Entra ufficialmente nel vivo il secondo anno di attività di “Play for the Future”, l’importante iniziativa a forte impatto formativo promossa da Fondazione Milan, Fondazione CDP e la Federazione Italiana Giuoco Calcio
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Il progetto, sviluppato in stretta sinergia con il Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, si propone di utilizzare lo sport come uno strumento concreto di inclusione sociale, volto a favorire il reinserimento sociale e professionale dei giovani inseriti nei circuiti penali.
I traguardi raggiunti durante il primo anno di questo programma triennale sono stati condivisi e presentati ufficialmente a Palermo, presso l’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone. Il fitto calendario di eventi si è chiuso a margine della finale di un torneo locale che ha visto scendere in campo i beneficiari diretti del progetto insieme ai ragazzi delle associazioni del territorio, celebrando i valori della condivisione e del fair play.
L'appuntamento ha offerto anche un prezioso spazio di confronto istituzionale, registrando gli interventi di figure chiave come:
-Cristiana Rotunno, Vice-Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità;
-Carolina Spataro, Viceprefetto di Palermo;
-Fabrizio Ferrandelli, Assessore alle politiche giovanili del Comune di Palermo;
-I principali rappresentanti delle fondazioni e delle realtà partner dell'iniziativa.
L’approccio integrato – strutturato unendo costantemente la pratica sportiva sul campo a laboratori valoriali e momenti di aggregazione spontanea – ha stimolato nei partecipanti una maggiore consapevolezza emotiva, relazionale e personale, gettando le basi per la costruzione di reti sociali sane e costruttive.
All’interno degli Istituti Penali per i Minorenni (IPM), il percorso non si limita al gioco, ma punta a trasferire competenze spendibili nel mercato del lavoro. I ragazzi acquisiscono infatti i fondamenti tecnici del calcio e le competenze pedagogiche necessarie per affiancare un istruttore professionista nella gestione quotidiana delle attività sportive.
Al termine del ciclo formativo curato direttamente dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, viene rilasciato l'attestato ufficiale “Corso Grassroots Livello E – Social Football”. Questa qualifica vanta una doppia valenza strategica: è riconosciuta sia all'interno delle strutture di detenzione sia, soprattutto, all'esterno, garantendo ai giovani una reale spendibilità presso le società sportive del territorio.
Per i minori e i giovani adulti presi in carico dai Servizi Minorili della Giustizia, "Play for the Future" prevede un protocollo personalizzato che include:
Il bilancio delle competenze per mappare attitudini e capacità;
Sessioni mirate di orientamento al lavoro;
Piani di accompagnamento individuali mirati all’inclusione lavorativa.
“Grazie allo sport ho imparato cosa significa fare squadra, collaborare e rispettare gli altri. Allenarsi con costanza mi ha aiutato non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale, nel modo in cui affronto le sfide quotidiane. Nel corso del progetto ho avuto anche l’opportunità di accedere a una borsa lavoro: durante l’estate ho collaborato alle attività sul campo, affiancando l’allenatore e supportando gli allenamenti del centro estivo", ha dichiarato uno dei giovani beneficiari del progetto
La forza strutturale di questo modello risiede nella stretta cooperazione con la rete della giustizia minorile. Il nucleo operativo vede il coinvolgimento diretto dei funzionari dell’area pedagogica degli Istituti Penali per i Minorenni e degli assistenti sociali degli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM).
Questi professionisti seguono passo dopo passo l’intero ciclo di vita del progetto: dalla delicata fase di individuazione dei beneficiari idonei, passando per il monitoraggio quotidiano dei percorsi educativi, fino alla co-progettazione degli strumenti scientifici necessari per la valutazione dell’impatto sociale dell’iniziativa sul lungo periodo. Un lavoro corale che trasforma il calcio in una concreta seconda opportunità.