#SFS22, intervista a Gabriele Gravina

Al Social Football Summit è intervenuto il presidente della FIGC. I temi trattati sono stati molteplici e hanno toccato la mancata qualificazione ai Mondiali, l'annesso rischio di perdita della Generazione Z e il fuorigioco semiautomatico.

Il canto del cigno del Social Football Summit 2022 non poteva che essere dedicato a Gabriele Gravina, presidente della FIGC e vertice del calcio italiano.

Un intervento coerente con quella che è stata la ridondanza dell’evento, capace di ospitare i fondamenti di uno sport così importante ed amato nel nostro Paese.

L’intervento non poteva non partire da una ferita apertissima per tutti gli italiani, ovvero la mancata qualificazione alla FIFA World Cup di Qatar 2022. Momento storico, in negativo, per tutto il movimento e, purtroppo, coerente con quel famoso Italia – Svezia del 2017. Cinque anni di distanza, nel mezzo un Europeo vinto ed il sentimento spiazzante di aver fallito nuovamente un appuntamento fondamentale come questo.

Momento commentato così da Gravina: “La ferita del mondiale è aperta e dispiace soprattutto per i giovani. Questo però non deve portarci ad abbandonare la coerenza del progetto intrapreso. Abbiamo avuto coraggio anche nelle difficoltà e serve un impegno ancora maggiore. Non andando ai mondiali si rischia di perdere la Generazione Z, non avendo loro la possibilità di vedere gli Azzurri impegnati nella competizione”.

Ma il panel non si è limitato a questo tema, seppur scottante. Perché la Nazionale, come ribadito dal presidente, deve ripartire e continuare un lavoro di crescita.

Andando così a vertere anche su altri aspetti legati al movimento. Come, per esempio, la volontà di riformare le liste dei 25, l’implementazione della Media Factory e la, mai banale, questione legata alla presenza di stranieri in Serie A, partendo dai giovani. Dichiarando: “Non è possibile avere il 100% di stranieri in un campionato giovanile”.



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Passando poi ad un tema estremamente attuale come quello del fuorigioco semiautomatico, il nuovo sistema funzionante grazie a telecamere specializzate in grado di tracciare 29 diversi punti del corpo per ogni giocatore.

Rilasciando le seguenti dichiarazioni: “Siamo fuori strada se pensiamo che con il fuorigioco semiautomatico non ci saranno più errori. Stiamo creando aspettative che potrebbero non centrare il tema: la sperimentazione parte il giorno in cui la tecnologia sarà completata con le telecamere sui campi, quando gli operatori saranno formati e quando saremo pronti. Faremo in modo che tutto parta 4 gennaio quando saranno chiusi i mondiali. Questo è il piano”.



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