2 esempi di personal branding creati attraverso la leadership

Foto dal profilo Instagram di Cristiano Ronaldo

Se è vero che i nostri valori e atteggiamenti, determinano gran parte di quella che è la nostra comunicazione personale all’esterno, possiamo considerare la leadership tra gli elementi contraddistintivi del nostro ecosistema di personal branding.

Quello che trasmettiamo agli altri, è spesso traslato attraverso quello che facciamo, nei momenti in cui non ci dotiamo necessariamente di comunicazione verbale.

Ogni giorno sul magazine Social Media Soccer parliamo di comunicazione e social media marketing. Per questa volta facciamo un passo diverso, ma non troppo differente da quello che è il nostro stile giornaliero, per segnalare due personaggi da cui prendere spunto (soprattutto in ottica di comunicazione) e mettere in evidenza un’iniziativa di crescita personale, interessante per chi vive il mondo del digital, le realtà aziendali o il contesto delle startup.

Qui ed ora: Cristiano Ronaldo

Nelle neuroscienze e nella psicologia, viene descritto un fattore che sicuramente avrete vissuto sulla vostra pelle, in un momento particolare della vostra vita. Un fattore scatenante, uno status temporaneo, che vi ha permesso di raggiungere obiettivi al di sopra della media.

Questo fattore viene definito “flusso” *: uno stato di coscienza, soprannominato anche esperienza ottimale, che ci permette di immergerci in un’attività al massimo della focalizzazione.

* Lettura consigliata: “L’Intelligenza Emotiva” di Daniel Goleman.

Parliamo di quell’esperienza in cui riusciamo a compiere un’attività al massimo delle nostre capacità (in alcuni casi spingendoci anche oltre), quasi senza sentire nessuna fatica o difficoltà percepita.

Il flusso nel contesto in cui ci muoviamo ogni giorno, ovvero lo sport e più specificatamente il calcio, viene chiamata trance agonistica. Anche se è più giusto affibbiare questa espressione esclusivamente agli atleti.

Un esempio esemplare di trance agonistica lo abbiamo potuto osservare qualche giorno fa nella prestazione di Cristiano Ronaldo. Uno che ci ha ormai abituati a esperienze del genere, ma non per caso.

Probabilmente perché Cr7 rientra in quella categoria di atleti che sembrerebbe aver percepito meglio di altri, come favorire il raggiungimento di questo status.

A vederlo in campo (ma anche fuori, e qui ritorna il discorso della comunicazione e del personal branding), Cristiano Ronaldo ci appare come un devoto della filosofia del Hic et Nunc, il qui e ora.

La nostra concentrazione verso l’attività che stiamo per svolgere, non ammette proroghe o minime distrazioni stando a questo principio. L’allenamento costante e il qui ed ora, possono essere gli elementi micidiali della nostra comunicazione, di quella degli altri e della nostra leadership.

CR7 docet.


L’importanza di essere sé stessi: Julio Velasco

Siamo in molti a riconoscere la figura sportiva e umana di Velasco. Siamo probabilmente in pochi a ricordarlo ai tempi della Lazio, momento in cui rivestiva il ruolo di direttore generale.

Nel 1998, esattamente nel ciclo che portò al club la vittoria della Coppa delle Coppe, Velasco racconta un aneddoto particolare, quando si impose per facilitare il lavoro di due fratelli magazzinieri che all’epoca lavoravano con la Lazio.

L’aneddoto è descritto nel video che troverete a fine paragrafo, e vi consigliamo di investire 13 minuti del vostro tempo per guardarlo tutto. Velasco oggi gira l’Italia per tenere corsi sulla leadership, e vanta una cura del suo brand personale che fa invidia a chi come nel suo caso, ha trascorso gran parte del tempo a fare l’allenatore.

Uno dei pilastri fondamentali secondo Velasco, è racchiuso nell’autenticità: l’essere sé stessi. Un consiglio che può sembrare scontato, ma che rappresenta il primo vero grande passo da compiere, per iniziare a comunicare il nostro personaggio e i nostri valori.

Nel lungo periodo risulta impossibile incarnare la persona che non siamo, e questo è da enunciare tra gli assiomi della comunicazione, sia personale che aziendale.

In caso contrario, il danno d’immagine che possiamo procurare a noi stessi o al nostro club – brand, potrebbe non essere rimediabile. In quella che è stata definita anche in maniera ridondante l’era della comunicazione digitale e del personal branding, coltivare e studiare le doti della leadership, o affiancarci ad esperti, è da considerarsi un opzione da prendere in considerazione.

Formarsi per non fermarsi!

La redazione di Social Media Soccer

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