Viaggio nel backstage di un team esports: il caso di successo di Exeed

Il mercato dell'esports sta generando numeri pari agli sport tradizionali.

Anche in Italia stanno nascendo squadre che trattano le competizioni con una vera struttura professionistica. Ecco l'esempio di Exeed, team tra i più importanti a livello nazionale.

Un fenomeno mondiale che è diventato uno sport. Dati alla mano, il settore dell'esports non può essere più considerato un mercato di nicchia. Secondo il Global Esports Market Report 2019, quest'anno il giro d'affari supererà per la prima volta il miliardo di dollari.

È uno sviluppo che ha fatto diventare i videogiocatori dei veri atleti e i team che li gestiscono delle società strutturate che offrono tutti i servizi necessari per la crescita dei propri giocatori.

I players competono per montepremi da centinaia di migliaia di dollari, ma dietro questi ragazzi ci sono team che accompagnano e fanno crescere la loro carriera, proprio come degli atleti professionisti. Uno dei più importanti in Italia è Exeed, che è tra le squadre italiane più seguite sui social e ha tra le proprie fila campioni riconosciuti anche all'estero come Rekins, Turna e Hollywood285 . Inoltre, di recente, hanno chiuso un contratto di sponsorizzazione con Adidas, diventando i loro primi testimonial in ambito esports e consentendo a Exeed di posizionarsi come uno dei leader del mercato italiano.

In questo primo approfondimento curato dal team di Sport Digital House per Social Media Soccer, scopriremo chi c'è dietro le quinte di un team esports.

Cosa fa e chi è il CEO di un team esport

Una squadra funziona se a capo c'è un management esperto del settore. Nel caso di Exeed, tutta la macchina organizzativa è retta da Federico Brambilla.

I loro giocatori vengono seguiti passo dopo passo nella loro crescita e a loro spetta il compito di far funzionare il progetto. Tutto parte dalle "palestre digitali”, in gergo Gaming House, ossia luoghi in cui i players si allenano anche sei ore al giorno come veri atleti.

"Nelle nostre Gaming House forniamo tutto ai giocatori: l'attrezzatura tecnica come pc, connessione, cuffie, e tutte le figure che servono loro per allenarsi. Sono seguiti da veri allenatori e psicologi che li aiutano a non estraniarsi dal mondo esterno. Per noi non è solo importante la loro crescita sportiva, ma anche il loro benessere psico-fisico". Federico Brambilla

Proprio per la natura molto individualista dell'esports, Exeed organizza anche dei bootcamp in cui far sperimentare ai giocatori la convivenza fisica per diversi giorni e creare lo spirito di squadra. Questo sviluppo passa anche dall'aspetto commerciale, come ha confermato sempre Brambilla:

"Siamo felici di aver chiuso la partnership con Adidas. Questo fa capire quanto stia crescendo il movimento esports anche in Italia ed essere tra i primi sponsorizzati da un'azienda così importante è un motivo di orgoglio per il lavoro che stiamo portando avanti".

Cosa fa e chi è il l’allenatore di un team esport

A questi livelli giocare ai videogiochi ha degli aspetti agonistici che bisogna allenare quotidianamente. Per questo nel team di Exeed c'è Joshua Fiscal, un vero allenatore che dagli sport tradizionali è passato a quelli virtuali:

"Nasco come coach di rugby. Da qualche anno mi sono specializzato nell'esports, in particolare in Fortnite. Il mio lavoro è migliorare i players sotto l'aspetto tecnico e tattico, fornendo loro strumenti con i quali possono risolvere le situazioni in cui si trovano quando competono".

Le competizioni esports sono molto dispendiose per i players, soprattutto sotto l'aspetto psicologico: "Nell’esports ci si trova in un contesto in cui vincere è l’unica cosa che conta e questo produce parecchio stress. Manca un po' la fase di preparazione e apprendimento di questi momenti".

Un player deve preparare la propria partita esattamente come un atleta tradizionale. La differenza la fa solo il videogioco:

"Li preparo da un punto di vista meccanico e strategico, cioè su allenamenti specifici sulla mira, sulla costruzione essendo su Fortnite. È una capacità meccanica, di reazione mentale. Devono fare le cose al meglio e nel modo più veloce possibile. Si tratta di ripetizione di esercizi che alla lunga ti migliorano in termini di velocità e mira. Poi c’è a parte tattica, di come si volge una partita, e come gestire le varie fasi di gioco in modo strategico".

Cosa fa e chi è lo psicologo di un team esport 

L'aspetto psicologico è uno dei fattori chiave del successo di un player. Proprio perché la competizione non è strettamente fisica, l'allenamento mentale è di cruciale importanza per avere rendimenti massimali.

Nel team Exeed lavora Mauro Lucchetta, psicologo specializzato in esports:

"Faccio in modo che il player arrivi al giorno della competizione nella sua migliore condizione dal punto di vista mentale. Pronto, motivato, che sappia gestire lo stress, che sappia immaginare lo sviluppo della partita ed essere pronto a dare quel qualcosa in più che determina una vittoria o una sconfitta".

In particolare, lo psicologo lavora su determinati tipi di esercizi mentali:

"Rilassamento, linguaggio interno e visualizzazione sono le tre aree principali su cui lavoro. Uso l’Eye Tracking che serve per monitorare il comportamento degli occhi del player, di quello che vede sullo schermo. Uso anche strumenti per misurare lo stress dei giocatori e vengono misurati attraverso i valori fisiologici".

La vera sfida per uno psicologo di esports è impedire che la tecnologia diventi totalizzante nella vita del player. Passare dalla propria cameretta a delle arene non è facile e spesso questo induce i ragazzi a estraniarsi dal mondo esterno pur di vincere le competizioni:

"Bisogna dare a questi ragazzi un’educazione di gioco e una extra gioco, che sono complementari. La parte più difficile è capire se il giocatore fa un uso non adeguato della tecnologia. E quando si ha a che fare con una squadra è fondamentale fare team building perché di solito i players si vedono solo online. La parte di contatto umano fa la differenza nella costruzione di un gruppo ed è questa che se allenata porta al successo".  

In questo primo approfondimento abbiamo visto chi sono e quali sono le figure che lavorano in un team di esports. Professioni e competenze diverse tra loro si mescolano per far performare al meglio i propri giocatori su tanti aspetti. Quello degli esports è diventato un mercato milionario, ricco di aspetti che non devono mai essere presi con superficialità, sia dagli attori protagonisti che dal pubblico.

Articolo a cura di Luigi Caputo di Sport Digital House

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