L’evento di Budapest ha rappresentato inoltre una nuova tappa internazionale del percorso di avvicinamento al Social Football Summit 2026, in programma il 10 e 11 novembre all’Allianz Stadium di Torino
Football Benchmark e Social Football Summit hanno riunito a Budapest, il 29 maggio, alcuni tra i principali stakeholder del settore calcistico internazionale per “The Business of European Football: Growth, Value, and Sustainability”, evento andato in scena alla vigilia della finale di UEFA Champions League.
L’evento di Budapest ha rappresentato inoltre una nuova tappa internazionale del percorso di avvicinamento al Social Football Summit 2026, in programma il 10 e 11 novembre all’Allianz Stadium di Torino. Dopo gli appuntamenti SFS Snack organizzati nei mesi scorsi a Roma e Firenze, e in vista dei prossimi eventi previsti a Milano e Londra, l’incontro di Budapest ha ulteriormente consolidato il ruolo di SFS come piattaforma internazionale di confronto e networking per l’industria del calcio.
Moderato da Pedro Pinto, l’evento ha approfondito le principali tendenze che stanno plasmando oggi il business del calcio, con discussioni focalizzate su crescita, creazione di valore e sostenibilità nel mondo del football. Dall’aumento del valore dei principali club europei al ruolo della disciplina finanziaria nel sostenere lo sviluppo di lungo periodo, passando per approcci innovativi alla crescita dei club e alla gestione del carico di lavoro dei calciatori in un calendario sempre più fitto, i relatori hanno affrontato alcune delle questioni strategiche più rilevanti per il settore.
La sessione inaugurale ha analizzato i risultati dell’ultimo report di Football Benchmark “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2026” e i fattori che guidano la creazione di valore nel lungo periodo nel calcio europeo.
Le discussioni hanno evidenziato come i principali club siano diventati brand riconosciuti a livello globale, sostenuti dalla crescita dei ricavi commerciali, dal coinvolgimento internazionale dei tifosi, dagli investimenti infrastrutturali e dalla continuità dei risultati sportivi.
Andrea Sartori, Founder & CEO di Football Benchmark, ha sottolineato la straordinaria crescita registrata dai top club europei negli ultimi anni.
“La crescita del calcio europeo d’élite nell’ultimo decennio è stata straordinaria. Tra i principali indici finanziari mondiali, solo il Nasdaq ha registrato performance superiori rispetto alla creazione di valore generata dai principali club europei. Si tratta di un risultato eccezionale per un’industria che, pur rimanendo relativamente piccola dal punto di vista economico, trae enorme forza dal proprio significato culturale unico e dalla capacità di costruire brand globalmente rilevanti.
Le finaliste di questa stagione di UEFA Champions League rappresentano perfettamente questa tendenza. Il Paris Saint-Germain ha costruito uno dei brand sportivi più forti al mondo, mentre l’Arsenal ha dimostrato come uno sviluppo sportivo e commerciale paziente possa tradursi in una significativa crescita di valore nel lungo periodo.”
La discussione ha inoltre approfondito il ruolo delle normative sulla sostenibilità finanziaria nel promuovere una maggiore disciplina finanziaria all’interno del panorama calcistico europeo.
“Le normative hanno contribuito a un significativo aumento della disciplina finanziaria nel calcio europeo. Oggi molti dei principali club sono organizzazioni altamente professionali, capaci di generare ricavi importanti e di operare con una mentalità manageriale molto più sviluppata rispetto a vent’anni fa”, ha dichiarato Andrea Traverso, Executive Director of Financial Sustainability & Research di UEFA.
La seconda sessione si è concentrata sulla crescita del Como 1907, passato dalle categorie inferiori italiane alla qualificazione in UEFA Champions League, e sulle scelte strategiche che hanno sostenuto lo sviluppo del club sia dentro che fuori dal campo.
Il Presidente del Como 1907, Mirwan Suwarso, ha riflettuto sull’importanza della cultura aziendale nel guidare il percorso di crescita del club.
“La cultura è stata la decisione più importante che abbiamo preso. A partire da Cesc [Fàbregas], che ha trasmesso alla squadra la convinzione di poter competere in ogni sfida.
Questo atteggiamento si è diffuso in tutto il club, dove anche [Thierry] Henry e [Raphaël] Varane ci spingono costantemente a migliorarci. Insieme alle persone che lavorano nel club, abbiamo volutamente scelto figure capaci di pensare in modo diverso, senza limitarsi a seguire modelli tradizionali. Come club con obiettivi ambiziosi, abbiamo scoperto che questa mentalità ha favorito la nostra crescita sia dentro che fuori dal campo.”
Suwarso ha inoltre parlato delle opportunità e delle responsabilità legate alla nuova fase di crescita del club dopo la qualificazione alla UEFA Champions League.
“La qualificazione in UEFA Champions League è qualcosa che non possiamo dare per scontato. Ci offre l’opportunità di accelerare ciò che stiamo costruendo, non solo dal punto di vista sportivo e competitivo, ma anche in termini di innovazione, crescita organizzativa e sviluppo del club.”
La discussione ha evidenziato come i club stiano perseguendo modelli di sviluppo sempre più differenziati, capaci di combinare ambizione sportiva e crescita organizzativa, commerciale e culturale di lungo periodo.
Se da un lato la continua crescita del calcio rappresenta un’enorme opportunità per club, competizioni e stakeholder del settore, la sessione conclusiva si è concentrata sulla necessità di garantire che tale crescita rimanga sostenibile per il gioco stesso.
Riunendo rappresentanti di FIFPRO, PFA ed European Leagues, il dibattito ha affrontato temi come il carico di lavoro dei calciatori, l’espansione del calendario e il delicato equilibrio tra sviluppo commerciale, qualità del prodotto sportivo e tutela degli atleti.
Maheta Molango, Chief Executive della Professional Footballers’ Association (PFA) e membro del Board di FIFPRO, ha sottolineato l’importanza di rimettere il gioco al centro delle discussioni sul futuro del calcio.
“Dobbiamo tornare a mettere il gioco al centro di tutto. Troppo spesso il calcio si concentra su tutto ciò che ruota attorno al gioco, invece che sulla qualità del gioco stesso. La crescita dell’industria è positiva, ma i calciatori e la qualità del prodotto sul campo devono restare al centro del processo decisionale.”
Concludendo il dibattito, Alberto Colombo, Managing Director e General Secretary di European Leagues, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra tutti gli attori del settore.
“Le decisioni che riguardano il calendario impattano l’intero ecosistema del calcio: leghe, calciatori, club e tifosi. Questa realtà richiede l’implementazione di un dialogo sociale strutturato e di riforme nella governance che consentano processi decisionali più inclusivi ed equilibrati, capaci di tenere conto degli interessi di tutti gli stakeholder.”
Nel corso delle tre sessioni, i relatori hanno riflettuto su un’industria calcistica che continua a crescere in termini di dimensioni, valore e rilevanza globale. Le discussioni hanno evidenziato come, se da un lato il calcio continui a creare nuove opportunità, dall’altro la sua crescita comporti una serie di importanti considerazioni di sostenibilità nel lungo periodo.
Nel corso dei saluti finali, Riccardo Nasuti, Strategic Advisor di Social Football Summit, ha inoltre sottolineato come il futuro del calcio non sarà definito soltanto dai ricavi o dal successo commerciale, ma dalla capacità dell’intero settore di costruire ecosistemi sostenibili sotto il profilo finanziario, organizzativo e umano.