Non solo Red Bull e City Football Group: il modello multi-club nel calcio europeo

Numerose sono ormai le proprietà che possiedono più club nel calcio mondiale. Da diversi anni c'è stato un cambiamento radicale in questa strategia che ha generato vari modelli di gestione.

La Premier League è uno dei campionati in cui gli investimenti stranieri vanno per la maggiore.

Come riportato da The Athletic, numerosi sono i club in mano a proprietà o Gruppi d’investimento provenienti da fuori i confini del Regno Unito.

Queste proprietà oltre che investimenti e liquidità hanno portato anche una concezione diversa di gestione di una società di calcio, con le collaborazioni tra società che stanno prendendo sempre più piede, creando un vero e proprio modello di gestione.

Todd Boehly, il nuovo comproprietario americano del Chelsea ha da poco annunciato la possibilità di creare un portafoglio sportivo per i Blues, acquisendo altri club di calcio.



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Boehly e il gruppo di imprenditori da lui guidato ha già partecipazioni nei Los Angeles Lakers per il basket e nei Los Angeles Dodgers della MLB, quindi non è estraneo a possedere più squadre.

Questo approccio, tuttavia, non è nuovo.

Se il progetto espansionistico andrà in porto, il Chelsea diventerebbe il decimo club della Premier League a far parte di un modello multi-club.

Arsenal, Brentford, Brighton, Crystal Palace, Leicester, Manchester City, Nottingham Forest, Southampton e West Ham hanno in essere collegamenti con altri 25 club sia in Europa che nel resto del mondo.

Il modello multi-club in Europa

Venti club tra Serie A, Ligue 1 e LaLiga fanno parte di modelli multi-club.

Gli investimenti statunitensi sono quelli più presenti. I proprietari di Milan, Bologna, Genoa e Fiorentina provengono dagli Stati Uniti e hanno partecipazioni anche in altri club.

In Italia, la possibilità dei proprietari di gestire più club nello stesso campionato professionistico è vietata e può rappresentare degli ostacoli.



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Claudio Lotito, proprietario della Lazio, è stato costretto a cedere la Salernitana a gennaio dopo che quest'ultima ha raggiunto la promozione in Serie A, con il rischio per il club campano di essere espulsa dalla massima serie.

Una prospettiva simile la affronterebbe il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis se il Bari, in Serie B riuscisse a salire in massima serie al termine di questa stagione.

Anche la Bundesliga tedesca, molto restia agli investimenti esterni e sede del modello di proprietà 50+1, ha tre club collegati ad altri al di fuori dei confini nazionali: Augsburg, Kaiserslautern e RB Lipsia.

Nei cinque maggiori campionati europei, il 32,7% delle squadre fa parte di modelli multi-club, legati a una rete complessiva di altre 91 squadre.

Nel Regno Unito è un modello consolidato

Nel Regno Unito la Brexit ha incentivato il propagarsi di questo modello di business e la proprietà di più club è destinata a crescere anziché ridursi.

I club vedono questa strategia come uno strumento che può aiutare a eludere le regole di approvazione del Consiglio di amministrazione (GBE) post-Brexit, oltre a essere un modo utile per far crescere i calciatori del settore giovanile.

La Brexit ha reso più difficile per i calciatori ottenere un permesso di lavoro e, nel sistema GBE, i campionati di tutta Europa sono classificati in base alla qualità e allo status.

LaLiga, ad esempio, è in fascia 1 e quindi vale più punti per il sistema GBE, mentre la Superliga danese è in fascia 5 e vale meno punti. C'è una ragione per cui i club con sede nel Regno Unito cercano squadre in Belgio, Portogallo, Turchia e Paesi Bassi, e ha a che fare con la loro posizione nel sistema GBE.

Il City Football Group (CFG), la holding di proprietà dell'Abu Dhabi United Group di cui il Manchester City è il club capofila, con un gruppo che racchiude 11 club di diversi paesi tra cui India, Australia, Stati Uniti e Giappone.

Il CFG è la holding calcistica più importante è più solida finanziariamente, quando si tratta di proprietà multi-club e il modello sta già fruttando a tutti gli azionisti.



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Il proprietario del Brentford Matthew Benham ha ottenuto molti vantaggi ad avere più di un club nel suo portafoglio, assicurandosi una quota di maggioranza del 75% del club danese del Midtjylland nel 2014.

Tony Fernandes ha fondato il Petaling Jaya Rangers in Malesia nel 2011, lo stesso anno in cui ha acquistato QPR. I due club hanno annunciato una partnership nel 2016, che ha visto il QPR creare un'accademia in Malesia e fornire il know-how di tecnici e preparatori per la formazione di calciatori e allenatori.

Il Fleetwood Town della League One ha fatto qualcosa di simile l'anno scorso.

Il loro proprietario, Andy Pilley, ha fondato nuovi club negli Emirati Arabi Uniti e in Sud Africa nella speranza di sviluppare calciatori fuori dal Regno Unito, "Siamo esperti nella creazione di squadre di calcio e nello sviluppo di giocatori ed è qualcosa che siamo davvero entusiasti di fare negli Emirati Arabi Uniti e in Sud Africa", ha affermato Pilley, “Siamo un club lungimirante. Una cosa è per il Manchester City avere una rete di club, ma chi avrebbe mai pensato che il piccolo Fleetwood avrebbe seguito la stessa strada”.

Il Southampton è l'ultima squadra inglese ad entrare nel mondo multi-club.

La nuova proprietà ha annunciato l’acquisto di una quota del 70% nella squadra turca del Goztepe ad agosto. Sport Republic, il gruppo proprietario del club ha già espresso l’obiettivo di aumentare questo tipo di acquisizioni.

Molti degli investitori americani della Premier League avevano già partecipazioni in franchising sportivi prima di cimentarsi nel calcio inglese.



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Il proprietario dell'Arsenal Stan Kroenke ha un portafoglio che include la squadra della MLS Colorado Rapids, i campioni della NFL Los Angeles Rams, i Denver Nuggets e Milwaukee Bucks della NBA e i campioni in carica di hockey su ghiaccio della NHL, i Colorado Avalanche.

Il gruppo di Kroenke è seguita da vicino da quella di Dave Blitzer, un americano che detiene il 18% del capitale di Palace. Blitzer può contare tra le squadre incluse nel suo portfolio i Philadelphia 76ers (NBA), i New Jersey Devils (NHL) e i Cleveland Guardians (MLB).

Oltre a possedere il Manchester United dal 2005, la famiglia Glazer è proprietaria dei Tampa Bay Buccaneers della NFL. Il Fenway Sports Group proprietario del Liverpool, ha anche azioni dei Boston Red Sox (MLB) e dei Pittsburgh Penguins (NHL).

L’espansione del modello multi-club comporterà un blocco a questo sistema di business, perchè sarà più difficile acquisire club sul mercato. Resta il fatto che il modello multi-club porta numerosi vantaggi a chi decide di applicarlo, sia a livello tecnico che manageriale.



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