Il Marocco vince la Coppa d’Africa in tribunale e crea un rischioso precedente

Il verdetto della CAF ribalta quello del campo nella finale di Rabat: il Senegal perde il titolo per abbandono temporaneo, il Marocco trionfa e apre l'era del Var Legale

Verdetto Caf Coppa d'Africa

Un momento della controversa finale Marocco-Senegal (Foto x.com/ZTNPrime)

Clamoroso. A due mesi dal suo incredibile epilogo, la Coppa d’Africa 2025 cambia padrone. Il Senegal, che aveva vinto sul campo l’assurda finale di Rabat del 18 gennaio scorso, viene penalizzato e il Marocco, padrone di casa sconfitto, viene premiato con un 3-0 a tavolino

Una decisione che offre ai Lions de l'Atlas il secondo titolo continentale dopo quello del 1976, ma che apre una voragine di polemiche destinate a durare a lungo.

Il cortocircuito di Rabat

La Commissione d’Appello della Caf, la Confederazione africana ha deciso di ribaltare il verdetto del campo con un provvedimento arrivato come una bomba nella serata di martedì 17 marzo. Per capire la particolarità del verdetto, bisogna tornare a quella notte folle al Moulay Abdallah. 

Una finale indirizzata da decisioni arbitrali discutibili: un gol regolare annullato al senegalese Sarr e un rigore generoso concesso al Marocco al 96°.

In quel momento, la rabbia dei Leoni della Teranga era esplosa in una rissa violentissima, con metà squadra che aveva imboccato il tunnel per protesta. Solo l’intervento del "vecchio saggio" Sadio Mané aveva convinto i compagni a tornare in campo per giocare i supplementari, poi vinti grazie al gol di Pape Gueye. 

Inizialmente la CAF aveva omologato il risultato e consegnato la coppa a Dakar; oggi, quel trofeo cambia mano via PEC.

L’ombra del 2030 e il peso dei palazzi

Non si può guardare a questa sentenza senza leggere tra le righe della geopolitica sportiva moderna. Il Marocco, infatti, non è una federazione come le altre: è il motore pulsante del calcio africano contemporaneo, con un legame con i vertici della FIFA e con Gianni Infantino che non è mai stato così solido.

Mentre il Paese corre verso l'organizzazione del Mondiale 2030 insieme a Spagna e Portogallo, la sensazione è che il "peso" istituzionale della federazione più potente del continente abbia giocato una partita parallela a quella dei calciatori. 

Laddove Brahim Diaz aveva fallito sul dischetto, sciogliendosi nel momento del suo "cucchiaio" troppo timido, la diplomazia sportiva marocchina è invece rimasta glaciale, portando a casa con le carte bollate ciò che il campo le aveva negato.

Un calcio che non ha più certezze

Questa vicenda ci lascia in eredità una riflessione ineludibile. Stiamo scivolando in un calcio dove il triplice fischio finale non garantisce più nulla?. Se un trofeo può essere sollevato, portato in parata per le strade di Dakar e poi "richiamato" due mesi dopo, significa che il merito sportivo è diventato un concetto variabile?

È nata, come spiega alla perfezione Filippo Maria Ricci sulla Gazzetta dello Sport, l'era del "VAR legale"? Un Var che interviene a freddo, trasformando la gioia dei tifosi in una pratica burocratica? 

In questo cortocircuito, in ogni caso, a rimetterci è la credibilità dell’intera CAF: trasformare la finale più importante del continente in un verdetto d'appello significa ammettere che le regole valgono più delle emozioni, o peggio, che la forma può battere la sostanza del risultato ottenuto sul prato.

La partita infinita

L’Africa calcistica perde la faccia, ma la sfida non è ancora conclusa. Il Senegal di Pape Thiaw non resterà a guardare e ha già pronto il ricorso al TAS di Losanna. 

Se il campo ha premiato il Senegal e la politica il Marocco, sarà la giustizia internazionale svizzera a mettere la parola fine a questa Coppa d'Africa infinita.

Il Giro del Mondo in 15 Trofei: Roberto Mancini mette la bandierina anche sul Qatar

Mancio vince ancora: con il trionfo dell’Al-Sadd in Qatar si conferma un brand globale capace di esportare successi.

Calcio italiano in crisi: la tassa sul betting è l’ultima chiamata per salvare vivai e impianti

Mentre il betting in Italia vola a 22,8 miliardi di euro, la FIGC chiede l'1% per i giovani. Dal Portogallo alla Francia, ecco come l'Europa finanzia lo sport col gioco

Non è un Paese per Giovani: la Primavera rischia di essere il "Buco Nero" del Calcio Italiano

Mentre l'Europa lancia sedicenni in Champions League, l'Italia fatica a valorizzare i vivai. Un'analisi impietosa tra gap culturale, modelli esteri e l'obbligo di una riforma

L’Apocalisse del calcio italiano: una riforma strutturale per andare oltre il capro espiatorio

Tre Mondiali persi, vivai al minimo storico e una Serie A che parla sempre meno italiano

Mondiali, Italia esclusa per la terza volta consecutiva: i motivi di un disastro annunciato

La Nazionale Azzurra resta a casa per la terza volta consecutiva: da Zenica arriva un fallimento fatto di errori tecnici e paralisi politica

Napoli, il paradosso dello Stadio Maradona: tra brand globale e limite fisico

Dalla crescita record del brand al limite strutturale dell'impianto di Fuorigrotta. Perché per il Napoli di De Laurentiis il nuovo stadio è l'unico modo per restare tra i grandi

Torino, il dossier Bank of America e il bivio di Cairo: tra sogni e realtà stelle e strisce

Tra il dossier di Bank of America, il nodo stadio e la contestazione dei tifosi: ecco perché il futuro del Torino di Cairo parla sempre più americano

Bosnia-Italia: chi sono, come giocano e quanto valgono i nostri avversari

Dallo spauracchio Edin Dzeko alla linea verde di Muharemovic: l'Italia di Gattuso sfida la Bosnia in un playoff storico tra sogni mondiali e forti legami con la A

Beppe Savoldi: l’uomo che insegnò al calciomercato italiano a contare fino a un miliardo

Dal record del mercato all'incredibile gol "parato" da un raccattapalle, fino alle note della sua Ballata: addio al primo, vero Mister Miliardo

Il Sogno Americano tra bilanci e PIL: quanto vale davvero il ritorno dell'Italia al Mondiale

Dagli 81 milioni di ricavi sponsor al potenziale impatto sullo 0,7% del PIL: ecco perché la qualificazione ai Mondiali 2026 è vitale per la FIGC e il sistema Paese

Italia-Irlanda del Nord: un playoff Mondiale tra sogni e valore di calciomercato

Bergamo e l'effetto "Bombonera": Rino Gattuso ha dalla sua i numeri, i valori di mercato e il destino

Il Profeta del Gol che ha scritto il Futuro: Dieci anni senza Johan Cruyff

A un decennio dalla scomparsa del Numero 14 di Amsterdam, analizziamo l'eredità di un genio che ha rivoluzionato il branding sportivo e la geometria del calcio moderno

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi