La Roma di Gasperini continua a sognare: fluida e implacabile nel suo caos controllato, ma esplosivo

La Roma travolge 3-1 la Cremonese allo Zini e vola solitaria in vetta alla Serie A: fluida, implacabile e proteiforme, all’insegna del “Gasperinismo” puro

(Foto di Marco M. Mantovani/Getty Images)

Allo Stadio Giovanni Zini, la Roma di Gian Piero Gasperini ha dispiegato un'altra perla tattica, travolgendo la Cremonese con un netto 3-1 e issandosi in vetta alla classifica di Serie A, in solitaria, dopo 12 giornate. I giallorossi, in un filotto che ha (quasi) ammutolito gli scettici, hanno assorbito alla perfezione la filosofia del loro timoniere: un calcio di pura intensità, fluidità e audacia, dove i principi tattici prevalgono sugli schemi rigidi e le funzioni in campo superano i ruoli canonici. Non una semplice vittoria, ma una lezione di calcio moderno, sigillata dal Gasp che, approdato all'Olimpico la scorsa estate, sta rivoluzionando i capitolini con il suo marchio indelebile.

Al centro della supremazia giallorossa, l'ennesima illuminazione di Gasperini adottata come soluzione primaria dal quando Angelino è indisponibile: l'impiego di Wesley a sinistra, un quarto di piede invertito. Un esterno che, con il piede destro naturale, si posiziona a sinistra per invertire il suo ruolo tradizionale. Questa scelta non è casuale: è un'intuizione gasperiniana che permette di sviluppare il gioco in ampiezza con maggiore efficacia. Non ruoli fissi, ma funzioni adattive, è l'essenza di Gasperini: cangiante, imprevedibile, con l'ampiezza come principio irrinunciabile.

Il vero genio è emerso nella lettura degli spazi senza palla, con il "braccetto" che ha pervaso le zone centrali per forgiare superiorità posizionale, monopolizzando i mezzispazi tra le linee cremonesi. Tali dinamiche hanno creato squilibri letali per la squadra di casa. Gasperini, artefice di questi meccanismi dai tempi dell'Atalanta, ha innestato a Roma un sistema in cui i “ terzini” non vigilano soltanto, ma invadono per sconvolgere, dopotutto giocare per principi è fidarsi dei flussi collettivi, non di copioni rigidi.

Con Gasperini al timone, subentrato a Claudio Ranieri, la Roma ha deposto i residui del passato per un calcio per compiti, non per ruoli. Ieri l'ha incarnato alla lettera nell’adattabilità e duttilità di diversi giocatori in diversi ruoli. Baldanzi come falso 9, che svaria sul fonte offensivo, viene incontro, attira pressione e non da punti di riferimento o Cristante che nel secondo tempo finisce a fare il terzo centrale di destra senza risentirne, cambiando l’ennesimo ruolo in carriera. L’azione del gol del 3-0 urla forte “Gasperinismo”: velocità, attacco degli spazi e intelligenza tattica. Mancini, partito come terzo di destra e trovatosi nella posizione di terzo di sinistra, serve El Shaarawy che verticalizza di prima, immediatamente per Ferguson che viene incontro, attira la pressione del centrale della Cremonese e, di nuovo di prima, fa un’ottima sponda di ritorno per il Faraone che stoppa di petto e imbuca per Wesley in progressione (che ha iniziato a scattare al primo passaggio di Mancini) servendolo perfettamente. Il brasiliano poi, a tu per tu con Audero effettua un pallonetto, fa 3-0, e manda in estasi Mister Gasperini finito in tribuna per un’espulsione per presunte proteste. Questa polivalenza ha reso i giallorossi proteiformi, passando dal 3-2-5 offensivo al 5-4-1 in ripiegamento, senza smarrire mai la propria identità.

Di nuovo, il pilastro della dottrina Gasp: niente sceneggiature prefabbricate, ma direttive etiche: pressing immediato, verticali fulminanti, overload perpetui, che abilitano improvvisazioni sul momento. Gasp sta plasmando una Roma da assedio europeo, con un'intensità da Premier League che comincia ad incutere timore in Italia. È questo il bello del Gasperini-pensiero: non schemi, ma adattamenti costanti che premiano l’allenamento, la pazienza e il collettivo. Con 27 punti in dote, la Roma di Gasperini è la squadra più propositiva in campionato, con la retroguardia più blindata (6 reti al passivo). E sui sogni, nel post partita a DAZN, Gasperini ha pochi dubbi: “È giusto sognare quando sei in queste posizioni. Sappiamo benissimo che i sogni rarissime volte si avverano, però è anche bello viverli. Noi lo stiamo vivendo e finché si può lo facciamo finta di non svegliarci, ci riaddormentiamo un altro po’, cerchiamo di allungarlo”. Attenzione, però: la Serie A è un colosseo impietoso, e con il big match contro il Napoli all'orizzonte, occorrerà il surplus. Per ora, Cremonese-Roma è l'ultimo verso di un poema che ha il sapore di un calcio divertente ed efficace. Gasperini colpisce ancora, e adesso il Belpaese calcistico, inizia ad accorgersi della Roma.

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