Calcio italiano in crisi: la tassa sul betting è l’ultima chiamata per salvare vivai e impianti

Mentre il betting in Italia vola a 22,8 miliardi di euro, la FIGC chiede l'1% per i giovani. Dal Portogallo alla Francia, ecco come l'Europa finanzia lo sport col gioco

Tassa sul betting

Inter e Roma con lo sponsor legato al betting (Foto Facebook Francesco Repice)

Il calcio italiano è a un bivio e la soluzione è scritta nei numeri. Mentre il sistema cerca faticosamente la strada del rilancio, l’inchiesta odierna de La Gazzetta dello Sport accende i riflettori su un paradosso tutto nostrano: il betting sportivo macina record, ma lo sport che lo alimenta resta a bocca asciutta.

I numeri del gigante

In Italia, la raccolta delle scommesse sportive ha raggiunto nel 2024 la cifra monstre di 22,8 miliardi di euro. Di questi, ben 16,1 miliardi sono legati esclusivamente al calcio. Per dare un’idea della crescita: nel 2000 la raccolta complessiva si fermava a soli 730 milioni; oggi è quasi 30 volte superiore. Solo la Serie A, da sola, genera puntate per 2,9 miliardi, incidendo per il 18% sul totale delle scommesse calcistiche.

Mentre la FIGC chiede il riconoscimento di un contributo dell'1% su questa raccolta (circa 160 milioni di euro) da reinvestire esclusivamente in vivai e infrastrutture, il resto d'Europa ha già tracciato la rotta con modelli ben più strutturati.

Il Modello Europeo: uno sguardo oltre i confini

Se l'Italia fatica a trovare la quadra, molti dei nostri vicini europei hanno già implementato sistemi dove il legame tra scommesse e sport è diretto e proficuo. Non esiste una strategia unica, ma diverse nazioni hanno adottato soluzioni che fungono da riferimento per l'intero settore.

Il caso più emblematico è quello del Portogallo, il modello che più attira l'interesse della nostra Federcalcio. Dal 2015, la legislazione lusitana prevede un'imposizione specifica sulle giocate online: il 3,5% del fatturato delle puntate sulle partite delle nazionali e delle competizioni federative va alla Federcalcio portoghese, mentre una quota identica per i match di Lega e competizioni UEFA finisce alla Lega Calcio Professionistica. Questa struttura garantisce alla Federazione circa 40 milioni di euro l'anno, una cifra che copre circa un terzo del suo intero fatturato.

Spostandoci in Francia, troviamo un modello pionieristico nato seguendo le raccomandazioni del Parlamento Europeo del 2011. Qui lo Stato applica un prelievo dell'1,8% sulla raccolta lorda, destinando questi fondi all'Agence Nationale du Sport. L'obiettivo è finanziare lo sport di base, costruire impianti locali e garantire la tutela sanitaria degli atleti, pagando di fatto una "royalty" a chi crea l'evento sportivo.

Esistono poi approcci differenti come quello della Grecia, che nel 2021 ha introdotto una tassazione progressiva sulle vincite dei giocatori: chi incassa più di 100 euro contribuisce con aliquote dal 2,5% al 7,5% a un fondo da circa 100 milioni di euro annui, diviso equamente tra sport professionistico e dilettantistico. In Turchia, invece, il rapporto è di natura commerciale e centralizzato tramite l'organizzazione statale Spor Toto. I club ricevono commissioni per l'uso del proprio nome e logo nei palinsesti ufficiali, con un principio di solidarietà che tutela anche le squadre di terza e quarta serie per assicurarne la sopravvivenza.

Perché è fondamentale cambiare

Non si tratta di finanziare i grandi stipendi dei campioni. I 160 milioni richiesti dalla FIGC diventerebbero la base necessaria per un profondo piano di riforme di cui il calcio italiano ha oggi estremo bisogno. In un momento di crisi economica, allinearsi ai modelli europei che riconoscono il valore di chi organizza l'evento non è più un'opzione, ma una necessità per garantire il futuro del sistema e l'accessibilità allo sport per i più giovani.

Messi, un’azienda da 1,6 miliardi di euro: ecco come La Pulga ha conquistato il mercato globale

Dagli abbonamenti Apple al club Eldense: la trasformazione del campione argentino da icona di Barcellona e PSG a brand e investitore planetario.

FIGC, Malagò commissario: il metodo del buon senso per salvare il calcio italiano

Tra unanimità lampo in Giunta e ratifica del Consiglio, il Coni sceglie il compromesso: Malagò guida la FIGC verso il voto del 14 dicembre.

Analisi valore rose Football Benchmark: Serie A terza, domina la Premier League. Como boom

L'analisi di Football Benchmark: la Serie A vale 6,3 miliardi con Inter al top e l'effetto Como. Premier League irraggiungibile e la Championship in top ten

Ronaldo e Messi, due modi di dire addio: la classe di Leo e il dramma social di Cristiano

Mentre la Pulce saluta l'Argentina tra gli applausi, CR7 abbandona il ritiro portoghese via Instagram.

L’Impero di Nasser: così Al-Khelaifi sta ridefinendo la mappa del potere del calcio mondiale

Dai diritti TV ai club globali, Al-Khelaifi trasforma la ex ECA nella vera padrona del gioco, lasciando a UEFA e FIFA una sovranità di facciata.

Il terremoto finanziario del Manchester City: e se la Premier League dovesse ripartire da zero?

Un verdetto shock scuote il calcio mondiale: il Manchester City è colpevole di frode finanziaria sistematica.

Il giorno che ha cambiato la Premier League: cosa resta del modello Manchester City?

Il verdetto da 114 accuse scuote il calcio inglese: tra ricorsi del club, minacce di cause dei rivali e uno spettro sanzioni che cambia la storia.

Nations League, missione Italia: il terzo posto è vitale per Euro 2028

La nuova Italia di Roberto Mancini riparte dalla competizione UEFA: centrare almeno la terza posizione è fondamentale per essere teste di serie al sorteggio ed evitare le big.

Serie A, Roma e Lazio insieme in vetta dopo 54 anni: un tuffo nel passato con vista sul futuro

Cinquant'anni dopo, Roma e Lazio dominano la Serie A ribaltando ogni pronostico. E dietro le grandi, stupisce l'audacia del Frosinone di Alvini.

L'addio a Sandro Mazzola: il mito della Grande Inter che unì l'Italia con i suoi gol

Da Superga alla leggenda nerazzurra, passando per la famosa staffetta con Gianni Rivera: il calcio italiano piange un campione ed una bandiera indimenticabile.

Il conto dell'Europa League: Juve e Milan, 50 milioni in meno e una sola via d'uscita

Tra minori premi UEFA (35 mln) e discesa dell'indotto (15 mln), l'unica via per limitare i danni è vincere la coppa. Il focus sui conti dei club.

Champions League, due modelli di sviluppo a confronto nella sfida tra Como e Red Bull Lipsia

Visione globale, star in panchina con Fàbregas e investimenti record: la favola lariana sfida la Red Bull nella notte più importante della storia.

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi