Maracanã verso un maxi-accordo per i naming rights: offerta da 55 milioni di R$ annui, ma la Camera Civile deve approvare

Maracanã: offerta da 55 milioni di R$ ( circa 9,2 milioni di euro) annui per naming rights, in attesa di ok Camera Civile; Flamengo e Fluminense puntano a record nazionale

Lo storico Stadio Maracanã, tempio del calcio brasiliano, è al centro di negoziati per un contratto di naming rights che potrebbe valere almeno 55 milioni di reis ( circa 9,2 milioni di euro) all'anno. L'amministrazione dell'impianto, gestita dal consorzio formato da Flamengo e Fluminense, sta valutando questa proposta, con la possibilità di un incremento del valore man mano che avanzano i colloqui con il Governo dello Stato di Rio de Janeiro. Tutto, però, è subordinato al via libera della Camera Civile, l'organo competente a verificare la conformità dell'operazione alle leggi vigenti, trattandosi di un bene pubblico.

Per i due club carioca, Flamengo e Fluminense, l'operazione rappresenta una svolta attesa: il processo dovrebbe ricevere l'approvazione senza intoppi particolari. Il Governo statale, guidato da Cláudio Castro, sta passando al setaccio la complessa storia giuridica del Maracanã, inclusi i bandi di gara passati, le clausole del contratto di concessione – che non menzionavano esplicitamente questo tipo di sfruttamento commerciale – e il suo status di patrimonio storico protetto dall'Istituto del Patrimonio Storico e Artistico Nazionale (IPHAN), come confermato dai registri ufficiali dell'ente. L'ambizione iniziale era di sfondare quota 70 milioni di reais annui, ma la direzione dello stadio considera questa cifra irrealistica nel contesto attuale. Le trattative puntano ora a un compromesso intermedio, appena sopra i 55 milioni, che sancirebbe comunque il record nazionale per un accordo di naming rights. La valutazione si basa sul ritorno d'immagine per i brand e sul peso commerciale del Maracanã, uno degli stadi più iconici al mondo, con una capacità di oltre 78 mila spettatori e una media di affluenza elevata nelle partite di Serie A brasiliana, secondo i dati ufficiali della Confederação Brasileira de Futebol (CBF).

I negoziati coinvolgono più potenziali partner e si concentrano su dettagli cruciali: quali zone dello stadio potranno essere destinate a eventi, spettacoli e attività commerciali per il futuro sponsor, oltre alla durata complessiva del contratto. Nel frattempo, il Maracanã non resta fermo: il 18 novembre andrà all'asta 40 palchi VIP, un'iniziativa che si aggiunge alla crescita dei ricavi da sponsorizzazioni e partnership siglate negli ultimi mesi, come riportato nei bilanci del consorzio. All'interno del Governo dello Stato emergono divergenze: alcuni propongono di limitare la vendita del naming a settori specifici dell'impianto, piuttosto che al nome intero, per preservarne l'identità storica. Il governatore Cláudio Castro adotta un approccio prudente, evidenziando gli ostacoli burocratici che hanno fatto slittare la conclusione oltre la scadenza prevista per fine ottobre. Ora, con una proposta formalizzata dal consorzio, l'analisi dovrebbe accelerare.

Ricordiamo il contesto: Flamengo (65%) e Fluminense (35%) hanno ottenuto la concessione ventennale del Maracanã a partire dal 2024, come stabilito dal bando pubblico del Governo di Rio de Janeiro. Il piano originario non contemplava i naming rights, ma i club hanno avviato i lavori su questo fronte quest'anno, attratti dalle nuove entrate potenziali. Sul fronte Flamengo, il sogno di uno stadio proprio rimane lontano. Il club ha acquistato il terreno del Gasômetro per circa 140 milioni di reais all'asta durante la presidenza di Rodolfo Landim, ma studi interni dell'attuale dirigenza stimano costi di costruzione vicini ai 3 miliardi di reais. Un recente accordo con il Comune di Rio ha rimosso l'obbligo di tempistiche rigide per l'edificazione nella zona centrale, ma le valutazioni economiche interne rendono il progetto poco appealing al momento, come emerso da documenti ufficiali del club. Il Maracanã, inaugurato nel 1950 per i Mondiali e ristrutturato per quelli del 2014 (con investimenti superiori ai 1,2 miliardi di reais, dati dal Comitato Organizzatore Locale), continua a essere il cuore pulsante del calcio carioca, ospitando non solo partite ma anche concerti e eventi internazionali. Questo potenziale accordo di naming potrebbe segnare una nuova era commerciale per l'impianto, bilanciando tradizione e modernità.


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