Gli organizzatori di Qatar 22 hanno iniziato ad attaccare i media europei

Non si placano le proteste contro il Qatar e la prossima Coppa del Mondo. I media del paese ospitante hanno lanciato un “attacco” congiunto contro i media europei. Il motivo, gli ultimi scontri sulle leggi del paese arabo.

Manca meno di un mese alla FIFA World Cup di Qatar 2022 e i media del paese ospitante vanno al contrattacco dei media europei.

Nelle ultime settimane, numerosi media europei hanno pubblicato news e report su come il Qatar gestisce determinate attività, sulla loro considerazione dei diritti umani e sulle regole dettate dalla cultura e le usanze derivanti dalla religione islamica.

Come riporta Inside World Football, i media europei con editoriali e vignette hanno criticato le presunte "campagne diffamatorie" sulle morti dei lavoratori migranti impegnati, in gran parte nelle realizzazioni delle infrastrutture necessarie ad ospitare il Mondiale, e della comunità LGBTQ da parte del Qatar.



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Le critiche al Qatar sono nate praticamente sin dall'assegnazione del torneo 12 anni fa e gran parte di esse sono state sostenute con fatti e cifre a sostegno delle denunce di maltrattamenti.

Di conseguenza, alcune delle rigide regole del Qatar sono state allentate, inclusa l'abolizione del sistema Kafala che legava i lavoratori migranti ai loro datori di lavoro soprattutto per il ritorno nel paese di residenza.

I giornali europei e le ONG per i diritti umani hanno intensificato la pressione con l’avvicinarsi dell’inizio del torneo, che partirà il 20 novembre e che dovrebbe attirare più di 1,5 milioni di tifosi.

Il mese scorso il comitato organizzatore ha organizzato una conferenza stampa, la prima dopo molti mesi, per affrontare le critiche e difendere la condotta del Paese ospitante.



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Anche i media del Qatar si sono uniti a questa “contro-protesta”.

Il quotidiano in lingua araba Al Raya ha pubblicato un disegno satirico che rappresenta il trofeo della Coppa del Mondo circondato da frecce che simboleggiano le critiche che il Qatar ha dovuto affrontare. Inoltre, in un suo editoriale, l’Al Raya ha affermato che la stampa europea ha condotto "Un furioso attacco alla Coppa del Mondo in Qatar da quando è stata annunciata nel dicembre 2010".

"Fermiamo le campagne diffamatorie e cooperiamo per una Coppa del Mondo che unisca le persone", ha aggiunto il quotidiano in chiusura.



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Il quotidiano Al Sharq ha denunciato scrivendo “Menzogne, dicerie e calunnie” scritte, secondo il quotidiano, in Europa sui preparativi adducendo ad una “cospirazione sistematica” da parte dei media di molti Paesi europei sul tema dei diritti dei lavoratori migranti, “Mentre questi media hanno dimenticato le misere condizioni vissute dai lavoratori in Europa”.

Anche il Doha News in lingua inglese si è unito a questa protesta congiunta.

Il quotidiano ha dichiarando in un editoriale: “È ora che tu pratichi la tolleranza che sostieni”, puntando il dito contro i Paesi europei che hanno “Visto migranti in fuga da conflitti, devastazioni e povertà affogare in fondo al il Mediterraneo".



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