Arrivato in estate dal Cruzeiro si sta ritagliando pian piano uno spazio importante nelle gerarchie di mister Fabregas. Il gol al Parma evidenzia le sue qualità
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Bruno Kaiki è il volto nuovo più accattivante del Como versione 2026-2027. Sarà per il look in parte vintage, arricchito da baffetti perfettamente ordinati, o sarà per la sua provenienza esistenziale e calcistica, in ogni caso il terzino brasiliano sta conquistando, con calma e senza frenesia, un posto al sole nelle rotazioni di Cesc Fabregas.
La partita contro il Parma, vinta 2-1 dai lariani, ha dato finalmente la chance a Kaiki di debuttare da titolare sul versante sinistro in luogo del titolare attuale Valle. La prestazione scintillante in Champions League con il Lipsia non ha impedito a Nico Paz e compagni di ottenere il terzo successo consecutivo in campionato salendo quindi a quota 10 in classifica alle spalle delle lepri Inter e Roma. Bruno ha fatto il fluidificante vecchia maniera tra scatti fulminei in avanti, cross (6 in totale quelli sfornati ai compagni), tiri in porta e 1 gol che non guasta. D'altro canto nell'arco della sfida ha manifestato qualche carenza in fase di copertura che dovrà necessariamente limitare nel tempo.
Bruno Kaiki da Silva è nato a Betim l'8 marzo 2003. Calcisticamente è cresciuto nel vivaio del Cruzeiro ma, ancor prima di intraprendere il cammino sui campi a 11, il ragazzo ha praticato con lodevoli risvolti anche il futsal affinando in quel contesto le basi tecniche e coordinative. Qualche mese fa il Como lo ha prelevato dal club verdeoro con la formula del prestito con obbligo di riscatto fissato a 12 milioni più 2 di bonus. Se i lariani dovessero esercitato il riscatto Kaiki firmerebbe un contratto valido fino al 2031. Sul piano manageriale il giocatore è seguito dall'agenzia CAA Stellar.
Alto 1 metro e 72, baricentro medio-basso, corporatura brevilinea, struttura fisica discretamente sviluppata. Terzino sinistro puro, ideale in uno schieramento a quattro in difesa, mancino naturale. Brilla nello sviluppo delle azioni offensive del proprio team nel settore di competenza tramite continue sovrapposizioni, traversoni per i compagni, fraseggi stretti e conclusioni a rete. Deve e può migliorare, come già accennato, nel gioco in trincea quando ad attaccare è la compagine avversaria. Nel gol del Parma firmato da Romero, ad esempio, non ha affrontato a dovere la minaccia portata da Britschgi.