Mondiale 2026/2030, aumenta del 70% l'indennità per i club

La FIFA ha deciso di rendere nettamente più corposa la somma riconosciuta alle società per lo svincolo dei giocatori, in vista della Coppa del Mondo del 2026 e del 2030.

Una delle tematiche più delicate riguardanti le competizioni per Nazionali è sempre quella legata alla convocazione dei giocatori e sul loro impiego a danno dei club tesseranti.

Trasferte internazionali comportano infatti un dispendio di energie e di tempo importanti e, soprattutto, una successiva e possibile maggior esposizione agli infortuni. Specie se il torneo in questione è lungo ed usurante come una Coppa del Mondo FIFA.

A tal fine, in occasione di ogni edizione del Mondiale, la Federazione Internazionale è chiamata a trovare degli escamotage per ridurre sensibilmente le situazioni a danno delle società calcistiche, ovviando al tutto riconoscendo una cifra in denaro pattuita precedentemente, un vero e proprio indennizzo economico, in applicazione del FIFA Benefits Programme.

La notizia che giunge oggi dalle istituzioni del calcio mondiale riguarda proprio una modifica a questo programma risarcitorio, tarata su un aumento di addirittura il 70% del tutto per le FIFA World Cup 2026 e 2030. Passando, infatti, dai 209 milioni di dollari devoluti durante il 2018 e il 2022 ai prossimi 355 milioni per torneo.

La variazione dell’indennità negli anni

Il programma è stato avvalorato nel 2010 grazie al coinvolgimento dell’ECA e ha iniziato a muovere i primi passi in occasione del Mondiale in Sudafrica di quell’anno.

L’idea alla base del tutto è stata sin da subito quella di riconoscere dei benefit ai club, ma il valore non è stato costante negli anni, verificandosi una crescita praticamente ogni 4 anni:

  • Sudafrica 2010: 30 milioni di dollari;
  • Brasile 2014: 70 milioni di dollari;
  • Russia 2018: 209 milioni di dollari;
  • Qatar 2022: 209 milioni di dollari;
  • Usa/Messico/Canada 2026: 355 milioni di dollari;
  • 2030: 355 milioni di dollari.

Incasso dei club di Serie A nel 2022

Considerando che il sistema funziona in base a cifre declinate a seconda della lunghezza della permanenza di un giocatore nel torneo, fino ad un massimo di 370 mila dollari per i giocatori che si qualificano per la finalissima, i club italiani hanno incassato cifre diverse durante Qatar 2022.



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Per una classifica che vede al primo posto la Juventus, seguita da Inter e Milan, sulle spalle, rispettivamente, di Di Maria, Paredes, Rabiot, Lautaro Martinez, Giroud e Theo Hernandez.

  1. Juventus: 2,6 milioni di euro;
  2. Inter: 1,6 milioni di euro;
  3. Milan: 1,3 milioni di euro;
  4. Atalanta: 1,1 milioni di euro;
  5. Roma: 956 mila euro;
  6. Fiorentina: 952 mila euro;
  7. Torino: 934 mila euro;
  8. Napoli: 865 mila euro;
  9. Sampdoria: 664 mila euro;
  10. Verona: 655 mila euro;
  11. Bologna: 572 mila euro;
  12. Udinese: 517 mila euro;
  13. Sassuolo: 414 mila euro;
  14. Lazio: 239 mila euro;
  15. Salernitana 195 mila euro;
  16. Spezia: 193 mila euro;
  17. Empoli: 137 mila euro;
  18. Cremonese: 112 mila euro.

Questo ulteriore aumento dell’indennizzo segna un’evidente volontà di assottigliare sempre più le possibili distanze tra le società e la FIFA, garantendo, al contempo, una costante partecipazione di tutti alla competizione centrale per la federazione internazionale.



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