Flamengo campione della Copa Libertadores 2025: con la quarta stella arriva un incasso record di oltre 35 milioni di euro, ma resta meno di un quarto di quanto garantisce la vittoria in Champions League
(Foto di Buda Mendes/Getty Images)
Nella notte peruviana che ha incoronato il Flamengo campione della Copa Libertadores 2025, con quel gol di testa di Danilo al 67' che ha silenziato il Monumental di Lima e acceso l'entusiasmo di milioni di tifosi rubro-negros, non è stato solo il trofeo a brillare sotto i riflettori. Dietro la gloria sportiva, si nasconde un flusso di cassa che trasforma il Mengão in una potenza finanziaria sudamericana: poco più di 35 milioni di euro, un record assoluto per la competizione continentale, che il club brasiliano si è assicurato grazie a una combinazione di bonus fissi e premi per le performance accumulate lungo il cammino. Immaginate: dalla semplice partecipazione alla fase a gironi, con i suoi 2,8 milioni di euro di base, fino al jackpot della vittoria finale da 21,2 milioni, passando per gli extra delle sei vittorie nel girone (circa 6,3 milioni in totale) e i bonus per aver scalato ottavi, quarti e semifinali – un totale che sfiora i 35,4 milioni lordi, inclusi gli aggiustamenti per il market pool regionale. È un balzo in avanti del 15% rispetto all'edizione 2024, quando il Botafogo si fermò a 28,9 milioni, e rappresenta la più grande iniezione di liquidità singola nella storia del Flamengo, un club che a fine 2024 lottava con un debito di circa 180 milioni di euro.
TEM QUE RESPEITAR O COLOSSAL CLUBE DE REGATAS DO FLAMENGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
— FL4MENGO (@Flamengo) November 29, 2025
TETRACAMPEÃO DA LIBERTADORESSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS!#primeirotetra #campeão pic.twitter.com/k9lDpc3Eaf
Ma se questo tesoretto fa sognare i dirigenti come José Boto, che già pianificano rinnovi per stelle come De Arrascaeta e investimenti sul mercato 2026 per blindare anche un veterano come Danilo – tentato a gennaio da sirene saudite ma fedele al sogno rubro-negro – è inevitabile confrontarlo con il colosso europeo della Champions League. Qui il divario si fa abissale, un canyon economico che riflette non solo le disparità di ricavi televisivi e sponsorizzazioni tra i due continenti, ma anche filosofie diverse nel distribuire la ricchezza. Prendiamo la UEFA Champions League 2025/26, la cui formula rinnovata con la league phase da 36 squadre ha gonfiato il montepremi complessivo a 2,437 miliardi di euro, come annunciato ufficialmente dall'ente europeo in estate: un fondo che, solo per la fase a gironi, garantisce a ogni partecipante almeno 18,62 milioni di euro di entry fee, più 2,1 milioni per ogni vittoria e 700mila per ogni pareggio, fino a un potenziale di 25-30 milioni solo da lì, a seconda del ranking finale. Poi entrano in gioco i knockout – 2,8 milioni per gli ottavi, che salgono esponenzialmente fino ai 15,6 milioni per la finale – e, soprattutto, i value payments basati sui coefficienti storici e il market pool, che premiano i giganti come Real Madrid o Manchester City con quote extra che possono superare i 100 milioni aggiuntivi. Risultato? Il vincitore può portarsi a casa fino a 145 milioni di euro netti, quasi cinque volte il bottino del Flamengo: non è un caso che il Paris Saint-Germain, campione uscente del 2024/25, abbia incassato "solo" 29 milioni dal trofeo in sé, ma abbia chiuso l'anno con oltre 120 milioni totali grazie a questi meccanismi complessi.
Esse mar de amor ❤️🖤#quetorcidaéessa pic.twitter.com/Pl3nVxKufX
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Questo scarto non è solo numerico, ma racconta una storia più ampia di ecosistemi calcistici: in Sudamerica, la CONMEBOL ha triplicato i premi negli ultimi cinque anni per colmare il gap con l'Europa, passando da 10 milioni per il campione nel 2020 a questi 23 milioni di dollari (circa 21,2 milioni di euro) per il 2025. Eppure, resta un quinto del potenziale europeo, dove i ricavi da broadcasting – oltre 1,5 miliardi solo per i diritti TV – e le partnership globali come quella con Heineken o Nike amplificano tutto. Per il Flamengo, questi 35 milioni sono ossigeno puro: copriranno debiti, finanzieranno la qualificazione automatica al Mondiale per Club FIFA 2029 e forse un colpo grosso per sfidare i top club europei in futuro. Ma il divario con la Champions? È un monito: la gloria eterna del Mengão è inestimabile sul campo, eppure in termini di euro, l'Europa continua a dettare legge, con un sistema che premia non solo il talento, ma un'intera macchina da guerra mediatica e commerciale. In un mondo dove il calcio è sempre più business, il Flamengo ha vinto la sua battaglia sudamericana, ma il sogno di pareggiare i conti con i colossi del Vecchio Continente resta, per ora, solo un gol all'orizzonte.