La UEFA studia nuove regole per le multi-proprietà

Nell’ultimo anno sono arrivate a 80 le holding che hanno interessi in società calcistiche. La UEFA sta pensando a nuove norme per regolare questo nuovo modello di proprietà senza incidere sulle attività dei club.

Sono numerosi ormai i gruppi che detengono la maggioranza o delle quote in società calcistiche diverse.

Il City Football Group è stato il progetto pionieristico seguito da quello della Red Bull, fino ad arrivare alle ultime acquisizioni di 777 Capital Partners.

Per anticipare eventuali problematiche sulla regolarità delle sue competizioni l'UEFA sta studiando una serie di nuove norme che vadano a regolamentare la partecipazione dei club con lo stesso proprietario ai tornei europei.

L’annuncio di una possibile nuova normativa arriva direttamente dal presidente dell'organizzazione del calcio europeo Aleksandar Ceferin che ha evidenziato la necessità di ripensare le norme vigenti e che valuterà se consentire ai club con lo stesso proprietario di partecipare alla stessa competizione UEFA.



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“Non pensiamo solo al Manchester City, abbiamo avuto cinque o sei proprietari di club che volevano acquistare un altro club. Bisogna capire e studiare cosa fare e come regolamentare questo tipo di situazioni", ha puntualizzato il numero uno della UEFA in riferimento a un possibile acquisto sia da parte del fondo del Qatar, già legato al Paris Saint-Germain, sia da parte del patron di Ineos, Jim Ratcliffe, che è possiede l'OGC Nizza e il Lausanne.

Il regolamento vigente è già stato aggirato nel 2017 dal gruppo Red Bull visto che è stato consentito sia al Red Bull Salisburgo che all'RB Lipsia di competere insieme in Champions League.

Il motivo della “concessione Red Bull” era che la squadra austriaca era controllata al 100% dalla società di bevande energetiche, mentre il club tedesco era di proprietà di un gruppo di dirigenti della Red Bull.



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“Dobbiamo parlare di questo regolamento e vedere cosa fare al riguardo. C'è un crescente interesse per la multi-proprietà e non dovremmo limitarci a dire no agli investimenti, ma dobbiamo vedere che tipo di regole ci poniamo in questi casi perché le regole devono essere giuste e consentire il regolare svolgimento delle competizioni”, ha aggiunto Ceferin in una recente intervista sull'argomento.

Il boom delle holding calcistiche è il motivo principale che spinge la UEFA a ripensare l’attuale regolamento e rivedere la regola che ha permesso, e permette, ai club Red Bull di competere.



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In totale sono già 80 i gruppi multi-club che sono stati creati negli ultimi anni, molti dei quali sorti grazie agli investimenti provenienti dagli Stati Uniti. L'UEFA pensa che nel 2022 si sia stabilito il record di vendite in multi-proprietà con 35 operazioni in club d'élite in 21 paesi differenti.

La crescita del calcio nella regione nordamericane ha aumentato notevolmente questa pratica di business, visto anche che il prossimo Mondiale si svolgerà in questa regione. Inoltre, gli USA sono il mercato degli investimenti che negli ultimi anni ha maggiormente optato per il modello della multiproprietà nel Vecchio Continente. Ad oggi sono 27 le holding calcistiche con capitali statunitensi.



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