gli investimenti al fine di ridurre il gap dalle altre.
Una decisione importante, messa in atto in un momento di benessere finanziario per il calcio tedesco, dove la Bundesliga ha concluso la stagione precedente, la 2024/2025, con un guadagno di 242,1 milioni di euro, mentre la 2. Bundesliga ha chiuso 29,5.