L'Arsenal saluta Visit Rwanda: un addio consensuale dopo otto anni di partnership controversa

L’Arsenal chiude dopo otto anni la controversa sponsorizzazione con Visit Rwanda: decisione accolta trionfalmente dai tifosi

In un annuncio che ha suscitato un'ondata di approvazione tra i sostenitori, l'Arsenal ha deciso di porre fine alla sua partnership di sponsorizzazione con Visit Rwanda, il braccio turistico del governo ruandese, al termine della stagione 2025-26. L'accordo, che dal 2018 ha visto il logo "Visit Rwanda" esposto sulle maniche delle maglie dei Gunners, non verrà rinnovato nonostante le discussioni in corso tra i vertici della Premier League e le parti coinvolte per un'estensione oltre l'attuale mandato. La decisione è stata descritta come "concordata di comune accordo". Secondo il club londinese, essa riflette "la strategia più ampia di Visit Rwanda volta a diversificare le sue partnership sportive globali ed espandersi in nuovi mercati, supportando la prossima fase delle ambizioni ruandesi in ambito turistico e di investimenti". Dal canto suo, la RDB ha sottolineato come questa mossa permetta di ampliare la presenza in contesti sportivi emergenti, inclusi accordi recenti con team americani del gruppo Kroenke Sports & Entertainment – proprietari anche dell'Arsenal – come i Los Angeles Clippers (NBA) e i Los Angeles Rams (NFL), oltre a partnership consolidate con club europei come l'Atletico Madrid e il Paris Saint-Germain.

I tifosi dell'Arsenal, da tempo in prima linea contro questa alleanza, hanno accolto la notizia con entusiasmo. Gruppi come i Gunners For Peace, che hanno guidato una campagna incessante contro il rinnovo, l'hanno definita "una decisione da grande club". In un post su Instagram, il collettivo ha dichiarato: "Sappiamo tutti che i soldi parlano, ma se i tifosi si uniscono e parlano più forte, allora devono ascoltare. Dimostra che l'Arsenal Football Club ha ancora la classe e i valori per fare la cosa giusta. Annullando questo accordo, i Gunners hanno fatto un passo verso la pace". L'Arsenal Supporters' Trust (AST), altro baluardo della protesta, ha confermato che il 90% dei suoi membri – secondo un sondaggio estivo presentato al club durante l'ultima riunione del comitato consultivo – era contrario a qualsiasi proroga, con l'86% che auspicava esplicitamente un nuovo sponsor. "Si tratta di una decisione gradita e riflette le opinioni dei nostri membri", ha commentato l'AST, citando anche preoccupazioni etiche legate ai diritti umani in Ruanda, inclusa la situazione dell'LGBT+.

La partnership, siglata nel 2018 con un valore iniziale di circa 10 milioni di sterline a stagione e rinnovata nel 2021, ha generato numerose critiche per il presunto sostegno indiretto al regime ruandese, accusato da organizzazioni internazionali di appoggiare milizie nella Repubblica Democratica del Congo confinante, teatro di violenze crescenti nella regione mineraria orientale. Nonostante ciò, l'accordo ha portato benefici tangibili: ha sensibilizzato milioni di fan globali sul turismo e la conservazione in Ruanda, promuovendo iniziative come il trekking dei gorilla di montagna, i safari nel parco di Akagera, le passeggiate nella foresta di Nyungwe e la cerimonia annuale Kwita Izina per la denominazione dei gorilla. Ha anche sostenuto programmi di calcio di base per centinaia di giovani giocatori e allenatori ruandesi, contribuendo all'ambizione del paese di diventare un hub sportivo africano. I risultati sono understatevoli: dal lancio della partnership, i visitatori in Ruanda sono saliti a 1,3 milioni nel 2024, con ricavi turistici a 650 milioni di dollari USA, in aumento del 47%.

L'amministratore delegato dell'Arsenal, Richard Garlick, ha espresso gratitudine per il cammino condiviso: "La nostra prima partnership per le maniche con Visit Rwanda è stata un percorso significativo. Per molti anni abbiamo lavorato insieme per sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sul turismo e sugli sforzi di conservazione del Ruanda, costruendo molti nuovi legami con i nostri sostenitori in tutta l'Africa. L'impegno e il supporto di Visit Rwanda hanno giocato un ruolo importante nel portare avanti le nostre ambizioni, aiutandoci a investire nella nostra visione a lungo termine per vincere trofei importanti, in modo finanziariamente sostenibile". Jean-Guy Afrika, CEO della RDB, ha aggiunto: "Siamo orgogliosi di quanto questa partnership abbia raggiunto in anni di collaborazione. Ha aperto nuove strade per le agenzie turistiche mondiali, accelerando la consapevolezza e le visite in Ruanda a un ritmo che le campagne tradizionali non potrebbero eguagliare. Pur focalizzandoci ora su nuovi sport e mercati, restiamo grati all'Arsenal per il supporto e la condivisione della nostra storia".

Al momento, l'Arsenal non ha rivelato dettagli su un possibile sostituto per lo spazio sulle maniche, ma fonti interne indicano che il club mirava a incrementare sensibilmente il valore dell'accordo – in linea con le richieste dei rivali Manchester United (20 milioni annui da DXC Technology) e Manchester City (altrettanto da OKX). Le proteste dei tifosi non si sono limitate a petizioni: i Gunners For Peace hanno lanciato una campagna satirica "Visita il Tottenham – Perché qualsiasi cosa sarebbe meglio che visitare il Ruanda" e inviato una lettera aperta ai dirigenti del club lo scorso mese, esortando a un ripensamento etico. Questa chiusura arriva in un contesto simile a quello del Bayern Monaco, che ha terminato la propria intesa con Visit Rwanda all'inizio del 2025 sotto pressione analoga dei suoi ultras. Per l'Arsenal si tratta di un passo verso una maggiore responsabilità sociale, che potrebbe rafforzare il legame con una fanbase sempre più vocal e consapevole. Resta da vedere se questa mossa ispirerà altri club a rivedere partnership controverse, in un calcio dove etica e finanza si intrecciano sempre più.

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