Un artista in Puglia. Il fantasista cresciuto nel vivaio bergamasco dopo qualche passaggio a vuoto di troppo sta trovando un ottima dimensione in maglia biancoverde
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Alessandro Cortinovis come Roberto Baggio, Francesco Totti, Alessandro Del Piero. Le premesse c'erano davvero tutte. Il vivaio dell'Atalanta, sempre florido in quel di Zingonia, qualche anno fa annoverava sui propri campi un autentico gioiellino in erba pronto ai palcoscenici più luccicanti del panorama calcistico italiano ed internazionale. Così non è stato, o almeno così non è al momento. L'auspicio per il ragazzo è che qualche chance ad alti livelli possa ancora giungere.
Chi scrive non conosce personalmente il diretto interessato, ma le doti tecniche sono note a tanti addetti ai lavori. Le generalità di Alessandro Cortinovis, siamo certi, campeggiano nei taccuini dei principali talent scout nello stivale e in giro per l'Europa. Nel marasma del pallone italiano odierno risulta estremamente raro vedere un elemento sfoderare una eleganza nella conduzione della sfera messa sul piatto da un giocatore che da questa estate indossa la casacca del Monopoli. Nel giardino del girone C della Serie C 2026-2027 evidentemente Alessandro si sta trovando a meraviglia, grazie anche al calore del popolo pugliese sempre pronto a sostenere i beniamini impegnati in campo.
Il gol da urlo siglato nell'ultimo match di campionato contro il Cerignola, una mezza rovesciata di destro nel cuore dell'area di rigore, ha trascinato di nuovo Cortinovis agli onori delle cronache. Una ribalta senza dubbio meritata per lui che troppo presto è stato accantonato dal gran ballo della Serie A. Statistiche top per lui: 78.9% in precisione dei passaggi, 1 tiro in porta e una rete segnata nel derby disputato nella cornice dello stadio comunale “Simone Veneziani”. Per colpa di chi? Non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno in maniera frettolosa, ma ancora non riusciamo a comprendere come un talento così puro non sia riuscito ad emergere in contesti di certo più consoni. L'Atalanta lo ha valorizzato fino alle soglie della prima squadra, per poi spedirlo in prestito in giro per lo stivale. Dalla Reggina al Verona passando per Cosenza e Triestina. Il buon Alessandro non ha trovato un porto sicuro nemmeno nella compagine dell'Atalanta Under 23 sempre in C.
Nel settembre 2020 il blog specializzato “Promesse del Calcio” già parlava diffusamente di Alessandro Cortinovis, nato il 25 gennaio 2001. Dai primi calci nella Polisportiva Monterosso l'enfant prodige bergamasco ha estratto dal cilindro virtuosismi davvero sensazionali con il pallone incollato tra i piedi. Classe limpida, testa alta, postura elegante, corridoi di passaggio impercettibili per tanti altri, peculiarità balistiche degne di illustri predecessori come Zola o di campioni già citati come Baggio, Totti, Del Piero. Alto 1 metro e 80, corporatura normolinea, baricentro medio, struttura fisica sviluppata ormai in modo completo negli arti superiori e inferiori. Signori, qui siamo di fronte ad un elemento fatto e finito. Cortinovis ha solo bisogno di una chiamata in Serie A, saltando anche l'intermezzo della cadetteria. Cara Italia, svegliati.