Grazie alla maxi-rivalutazione del centro sportivo, il club schiva la necessità di aumenti di capitale e riporta il patrimonio a 103 milioni nonostante le perdite
Il Centro Sportivo della Lazio a Formello (Foto Social Media Soccer)
In un panorama calcistico dove le proprietà sono spesso costrette a massicci aumenti di capitale per ripianare le perdite, la Lazio ha scelto una strada differente, puntando sulla valorizzazione dei propri asset immobiliari.
La semestrale al 31 dicembre 2025 evidenzia come il club sia riuscito a blindare la propria stabilità finanziaria non attraverso l'immissione di nuova liquidità da parte del socio di maggioranza, ma grazie a una precisa operazione contabile sui beni di proprietà.
Il pilastro della manovra, come spiega l'edizione oggi in edicola del Corriere dello Sport, è il centro sportivo di Formello. Per la prima volta, Claudio Lotito ha autorizzato l'adozione del Revaluation Model (previsto dal principio contabile internazionale IAS 16) per rivalutare terreni e fabbricati del quartier generale biancoceleste.
Questa operazione ha permesso di aggiornare il valore del centro sportivo, oggi stimato in circa 235 milioni di euro. L'effetto sul bilancio è stato immediato e decisivo: il patrimonio netto, che al 30 giugno 2025 era negativo per 16,8 milioni, è balzato a un solido segno positivo di 103,2 milioni.
Questa mossa mette in sicurezza i conti ed evita alla proprietà interventi finanziari diretti, garantendo il pieno rispetto dei parametri di solvibilità e continuità aziendale.
La solidità patrimoniale garantita da Formello serve a bilanciare un conto economico che risente inevitabilmente della mancata partecipazione alle competizioni europee più prestigiose. I ricavi complessivi hanno subito una contrazione importante, scendendo da 87,4 a 54 milioni di euro, con i proventi dai diritti televisivi quasi dimezzati.
Nonostante il calo del fatturato, i costi operativi sono rimasti elevati, attestandosi a 90,9 milioni, trascinati da un incremento del costo del personale e degli ammortamenti. Questo squilibrio ha portato la semestrale a chiudersi con una perdita netta di 20,4 milioni di euro, segnando un netto distacco rispetto al lieve utile registrato nell'esercizio precedente.
Per contrastare la flessione dei ricavi ordinari, la Lazio ha accelerato sulla strategia di ringiovanimento della rosa e sul player trading. Le cessioni di pezzi pregiati come Guendouzi e Castellanos hanno garantito entrate per quasi 55 milioni di euro, generando plusvalenze per oltre 31 milioni e un risparmio strutturale sul monte ingaggi.
Questi proventi sono stati in parte reinvestiti nell'acquisto di giovani profili come Taylor, Ratkov e Motta, con l'obiettivo di abbassare l'età media e rendere il club più sostenibile nel lungo periodo. Sebbene l'indebitamento finanziario sia cresciuto a 111,3 milioni a causa di anticipi autoliquidanti, la dirigenza punta a ritrovare l'equilibrio operativo entro i prossimi dodici mesi grazie a questa profonda ristrutturazione tecnica.