Premier League, rivoluzione calendario: programmazione flessibile stile NFL per il 2025-26

La Premier League rivoluziona il calendario 2025-26 con un sistema di programmazione flessibile ispirato alla NFL, per gestire l’affollato programma di nove club inglesi in Europa: con modifiche agli orari delle partite anche all’ultimo minuto, la lega punta a massimizzare l’audience TV, ma solleva dubbi tra i tifosi

(Photo by Jan Kruger/Getty Images)

La Premier League si prepara a un cambiamento epocale per la stagione 2025-26, adottando un sistema di programmazione flessibile ispirato alla NFL, la lega professionistica di football americano. L’annuncio, arrivato in concomitanza con la pubblicazione del calendario della prossima stagione, segna una svolta significativa per il massimo campionato inglese, che si troverà a gestire un numero record di impegni europei e domestici. Questo nuovo approccio, noto come flex scheduling, consentirà di modificare le date e gli orari delle partite con un preavviso relativamente breve, garantendo maggiore appeal televisivo ma sollevando interrogativi tra i tifosi.

Un calendario sotto pressione

La decisione di introdurre una programmazione più dinamica è legata principalmente all’aumento delle squadre inglesi nelle competizioni UEFA: ben nove club parteciperanno a tornei continentali nella stagione 2025-26. Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Newcastle e Tottenham Hotspur si sono qualificati per la Champions League, mentre Aston Villa e Crystal Palace disputeranno l’Europa League, e il Nottingham Forest sarà impegnato in Conference League. A complicare ulteriormente il calendario, la FA Cup, competizione nazionale che può aprire le porte all’Europa League, potrebbe richiedere ulteriori aggiustamenti.

“Celebrare il successo delle nostre squadre in Europa è motivo di orgoglio, ma comporta inevitabili ripercussioni sulla pianificazione delle partite di Premier League”, ha dichiarato la lega in un comunicato ufficiale. Questo affollamento di impegni ha spinto la Premier a guardare al modello NFL, dove il flex scheduling è una prassi consolidata per massimizzare l’audience televisiva, spostando le partite più interessanti in fasce orarie di maggiore visibilità.

Come funzionerà il flex scheduling

Il sistema di programmazione flessibile permetterà alla Premier League di modificare date e orari delle partite con un preavviso minimo, generalmente di 12 giorni per i match domenicali, ma in alcuni casi anche di soli 6 giorni per le ultime giornate (settimane 14-17), come avviene nella NFL. Per le partite del giovedì sera, il preavviso sarà di almeno 21 giorni, secondo quanto stabilito dalla lega americana per il Thursday Night Football. L’obiettivo è assicurare che le sfide più attese, come i big match o le partite decisive per la corsa al titolo, vengano trasmesse in orari di punta, ottimizzando gli ascolti per i partner televisivi Sky Sports e TNT Sports, che hanno siglato un accordo record da 9 miliardi di dollari per i diritti TV domestici fino al 2029.

Un’ulteriore novità riguarda la trasmissione in diretta di tutte le partite che non si disputano nella fascia protetta del sabato alle 15:00, il cosiddetto closed period, pensato per tutelare l’affluenza agli stadi delle categorie inferiori, simile alla normativa americana del Sports Broadcasting Act del 1961. Questo significa che almeno 267 delle 380 partite della stagione saranno trasmesse live, un incremento significativo rispetto al passato.

Sfide e critiche

Nonostante i vantaggi per le emittenti, il flex scheduling potrebbe creare disagi per i tifosi, soprattutto per chi pianifica viaggi e trasferte con largo anticipo. La NFL, che utilizza questo sistema dal 2006, ha affrontato critiche simili, con i fan che lamentano la difficoltà di adattarsi a cambiamenti dell’ultimo minuto. In Inghilterra, dove la cultura del calcio è profondamente radicata nelle comunità locali, la Premier League dovrà bilanciare le esigenze commerciali con quelle dei supporter. Secondo fonti ufficiali, la lega sta lavorando per minimizzare l’impatto sui tifosi, ma non ha ancora reso noti i dettagli operativi del sistema.

Inoltre, la stagione 2025-26 si concluderà il 24 maggio 2026, lasciando meno di tre settimane ai giocatori convocati per il Mondiale FIFA 2026 per prepararsi. Questo calendario compresso, unito alla maggiore flessibilità negli orari, potrebbe alimentare il dibattito sull’affaticamento dei calciatori, già al centro delle discussioni con il sindacato dei giocatori (PFA).

L’adozione del flex scheduling rappresenta un ulteriore segnale della globalizzazione del calcio inglese, sempre più orientato a un modello di business internazionale. La Premier League, che vanta il più ricco contratto televisivo del panorama sportivo britannico, punta a rafforzare la propria leadership mondiale, sfruttando la crescente popolarità del calcio europeo. Tuttavia, il successo di questa innovazione dipenderà dalla capacità di conciliare gli interessi di broadcaster, club e tifosi.
 

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